NEWS | Roma

Il coraggio di sbagliare: la “lezione” di mister Gasperini

10 marzo 2026

Il coraggio di sbagliare: la “lezione” di mister Gasperini

Condividi su:

A volte all’università succedono cose che non riguardano solo esami, libri e lezioni. Succedono momenti che ti rimangono dentro. L’incontro che abbiamo avuto con il mister Gian Piero Gasperini è stato uno di questi.

“Non perdiamo mai: o vinciamo o impariamo”.Questa è una delle sue delle frasi che mi è rimasta più impressa. È un concetto semplice, ma potentissimo. Le sconfitte, nello sport come nella vita, insegnano molto più delle vittorie. Quando vinci sei felice e vai avanti. Quando perdi invece sei costretto a fermarti, a capire cosa non ha funzionato e a migliorare.

«L’iniziativa Oltre la Medicina nasce con voi studenti e per voi studenti - ha esordito aprendo l’incontro il Prof. Alessandro Sgambato, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia - Fare medicina, come ripeto sempre, non significa soltanto studiare malattie o protocolli terapeutici, ma soprattutto entrare in contatto con le persone. Ed è proprio questo il senso di Oltre la Medicina: andare oltre il semplice studio dei libri e delle nozioni. Vogliamo creare uno spazio in cui possiate approfondire anche tutto ciò che sta fuori dalle aule e dai reparti, confrontarvi con il mondo reale e comprendere cosa significa essere non solo un buon medico, ma anche una persona consapevole.»

L’incontro è stato moderato anche da due studenti e rappresentanti in Consiglio di Facoltà, Giulia Canfora, studentessa del Corso di laurea in Odontoiatria, e Marco Trapasso, studente del Corso di laurea in Medicina e chirurgia, e dal Prof. Francesco Cecconi, Ordinario di Biochimica, che ha presentato mister Gasperini come un uomo di grande cultura e sensibilità, con un forte interesse nel rapporto con i giovani, ai quali cerca di trasmettere sicurezza, pur riconoscendo in loro una certa fragilità

Il tema dell’incontro era chiaro fin dal titolo: "Il coraggio di sbagliare". Nel calcio, ha spiegato il mister, l’errore è inevitabile. Un passaggio sbagliato, un controllo imperfetto, una decisione presa nel momento sbagliato. Succede continuamente. Ma la differenza non la fa l’errore in sé: la fa il modo in cui reagisci. Ed è proprio per questo che ascoltare una figura dello sport come Gasperini è stato così interessante. Perché, anche se i mondi sembrano diversi, in realtà le sfide sono molto simili: pressione, aspettative, errori, momenti difficili.

Il mister ha fatto anche esempi di grandi campioni dello sport. Uno su tutti: Roger Federer. Nonostante sia uno dei tennisti più vincenti della storia, Federer ha perso più della metà dei punti giocati in carriera. Eppure, ha vinto la maggior parte delle partite. Questo perché ogni punto è importante mentre lo giochi, ma appena finisce devi essere pronto a pensare al successivo. In altre parole: non puoi rimanere bloccato dall’errore.

Un altro aspetto molto interessante è stato il discorso sulle aspettative. Nel calcio, come nello studio, il giudizio esterno può essere pesante. I media, i tifosi, la squadra, le persone intorno a te. Ma secondo Gasperini la cosa più importante è guardare prima di tutto a sé stessi. Non si tratta di essere i migliori in assoluto. Si tratta di migliorare ogni giorno rispetto alla versione di sé stessi del giorno prima. Questa idea, per noi studenti, è estremamente attuale. Gli esami, la pressione, la paura di non essere abbastanza preparati, la paura del giudizio, di deludere: sono sensazioni che conosciamo tutti molto bene, benissimo e che tutti abbiamo provato e proviamo.

Sentire qualcuno che vive ogni giorno la pressione dello sport professionistico dire che l’importante è continuare a lavorare su sé stessi è stato, in un certo senso, rassicurante.
Si è parlato anche della sua carriera, compresi i momenti più difficili. In particolare, l’esperienza breve e complicata all’Inter, che all’epoca sembrava una grande caduta e che però l’ha portato ad avere altre opportunità che l’hanno portato fino a dove è oggi. Col tempo, infatti, quella situazione si è trasformata in un punto di ripartenza che lo ha portato prima al Palermo poi al Genoa e poi ancora alla straordinaria esperienza con l’Atalanta, dove ha costruito uno dei progetti calcistici più interessanti degli ultimi anni e oggi alla Roma.

Anche da questo si capisce una cosa: a volte quelle che sembrano sconfitte sono semplicemente passaggi necessari del percorso.Un altro tema centrale è stato quello della fiducia. Secondo il Mister molti giocatori hanno talento ma non credono abbastanza nelle proprie capacità. Il compito di un allenatore, in questi casi, è anche quello di trasmettere fiducia.

“Spesso dicevo ai miei giocatori: io ho più fiducia in te di quanta ne abbia tu in te stesso.” Una frase che vale nello sport, ma che vale anche in Medicina.

L’incontro si è concluso con un messaggio molto semplice ma molto forte: non lasciarsi definire da un singolo errore o da una singola sconfitta. Perché il percorso è sempre più grande del singolo momento. Uscendo dall’aula abbiamo avuto la sensazione che non fosse stato solo un incontro sul calcio. È stata una lezione sulla crescita, sulla capacità di rialzarsi, perché ogni tanto, tra un esame e l’altro, abbiamo bisogno anche di ricordarci che vale la pena continuare a provarci. Sempre!

Un articolo di

Antonio Pio Di Nuzzo

Rappresentante degli studenti in Consulta d’Ateneo - Università Cattolica

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti