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MyMentor chiude la sua 11° edizione: 816 coppie in dieci anni e un progetto che fa scuola

11 giugno 2026

MyMentor chiude la sua 11° edizione: 816 coppie in dieci anni e un progetto che fa scuola

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«Un progetto visionario per la sua capacità di essere un’esperienza pilota unica ed efficacissima», guardata come esempio anche da altri atenei: così la Rettrice Elena Beccalli ha definito l’esperienza di MyMentor, il programma dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che affianca studenti e studentesse a manager e imprenditori in un percorso di mentorship. L'appuntamento conclusivo dell’edizione 2025/26 si è tenuto il 9 giugno nel campus piacentino, con 87 coppie riunite per un momento di bilancio e di apertura a nuove prospettive.

Ospite d'onore della serata il Cavaliere Alberto Di Tanno, Presidente di Banca Più e Amministratore Delegato del Gruppo Intergea, che ha parlato senza filtri agli studenti: «Non fatevi influenzare da parenti, amici e social. Puntate sempre a fare ciò che desiderate.» Per Di Tanno, fondatore tra l'altro di Nobis Assicurazioni, la qualità più importante in un manager è semplice da enunciare e difficile da praticare: «Dare l'esempio, dimostrare coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.» E sulla tecnologia, tema inevitabile: «È importante, ma deve essere al servizio del fuoco del fare. Altrimenti non serve a niente».

Il programma è partito nel 2015 con cinque studenti. Oggi, come ha ricordato Fabrizio Capocasale, tra i suoi fondatori, il conto totale supera le 816 coppie. Una crescita che racconta qualcosa di più di un semplice successo numerico. «I mentor hanno dimostrato che la leadership passa anche attraverso la restituzione» ha osservato la professoressa Franca Cantoni, mentre la professoressa Roberta Virtuani ha precisato che MyMentor «non è solo orientamento professionale, ma un acceleratore di crescita personale».

Il direttore di sede Angelo Manfredini l'ha definito «un progetto fiore all'occhiello che fa scuola a livello nazionale», e il professor Francesco Timpano ha sottolineato come l'esperienza vada ben oltre il tirocinio tradizionale: «Non si limita al semplice vado in azienda, ma offre l'opportunità di instaurare relazioni vere.»

A dare il senso più autentico della serata sono stati però i protagonisti diretti, che con le loro testimonianze hanno arricchito di esperienza viva la serata, in cui è emerso con chiarezza il valore dello scambio e delle relazioni.

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

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