Alla domanda su quale debba essere il primo approccio relazionale con i giovani, Carfora ha risposto con parole semplici e incisive: «Io credo che il primo approccio relazionale sia il sorriso». Un sorriso inteso come segno di apertura e disponibilità all’incontro. È da qui che, secondo la dirigente, può nascere un rapporto autentico tra professori e studenti. La preside, nel suo racconto, ha spiegato come la presenza per gli studenti passa anche per gesti concreti: sapere chi entra a scuola, chi manca, chi ha bisogno di essere richiamato o semplicemente incontrato. Come ha raccontato Luisa Ranieri, osservando Carfora nel suo istituto, colpisce il modo in cui la preside sia in grado di ricordare e di notare ogni dettaglio dei suoi studenti.
Un altro punto forte dell’intervento di Eugenia Carfora è stato il suo sogno di una scuola sempre aperta, capace di accompagnare i ragazzi per un tempo più ampio della sola lezione. Si immagina, quindi, un luogo in cui gli studenti possano trovare un’alternativa quotidiana dove costruire e creare comunità; necessario specialmente nei contesti sociali più difficili.
Accanto alla testimonianza della Preside Carfora, Luisa Ranieri ha offerto il punto di vista dell’arte e della rappresentazione. Raccontando la preparazione al ruolo nella fiction Rai "La Preside", l’attrice ha spiegato di essere rimasta profondamente colpita dalla figura della dirigente scolastica: «Mi sono innamorata di Eugenia guardando un documentario». A colpirla è stato soprattutto l’altruismo di una professionista capace di dedicarsi con energia ai propri studenti e al territorio in cui opera. Ranieri ha descritto il lavoro necessario per interpretare una persona reale e fortemente riconoscibile. Non si è trattato, ha spiegato, di imitare semplicemente gesti o comportamenti, ma di comprendere l’energia e l’intento della Carfora per darne una rispettosa rappresentazione. Nel suo racconto, l’arte è uno strumento capace di far conoscere storie impattanti e di restituire al pubblico la forza di esperienze vissute ogni giorno sul campo.
Un ulteriore passaggio dell’incontro ha riguardato il valore delle scelte personali e dell’impegno. Riprendendo anche la storia di Luisa Ranieri, il Preside Sgambato ha ricordato che «non ci sono strade giuste o migliori di altre indicate da altri», ma che ciascuno deve riconoscere i propri talenti e le proprie passioni. Su questo si è inserita la riflessione di Luisa Ranieri che ha sottolineato come dietro ogni percorso serio ci siano «costanza, fatica fisica, fatica mentale e grande concentrazione». Un richiamo alla necessità di scegliere con consapevolezza e di affrontare ogni strada con dedizione.
Dal dialogo tra Ranieri e Carfora emerge come la scuola deve essere un luogo decisivo nella crescita dei giovani e l'esperienza dell’Istituto di Caivano racconta proprio questo: una scuola che non si limita a essere edificio o programma, ma diventa spazio di appartenenza, possibilità e futuro.
L'incontro ha così restituito una visione ampia della cura, intesa non soltanto in senso sanitario, ma anche umano e sociale. Attraverso la scuola, l’arte, la cultura e la relazione, diventa possibile dare spazio alle nuove generazioni e accompagnarle nella scoperta del proprio valore. Oltre la Medicina si conferma così un’iniziativa di confronto capace di portare dentro l’università temi che riguardano la formazione, la crescita personale e la responsabilità condivisa verso il futuro.