NEWS | Notte prima dell'esame

Il percorso di Fatma in Cattolica tra studio, legami e identità

27 luglio 2026

Il percorso di Fatma in Cattolica tra studio, legami e identità

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C'è chi arriva alla laurea contando i giorni, e chi invece, guardandosi indietro, scopre di aver costruito molto più di un semplice titolo di studio. È il caso di Fatma Alzahra Almodhaweb, che ha appena concluso il suo percorso di laurea triennale in Università Cattolica, portando con sé un bilancio fatto di soddisfazioni, scoperte inaspettate e legami che difficilmente dimenticherà. Un percorso che ha saputo intrecciare studio e identità personale, culminando in una tesi che affonda le radici nella sua storia familiare, tra cultura araba ed ecumenismo islamico.

Fresca della sua laurea in Scienze linguistiche – curriculum Lingue per l’impresa –, conseguita lo scorso 16 luglio, la neodottoressa Fatma ha ricordi nitidi e precisi di tutte le esperienze vissute nei suoi anni da studentessa universitaria, a cominciare dalle emozioni vissute la “Notte prima dell’esame”, prima di quell’esame finale che porta all’ultimo ostacolo da superare e che fa intravedere, più da vicino, il traguardo conclusivo della laurea. «Non ho dormito, letteralmente. Mi svegliavo ogni dieci minuti, complice il caldo, ma soprattutto l'ansia che mi accompagnava. A rendere la nottata ancora più particolare - alle ore tre - era in tv la partita del Marocco ai Mondiali di calcio: ho provato a resistere alla tentazione di guardarla, ma visto che il sonno non arrivava comunque, ho finito per vederla tutta» racconta Fatma, descrivendo come i pensieri, quella notte, erano davvero tanti: «L'ansia, il desiderio di ottenere un bel voto, la voglia di arrivare finalmente al traguardo. Dentro di me sapevo che avrei superato l'esame, eppure convivevo con la paura di deludere me stessa, o semplicemente con il timore, ancora più grande, proprio perché era l'ultimo esame, di non farcela».

Se l’alumna ripensa a tutte le prove e le verifiche affrontate nel suo triennio di studi in Cattolica, Fatma non ha dubbi nell’individuare, tra gli esami più significativi, quello di Cultura araba. In realtà il primo esame in cui è stata rimandata, ma che poi si è rivelato in una delle esperienze di studio più gratificanti dell’intero percorso accademico: «Tutto il tempo e l'impegno investiti nella preparazione dell’esame sono stati ripagati, la vera e grande soddisfazione non è stata tanto il voto, quanto la possibilità di approfondire e conoscere meglio una parte di me stessa».

Dalle parole di Fatma l'università emerge non solo come un susseguirsi di lezioni, studio ed esami ma ha i tratti di un vero e proprio viaggio di crescita e scoperta. Lo dimostra anche la scelta della tesi intitolata L'ecumenismo islamico nel XX secolo. Origini, sviluppo e limiti del taqrīb sunnita-sciita ed elaborata con il professor Martino Diez, docente di Lingua e letteratura araba, come relatore. «Ho scelto questo argomento perché desideravo approfondire un tema che toccasse, in un certo senso, anche la sfera più personale della mia vita: avendo origini arabe - mamma è originaria del Marocco e papà del Bahrein - sentivo il bisogno di dedicarmi a qualcosa che avesse un legame diretto con le mie radici». Ma dalle parole della neolaureata emerge anche che i suoi anni in Cattolica sono stati belli, arricchenti e formativi grazie ad esperienze come quelle vissute presso il collegio Paolo VI, dove Fatma ha soggiornato, essendo di Verona: «È stata un'esperienza positiva, più di quanto potessi immaginare: vivere in collegio mi ha aiutata molto, anche grazie al confronto quotidiano con le mie coinquiline. E nei momenti un po' più difficili, avere sempre qualcuno con cui parlare, o anche solo con cui staccare la spina, ha fatto davvero la differenza». Ma l’esperienza collegiale, come il campus universitario di largo Gemelli, continueranno – ancora per due anni – a far parte della quotidianità di Fatma, in quanto si è iscritta al corso di laurea magistrale in European Studies «Lo studio delle lingue, richiede un impegno costante, ma è per me molto affascinante; proprio grazie a quanto studiato nel corso della mia triennale in Cattolica ho compreso, con maggiore chiarezza, quale sia davvero la strada che sento a me più affine».

Riflettendo e ripensando a quanto vissuto e fatto in Cattolica, Fatma si dice molto soddisfatta del percorso compiuto: «Anche se non tutte le materie mi hanno appassionata allo stesso modo, il ciclo di studio ha risposto alle mie aspettative» e se dovesse dare un consiglio a una futura matricola, sicuramente vorrebbe dirle «di non avere paura di cambiare; se il percorso di studi intrapreso non dovesse convincerla, o non farla sentire a proprio agio, che sappia che può cambiare in ogni momento e scegliere ciò che sente più suo. L'unica cosa che conta davvero è stare bene e dedicarsi a temi e discipline che interessano e piacciono veramente».

Orgoglio, entusiasmo e consapevolezza paiono le coordinate con cui la neodottoressa della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere ha concluso il suo primo ciclo di studi in Cattolica e si accinge a iniziarne uno nuovo. Una consapevolezza che si fonda, come lei sottolinea, sul fatto che «se c'è una cosa per cui sono profondamente grata a questa università, è avermi permesso di incontrare delle persone che oggi considero un punto fermo, essenziale, della mia vita» e sull’essere consci che il valore più grande, oltre il traguardo della laurea, sono stati gli insegnamenti ricevuti e le sfide e le difficoltà superate.

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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