Sabato 19 settembre, l’Osservatorio Permanente su Educazione Civica, Diritti e Sostenibilità dedicato alla memoria del professor Franco Anelli, che vede la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Kennedy Human Rights Italia, ha organizzato una giornata di formazione alla Scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani. A seguito della recente indagine svolta dall’Osservatorio sull’educazione civica nelle scuole italiane, è emersa la volontà di andare nel luogo in cui don Milani fece una precisa scelta sull'educazione civica, collegando un piccolo paese nascosto nell’Appennino toscano con il resto del mondo, facendo così sentire veri cittadini attivi, dei ragazzi che altrimenti sarebbero rimasti nell'ombra e nel silenzio.
L’iniziativa, denominata "Abitare il luogo della scelta. L’eredità di Don Lorenzo Milani e l’educazione civica oggi" ha visto la partecipazione di sessanta docenti delle scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia che si sono dati appuntamento con i referenti dell’Osservatorio all’inizio del Sentiero della Costituzione. Il Sentiero, che porta alla chiesa e alla canonica di Barbiana, è stato percorso a tappe, durante le quali Giuseppe Monaco, costituzionalista dell’Università Cattolica, ha commentato coi partecipanti i primi articoli della Costituzione. Giunti a Barbiana, i partecipanti hanno potuto visitare i luoghi di Don Milani: dalla stanza che ospitava le lezioni e che ancora oggi custodisce i manufatti degli allievi, come l’astrolabio, i disegni, le cartine, al laboratorio dove i ragazzi progettavano e costruivano con le loro mani, si esercitavano nella lavorazione del legno e del metallo e nelle attività di officina.
Educazione come strumento per promuovere equità e giustizia: queste le parole che hanno tessuto il filo rosso della giornata e questi i temi che hanno attraversato gli interventi dei relatori e delle relatrici della Kennedy Human Rights Italia e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: Anna Maria Fellegara, Pro Rettrice Vicaria dell’Università Cattolica, e Monica Veneziani, docente di Economia aziendale, hanno posto l’accento sulla dimensione integrale della sostenibilità nelle sue componenti ambientale, sociale ed economica: elementi essenziali, in relazione tra loro, per favorire e promuovere una cittadinanza attiva e consapevole. Domenico Simeone, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione della Cattolica, ha accompagnato i partecipanti in un suggestivo viaggio nella pedagogia di Don Milani attraverso le sue parole e il lascito che, ancora oggi, richiama la comunità educante a tenere alta l’attenzione delle nuove generazioni sulle tante ingiustizie del mondo, in nome del celebre motto milaniano “I care”.
Il tema dell’impegno sociale ed educativo è stato ripreso anche da don Roberto Maier, teologo e filosofo, che ha saputo ben descrivere il don Milani uomo, maestro e sacerdote, evidenziando come egli abbia alimentato costantemente il dialogo tra tensione teologica, fedeltà al Vangelo e istanza pedagogica. La scuola di Barbiana sintesi incarnata di questo dialogo, è ancora oggi, a quasi sessant’anni dalla morte di don Lorenzo Milani, fonte di ispirazione e di speranza per chi crede nella forza trasformativa dell’educazione. Grande suggestione è venuta poi dagli interventi di chi Don Milani lo ha conosciuto come maestro: Agostino Burberi, ex allievo del Priore di Barbiana, e il professor Aldo Bondi, che hanno regalato al gruppo aneddoti e riflessioni.
La giornata si è conclusa con un laboratorio che, per citare don Milani, ha dato la parola ai docenti: i ricercatori dell’Osservatorio, Alessandra Augelli e Graziano Biraghi dell’Università Cattolica e Valentina Pagliai della Kennedy Human Rights Italia, hanno stimolato il dibattito sul fare educazione civica oggi, a partire dalle attività della Kennedy Human Rights Italia come il doposcuola, i centri estivi e i percorsi per i docenti. Ne è emerso un patrimonio di interrogativi che restituisce con forza l’attualità del messaggio di Barbiana. I docenti si sono chiesti come fare comunità tra insegnanti e studenti, come restituire ai bambini e ai ragazzi le parole e il senso di comunità, come trasmettere fiducia nel futuro e alimentare speranza, impegno e responsabilità invece che impotenza. È tornato più volte il bisogno di una scuola capace di avvicinarsi alla vita reale, di valorizzare l’imparare facendo, di concedersi tempi più lenti e più profondi e di contrastare l’individualismo.
Accanto a queste domande, le riflessioni hanno richiamato con particolare intensità la responsabilità personale e professionale dell’educatore: «Avremo lo stesso coraggio?», «Come essere testimonianza?», «Come dare attualità al messaggio di Barbiana?». Una voce ha sintetizzato questa responsabilità nell’affermazione «Insegnare è amare tutti gli studenti», mentre un’altra ha ricordato che Don Milani ha indicato una strada da seguire con convinzione. Il tema più ricorrente è stato però quello dell’attenzione agli ultimi: «Lo stimolo che mi porto dentro è andare al passo dell’ultimo» e, ancora, «Come posso riuscire davvero ad andare al passo dell’ultimo?».
In queste parole si raccoglie il senso più profondo dell’esperienza vissuta a Barbiana: non soltanto conservare una memoria, ma trasformarla in scelta educativa quotidiana, capace di interrogare la scuola e l’università sul proprio ruolo nel contrasto alle diseguaglianze e nella costruzione di coscienze libere e responsabili. A queste sollecitazioni l’Osservatorio Permanente su Educazione Civica, Diritti e Sostenibilità intende dare continuità, accompagnando i docenti in questa importante missione attraverso webinar e incontri che verranno calendarizzati a breve, affinché le domande nate a Barbiana possano diventare occasioni condivise di confronto, approfondimento e azione educativa.