Uno dei tratti distintivi dell’inizio del pontificato di Leone XIV è l’attenzione all’educazione e alla formazione integrale della persona come atto di speranza e compito d’amore. Alcuni elementi fondamentali della “pedagogia” di Leone XIV emergono con chiarezza nella Lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza pubblicata in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis e nei discorsi pronunciati nella settimana del Giubileo del mondo educativo che si è tenuto a Roma dal 27 ottobre al 1° novembre 2025. Incontrando studenti e educatori ha rilanciato e arricchito il Patto educativo Globale voluto da Papa Francesco e ha proposto una nuova suggestiva prospettiva pedagogica attraverso la metafora delle costellazioni educative.
Una immagine semplice ed efficace che ci parla di una luce gentile, come l’ha definita san J. H. Newman in una sua nota preghiera. “È compito dell’educazione - scrive Papa Leone nell’omelia del 1° novembre - offrire questa Luce Gentile a coloro che altrimenti potrebbero rimanere imprigionati dalle ombre particolarmente insidiose del pessimismo e della paura”. Luci come stelle che disegnano costellazioni educative, costellazioni di speranza. Una immagine che bene descrive una delle principali sfide educative del nostro tempo: aiutare i giovani ad alzare lo sguardo per scrutare il cielo, per sognare nuovi approdi.
Di questa costellazione fa parte anche la stella polare del patto educativo globale lanciato da Papa Francesco. Di questa “eredità profetica” del suo predecessore Leone XIV riprende sette impegni fondamentali: mettere al centro la persona; ascoltare le giovani generazioni; promuovere la donna; responsabilizzare la famiglia; aprire all’accoglienza; rinnovare l’economia e la politica; custodire la casa comune. A questi aggiunge tre priorità che riguardano: la vita interiore (i giovani hanno bisogno di riscoprire spazi di silenzio e di discernimento che favoriscano il dialogo con la propria coscienza e con Dio); il digitale umano (la persona viene prima dell’algoritmo); la pace disarmata e disarmante (educazione alla pace come contenuto e come metodo).
L’educazione è presentata come un’opera corale, polifonica, affidata alla comunità educante e basata sul metodo dell’ascolto: “Il compito oggi è osare un umanesimo integrale che abiti le domande del nostro tempo senza smarrire la sorgente”¹. Una azione che chiede a ciascuno di “compromettersi” nella relazione con l’altro e di mantenere fede alla promessa che nasce dall’incontro autentico e che dà vita alla responsabilità educativa. Il potere trasformativo dell’educazione è un potere che non si impone, un potere umile che si mette al servizio integrale della persona e della comunità, una luce gentile che illumina il cammino. Per disegnare nuove mappe di speranza Papa Leone XIV chiede alle comunità educative: “disarmate le parole, alzate lo sguardo, custodite il cuore. […] Siate servitori del mondo educativo, coreografi della speranza, ricercatori infaticabili della sapienza, artefici credibili di espressioni di bellezza”².
[1] Leone XIV, Disegnare nuove mappe di speranza, 27 ottobre 2025, n. 6.2.
[2] Leone XIV, Disegnare nuove mappe di speranza, 27 ottobre 2025, n. 11.2; 11.3.