“Sono molto lieto di essere qui con voi oggi per parlare insieme di un progetto fatto di attenzione, vicinanza, sensibilità. Un progetto che mette al centro la tenerezza che non è solo emozionale, ma accende tutti i sensi, l’abbraccio, il tocco, lo sguardo, anche in Pronto Soccorso dove si è sempre in emergenza. L’unico modo per “geolocalizzarsi” è avere un altro punto di riferimento, è avere un “tu”. Qualche volta pensiamo che i poveri, i fragili sono un’altra cosa: no, i poveri, i fragili, siamo noi. L’amore per gli altri è complementare all’amore per sé: è un modo per aprire gli occhi e per essere davvero se stessi”.
Il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha salutato con queste parole più di 400 studentesse e studenti della Facoltà di Medicina e chirurgia che il 15 aprile hanno gremito l’Aula Vito del Policlinico Gemelli in occasione dell’incontro celebrativo del primo anno di attività di “PS² - Personale e Studenti per il Pronto Soccorso”.
Il sovraffollamento nei Pronto Soccorso è una criticità generale legata alla difficoltà di trasferire tempestivamente nei reparti di degenza i pazienti, a causa dei tempi necessari per le diagnosi e l'aumento di pazienti fragili e cronici. All'interno di questo scenario, centinaia di studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nella Sede di Roma, hanno scelto di svolgere un servizio di supporto all’interno del Pronto Soccorso del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, aderendo al progetto "PS²", nato come attività di volontariato nell’ambito dei progetti del Campus Solidale della Sede di Roma. Un’iniziativa che coinvolge studenti, personale amministrativo e tecnico e docenti, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di permanenza dei pazienti e dei loro familiari, in particolare delle persone più fragili, attraverso l’attenzione, l’ascolto e piccoli gesti di cura.
Alla presenza della Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli, dall’Assistente Ecclesiastico generale dell’Ateneo S. E. Mons. Claudio Giuliodori, dal Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Alessandro Sgambato, del Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Antonio Gasbarrini, del Direttore della Sede di Roma dell’Ateneo Lorenzo Cecchi e di Marcello Candelli, coordinatore medico presso il Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli, il Cardinale Zuppi ha intessuto con i ragazzi un dialogo fatto di ascolto e confronto sui temi della solidarietà, del farsi accanto, del tocco e dello sguardo verso tutti i più fragili.
Stimolato dalle domande e dalle curiosità di studentesse e studenti il Presidente della CEI ha risposto a interrogativi importanti che hanno toccato tanti temi della quotidianità: l’alleanza fra le generazioni, anche nei luoghi di cura, “non scontata, in un Paese dove la popolazione anziana sta crescendo. Dobbiamo pensarci alleati e chiederci: dove vogliamo andare assieme?”. La moltitudine di persone che soffrono e che spesso non riusciamo a vedere, e allora “dobbiamo imparare ad “aggiustarci”, a non scartare le fragilità, accogliendo le debolezze e i fallimenti. La vera forza non è una prestazione o una perfezione, che non esiste, ma è l’arte di saper riparare”. Dalla lettura dei nomi dei bambini palestinesi e israeliani morti in Medio Oriente, all’”unica cosa possibile per noi: ricordare i nomi. Ogni persona, ogni paziente, ha un nome, non è solo un dato e non è solo un numero”. I sogni della gioventù e l’inizio del servizio ai più poveri, “un’esperienza che mi ha cambiato: ho capito da allora che l’unico motivo per stare in alto è aiutare gli altri a tirarsi su”.