
News | TEDxUNICATT
Traces, esplorare la realtà e la società
Domenica 10 maggio al Teatro della Triennale di Milano la XII edizione del TEDxUNICATT. Il racconto dell’evento
| Graziana Gabbianelli
14 maggio 2026
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Gennaio 2018. Due ragazzi poco più che ventenni si incontrano un sabato sera per bere una birra e chiacchierare. La conversazione scorre leggera finché non finisce, quasi per caso, sui TED Talk: un format già molto diffuso negli Stati Uniti, fatto di interventi brevi in cui persone diverse condividono idee ed esperienze davanti ad un pubblico.
Da lì l’idea: perché non provare a portare qualcosa di simile anche in università, un luogo che per sua natura vive di confronto tra giovani menti? Da quell’intuizione di Matteo Bonadies e Matteo Scalabrini, studenti dell’Università Cattolica, nasce nel 2019 TEDxUNICATT: un progetto condiviso tra amici e diventato poi un’associazione strutturata, - Lights OFF - uno spazio reale di crescita per gli studenti. Un luogo in cui conoscersi, confrontarsi, imparare a lavorare insieme e, soprattutto, mettersi alla prova.
Quest’anno ho avuto l’opportunità di partecipare alla dodicesima edizione di TEDxUNICATT, Traces, andata in scena il 10 maggio alla Triennale di Milano. Sono anche io una studentessa dell’Università Cattolica, frequento il Master in Eventi per la Cultura e lavoro nel settore dei grandi eventi live. Conosco quindi bene l’emozione che si respira entrando in location poco prima che tutto inizi. Eppure, questa volta, la sensazione era diversa.
C’è qualcosa di unico nel vedere circa cinquanta studenti, provenienti da città e facoltà diverse, lavorare insieme in modo coordinato per realizzare un evento di questa portata. Dall’esterno è difficile immaginare che un progetto così complesso possa essere gestito interamente da studenti. Nel corso degli anni, l’associazione è cresciuta sempre di più, grazie anche al passaggio continuo di testimone tra i diversi team che si sono susseguiti. La sfida non è mai stata ricominciare da zero, ma costruire su ciò che era stato fatto prima, supportandosi tra generazioni di studenti e aggiungendo ogni volta un tassello in più, senza perdere ciò che era stato costruito.
TEDxUNICATT è un “di più” che si inserisce nelle vite già piene di chi lo vive, tra studio, esami e vita personale. Non è un obbligo, ma una scelta. Richiede impegno, costanza e responsabilità.
L’università per la maggior parte degli studenti è un luogo di passaggio, un periodo circoscritto che ha come unico obiettivo la laurea. TEDx, invece, rappresenta qualcosa che va oltre il risultato accademico.
«È la possibilità di credere in un progetto che non si misura solo in numeri, ma in termini umani. Significa costruire relazioni, mettersi in gioco e sentirsi parte di un progetto comune insieme a persone che, fino a poco tempo prima, erano perfetti sconosciuti» mi racconta Silvia Gentilini, tesoriera della prossima edizione di TEDxUNICATT, insieme a Rebecca Albonetti e Camilla Diana.
È un’esperienza che stimola creatività e iniziativa, ma che permette anche di confrontarsi concretamente con dinamiche professionali reali: dall’ideazione del tema alla selezione degli speaker, dalla ricerca di sponsor e patrocini fino alla comunicazione, al marketing e alla gestione operativa dell’evento.
Un’organizzazione orizzontale in cui ogni persona può contribuire in modo attivo, mettendo a disposizione le proprie competenze e sentendosi davvero parte del progetto.
Il tema scelto per questa edizione 2026, dal team guidato da Federico Iorio, Sara Maria Bonente e Alessandra Labia, Traces, ruota proprio attorno a questo concetto. Le persone che incontriamo, le esperienze che viviamo e le relazioni che costruiamo lasciano continuamente segni dentro di noi. È attraverso il contatto con gli altri che cambiamo, cresciamo e definiamo la nostra identità.
Anche TEDxUNICATT, in fondo, lascia tracce. Nelle persone che lo vivono, nei legami che crea e nelle idee che mette in circolo. Un progetto in continua trasformazione, dove ogni contributo conta davvero e dove si continua a coltivare qualcosa di raro: idee capaci non solo di ispirare, ma anche di cambiare il modo in cui guardiamo le cose.
Un articolo di