Oltre trenta Enti del Terzo Settore tra organizzazioni non profit, fondazioni, imprese sociali, da grandi realtà a micro-esperienze, si sono date appuntamento lo scorso 25 settembre per tracciare insieme una nuova rotta strategica. L'occasione è stata l'incontro promosso nell’ambito di Cattolicaper il Terzo Settore, il progetto di coordinamento fra docenti e ricercatori di diverse facoltà dell’Ateneo che da quasi dieci anni si rivolge al Terzo Settore.
Mario Gatti, direttore della sede di Milano, e Roberto Brambilla, direttore della Funzione Formazione postlaurea e Research Partnership, hanno dato il benvenuto ai partecipanti, sottolineando come Cattolicaper il Terzo Settore può essere davvero per – a favore di – solo con gli enti interlocutori. Ed è stato proprio l’agire insieme lo scopo dell’incontro, come evidenziato dal professor Marco Grumo, coordinatore di Cattolicaper il Terzo Settore, con il lancio del Social Innovation Impact Network: una iniziativa semplice, aperta, senza obiettivi precostituiti, libera al contributo spontaneo di enti non profit ma anche profit, per mettere a fattor comune competenze, obiettivi, relazioni, risorse e idee al fine di moltiplicare l’impatto delle iniziative.
In uno scenario globale segnato da complesse e perduranti criticità politico-economiche e crescenti tensioni sociali, l'idea di produrre un cambiamento significativo muovendosi in ordine sparso appare ormai anacronistica oltre che irrilevante. Il professor Grumo ha proposto che la sfida sia colta tramite una massiccia azione policentrica e sinergica degli attori della società civile insieme tra loro e con l’Università. Lo spunto è stato colto sia da docenti dell’Ateneo del Tavolo Cattolicaper il Terzo Settore, che hanno messo a disposizione le proprie competenze e conoscenze disciplinari, sia dai rappresentanti delle varie organizzazioni che, oltre ad aver presentato i loro principali progetti, hanno focalizzato aree e perimetri di azione. Dalla fragilità sociale alle disuguaglianze, dalla povertà alle emergenze educative, dalla salute privata e pubblica alle questioni energetiche e di sostenibilità, dallo sport inclusivo alla cultura del dono: gli ambiti suscettibili di intervento congiunto sono variegati ed estremamente importanti. In tutti i casi, esistono naturalmente già molti progetti ed iniziative degli Enti del Terzo Settore che hanno partecipato al primo appuntamento del Network la cui ambizione è diventare un moltiplicatore di impatto sociale positivo.
Il percorso del Social Innovation Impact Network, aperto alla partecipazione di altri docenti e di altri enti del Terzo Settore che desiderino farne parte, è solo all’inizio: il comune auspicio, come sintetizzato dal professor Grumo, è quello di realizzare «una azione sistemica di valore e di valori e ad alto impatto sociale» traducibile in un ventaglio di iniziative. Tra le altre, la costruzione di relazioni e competenze in modo strutturato, di percorsi di formazione, di partnership di ricerca anche applicata, di condivisione di iniziative di advocacy e di confronto istituzionale, di coinvolgimento degli studenti nelle iniziative.