Fare divulgazione scientifica non significa semplificare i contenuti, ma renderli accessibili senza tradirne la complessità. Con questo spirito, l'Università Cattolica del Sacro Cuore ha animato la Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, partecipando, venerdì 25 settembre, con i campus di Brescia e Piacenza, a un evento che ogni anno avvicina il mondo accademico ai cittadini, in particolare alle nuove generazioni.
A Brescia, presso il campus di Mompiano, la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali ha accolto 420 studenti delle scuole superiori con un programma capace di spaziare dalle nanoplastiche ai buchi neri, dall'intelligenza artificiale alla matematica nascosta nelle bolle di sapone. Aule e laboratori si sono trasformati in spazi esperienziali, dove la ricerca non si racconta soltanto, ma si vede e si tocca con mano: i ragazzi hanno scoperto come i fasci laser manipolano il movimento degli atomi, esplorato i misteri dei buchi neri e compreso come le macchine imparano dai dati.
A Piacenza la manifestazione si è svolta nell'ex chiesa del Carmine, spazio storico trasformato per una mattina in un laboratorio a cielo aperto. La Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali ha portato in scena il mondo degli insetti e degli impollinatori, i processi microbiologici alla base della produzione di formaggi, salumi e vino, le malattie delle piante e le sfide di un'alimentazione sana e sostenibile. Bambini, ragazzi e adulti hanno potuto porre domande e osservare da vicino quanto la ricerca agronomica e ambientale riguardi la salute, l'economia e la qualità della vita di tutti.