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Dalle nanoplastiche ai buchi neri: la ricerca conquista la città

29 settembre 2026

Dalle nanoplastiche ai buchi neri: la ricerca conquista la città

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Dalle nanoplastiche ai buchi neri, dall’intelligenza artificiale alla psicologia, dai laser alla matematica delle bolle di sapone.

È stata una mattinata di esperimenti, domande e scoperte quella vissuta da 420 studenti delle scuole superiori all’Università Cattolica, sede di Brescia, che, in occasione della Notte delle ricercatrici e dei ricercatori, hanno compreso come dietro una formula, un algoritmo o un esperimento scientifico c’è sempre una domanda da cui partire.

Il 25 settembre il campus di Mompiano ha aperto le porte ai ragazzi, trasformando aule e laboratori in spazi dove la ricerca è stata soprattutto da vedere e da sperimentare. Il programma ha coinvolto diverse facoltà e ha proposto attività molto diverse tra loro.

Gli studenti hanno potuto andare “a caccia dei fotoni”, scoprire come si possono osservare le nanoplastiche, conoscere i fasci laser capaci di manipolare il movimento degli atomi e avvicinarsi ai misteri dei buchi neri, «dove il tempo si ferma». Non sono mancati i rompicapi matematici, la matematica nascosta nelle bolle di sapone e le applicazioni dell’intelligenza artificiale, attraverso un laboratorio dedicato al modo in cui le macchine imparano dai dati.

La scienza non è stata l’unica protagonista. I ragazzi sono stati coinvolti anche in attività dedicate alla psicologia, con esperienze sulle competenze nello sport, sul dissenso e sulla disobbedienza, sulle neuroscienze e sulla consapevolezza. La Facoltà di Lettere e filosofia ha proposto inoltre un laboratorio sperimentale sul rapporto tra uomo e natura attraverso il collage.

Un viaggio tra le lingue e le culture ha coinvolto gli studenti anche nelle attività della Facoltà di Lingue. I ragazzi hanno potuto avvicinarsi a lingue e culture diverse, scoprendo come lo studio di una lingua non significhi soltanto imparare parole e regole grammaticali, ma entrare in contatto con altri modi di pensare e di interpretare la realtà.

Tra le proposte anche un laboratorio dedicato al cinese e uno al russo, occasione per conoscere più da vicino una lingua caratterizzata da un sistema di scrittura e da strutture profondamente differenti da quelle delle lingue europee. Un’esperienza che ha trasformato l’apprendimento linguistico in una vera esplorazione culturale, mettendo gli studenti davanti alla curiosità e alla complessità che stanno alla base della ricerca nel campo delle lingue.

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Redazione

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Nel pomeriggio la ricerca ha continuato il suo viaggio fuori dalle aule universitarie. In largo Formentone sono stati allestiti sette stand dedicati a scienza, tecnologia, salute, sostenibilità, cultura e scienze sociali.

Qui il pubblico ha potuto cimentarsi direttamente con l’intelligenza artificiale raccontata attraverso le perline colorate, la «Quantum Revolution», l’olfatto artificiale e dialogare con grandi visionari del passato ricreati grazie all’AI.

Spazio anche al benessere, con attività sulla cura di sé, sullo sport, sul recupero dagli infortuni e sulla gestione dello stress.

A completare la giornata, nove brevi talk hanno portato al centro temi che mostrano quanto la ricerca sia legata alla vita quotidiana: il cinema e l’arte come strumenti di cura, l’esperienza degli studenti-atleti, i grafi matematici, i materiali quantistici, l’ecologia, la violenza contro le donne e i valori europei in tempo di crisi.

Particolarmente rilevante il tema sociale affrontato in “Contrastare la violenza contro le donne e promuovere percorsi di cura attraverso la ricerca di servizio sociale” (Facoltà di Scienze politiche e sociali).

Il talk ha illustrato, attraverso dati di ricerca e pratiche professionali, il ruolo del servizio sociale nel contrasto alla violenza di genere e nella costruzione di percorsi di cura efficaci.

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