Favorire l’accesso all’università per i giovani del Corvetto e contribuire, attraverso la formazione, al futuro del quartiere. È questo l’impegno assunto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’ambito del Protocollo d’intesa triennale per la riqualificazione e la promozione della coesione sociale nel quartiere milanese, sottoscritto con Prefettura di Milano, Comune di Milano e Municipio 4, ATS Milano Città Metropolitana, AFOL Metropolitana e Ufficio Scolastico Territoriale di Milano.
Un impegno condiviso per migliorare le opportunità e la qualità della vita nel quartiere. Il contributo specifico dell’Ateneo riguarda l’accesso alla formazione superiore. L’Università Cattolica metterà a disposizione un numero definito di borse di studio per studenti residenti nel quartiere che abbiano dimostrato merito e motivazione e si trovino in condizioni di disagio economico. Le borse sosterranno il loro percorso accademico e consentiranno di valorizzare talenti che potrebbero incontrare ostacoli economici nella prosecuzione degli studi.
Il protocollo nasce dalla volontà di mettere in relazione iniziative già presenti al Corvetto e di costruire un’azione stabile tra istituzioni e realtà territoriali. Scuole, associazioni, parrocchie, centri di aggregazione e soggetti del Terzo Settore sono chiamati a contribuire a un percorso che unisca prevenzione del disagio, inclusione sociale e partecipazione degli abitanti. Particolare attenzione è rivolta ai minori e ai giovani a rischio di dispersione scolastica, alle famiglie in difficoltà e alle persone anziane sole.
«La riqualificazione di un quartiere non passa soltanto attraverso interventi urbanistici o infrastrutturali – ha detto la rettrice Elena Beccalli –. Passa soprattutto dalla capacità di investire nelle persone, nei loro talenti, nelle loro aspirazioni. Per questo l’impegno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, attraverso l’attivazione di borse di studio destinate a giovani meritevoli e motivati, intende contribuire a rendere il diritto allo studio e l’accesso alla formazione universitaria strumenti concreti di crescita personale, mobilità sociale e cittadinanza attiva».
Sono emerse durante l’incontro di presentazione del Protocollo due suggestioni che la Rettrice vuole custodire: «La prima ci ricorda che la cura del bene comune è uno degli antidoti più efficaci contro lo stigma dell’emarginazione. La seconda nasce da un proverbio africano: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. Possiamo farlo nostro e tradurlo così: “Per educare un giovane ci vuole una comunità intera”. Credo che questo Protocollo debba essere solo l’inizio di un percorso più ampio: mettere insieme istituzioni, competenze e responsabilità diverse per accompagnare ogni giovane nella costruzione del proprio futuro. Perché nessun talento vada sprecato e perché ogni ragazza e ogni ragazzo possa acquisire coscienza delle sue possibilità».
«Il Protocollo dà concretezza a un modello di intervento sulle periferie fondato sulla presenza coordinata delle istituzioni e sulla capacità di agire, insieme, sui diversi fattori che incidono sulla qualità della vita. Sicurezza, scuola, salute, inclusione e lavoro concorrono a una strategia unitaria di prevenzione, di sostegno alle fragilità e di promozione di nuove opportunità, con particolare attenzione alle giovani generazioni. L’obiettivo è rafforzare la presenza delle istituzioni sul territorio e contribuire, attraverso interventi concreti e coordinati, alla coesione sociale e alla vivibilità del quartiere» – ha dichiarato il Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.
Sul versante educativo, il Comune prevede il rafforzamento delle attività di prossimità rivolte agli adolescenti, dell’offerta estiva e delle occasioni di sport e aggregazione. L’Ufficio Scolastico Territoriale promuoverà incontri tra studenti e Forze dell’Ordine sui temi della legalità e collaborerà al monitoraggio delle situazioni di dispersione scolastica. Il Comune realizzerà inoltre una mappatura delle attività del quartiere, utile a coordinare gli interventi e a valutarne i risultati. Collaboreranno al Progetto anche AFOL Metropolitana e ATS.
Gli interventi saranno definiti e coordinati da una Cabina di regia guidata dalla Prefettura, alla quale parteciperanno i rappresentanti degli enti firmatari. Il protocollo ha durata triennale e prevede aggiornamenti periodici e una relazione annuale sullo stato di attuazione.