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Leone XIV, un Pontefice dal cuore agostiniano

20 marzo 2026

Leone XIV, un Pontefice dal cuore agostiniano

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Un ritratto umano, fraterno e profondo, un itinerario condiviso nella biografia di Papa Leone XIV, un Pontefice dal cuore agostiniano, un uomo capace di ascolto, guidato dalle virtù della prudenza e della saggezza, animato da spirito di servizio e di unità.

Così appare nelle pagine del libro “Leone XIV. Chi dite che io sia? Sono un figlio di Agostino” (Ed. Cantagalli) del giornalista vaticanista Ignazio Ingrao e di Padre Giuseppe Pagano, Priore della comunità agostiniana di Santo Spirito a Firenze, la figura di Robert Francis Prevost, dallo scorso 8 maggio Papa della Chiesa Cattolica.

Il volume è stato presentato il 18 marzo nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, in un evento, moderato dalla giornalista Nicole Winfield, aperto dall’indirizzo di saluto del presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, al quale sono seguiti gli interventi di Pier Ferdinando Casini, presidente del Gruppo Italiano dell’Unione Interparlamentare, Padre Joseph L. Farrell, Priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, alla presenza dell’autore Ignazio Ingrao.

L’incontro si è snodato a partire dall’opera del Santo Padre fra le gravose sfide attuali: «In un mondo attraversato da oltre cinquanta conflitti – ha detto Casini -. Leone ha raccolto l’eredità di Francesco e ha rilanciato con forza l’appello alla pace nella convinzione che la Chiesa esiste per offrire al mondo un orizzonte di riconciliazione», e attraverso molti ricordi personali e significativi con le parole di Padre Farrell che ha sottolineato la ricca esperienza pastorale di Leone XIV «come missionario, priore provinciale, priore generale, vescovo, cardinale e ora Papa» che «ci permette di vedere come Dio ha operato in lui e attraverso di lui».

Un articolo di

Federica Mancinelli

Federica Mancinelli

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Il libro racconta anni e momenti particolari e significativi, ufficiali e privati, della vita del futuro Pontefice, compagno di studi di Padre Pagano nel Collegio internazionale Santa Monica di Roma e poi suo collaboratore, dai quali emergono i tratti fondamentali di una personalità poliedrica.

In particolare sul tema dell’educazione, centrale nel magistero di Papa Leone XIV, le parole della professoressa Elena Beccalli che ha approfondito quattro linee principali e direttrici: L’educazione come opera corale, «un’orchestra in cui ogni persona suona il proprio strumento con dedizione e passione» che diventa così «un laboratorio di cittadinanza attiva, dove all’unisono si sviluppano conoscenze, si condividono valori e si coltivano relazioni autentiche». La relazione come luogo educativo fondamentale, sulla base del pensiero di Sant’Agostino per il quale «l’uomo è costitutivamente relazionale: nasce, cresce e si salva nella communio».

E ancora, l’educazione come esperienza del sapere e apprendistato di virtù, condividendo il Rettore «il cambio di paradigma che noi, in Università Cattolica del Sacro Cuore, stiamo attuando», interpretando «gli atenei e le istituzioni educative non come luoghi di trasmissione del sapere bensì come luoghi di esperienza del sapere». Infine, l’educazione come dialettica creativa tra fede e ragione: «Agostino insegna che la ragione prepara la strada alla fede e la fede, una volta accolta, apre nuovi orizzonti alla ragione, permettendole di scrutare profondità altrimenti invisibili».

Un’esperienza del sapere che nell’Ateneo dei cattolici italiani ha assunto il tratto della concretezza e il valore del progetto condiviso sulle res novae, le sfide della contemporaneità, con riguardo alla digitalizzazione che «richiede una riflessione sulle metodologie didattiche, già in corso negli atenei – ha detto la professoressa Beccalli -, ma anche un impegno a sostenere un vero Patto educativo per le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale» e all’impatto sociale delle università: «L’Università Cattolica del Sacro Cuore sta portando avanti il suo impegno nel Piano Africa, una struttura di azione che, ponendo nell’educazione il suo baricentro, si propone di lavorare con - e non per - i Paesi africani», in sintonia con lo spirito del viaggio che, dal 13 al 23 aprile, porterà Papa Leone XIV a visitare numerosi luoghi del continente africano.

«Ascoltare è un atto di grande rilievo ecclesiale, che il Papa si ponga in ascolto è una grande lezione per tutti. Dentro e fuori la Chiesa» - ha detto il Card. Parolin - tracciando un profilo del Santo Padre grazie a tre accenti peculiari. L'unità della Chiesa il secondo tratto fondamentale che emerge, nelle parole del Segretario di Stato, fra gli intenti del nuovo pontificato: «Per custodire la comunione a tutti i livelli, il Papa mostra di preferire la via del dialogo attraverso un ascolto paziente delle ragioni di tutti». In terzo luogo lo stile del pontificato: Papa Leone XIV «sta mostrando di assumere il tema della sinodalità come stile di governo. Non fa mistero di prediligere le decisioni condivise», nello spirito del coinvolgimento e della partecipazione di tutti, «segno di una comprensione del governo nel segno del servizio e non del potere».

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