NEWS | Pari opportunità

Vie delle pari opportunità, frontiere raggiunte e nuovi orizzonti

25 settembre 2026

Vie delle pari opportunità, frontiere raggiunte e nuovi orizzonti

Condividi su:

L’appuntamento annuale “Le vie delle pari opportunità” si è aperto nel campus di Milano giovedì 24 settembre e sarà proposto in tutte le sedi nelle prossime settimane. «L’evento è l’occasione per raccontare e verificare le principali attività realizzate dall’Ateneo nell’ultimo anno e mezzo per garantire il benessere della comunità universitaria, dove le pari opportunità, a cui è dedicata una pagina sul sito dell’Ateneo, abbracciano le diverse condizioni della persona umana (abilità/disabilità, genere, età, religione, etnia ecc.)» – ha sottolineato la delegata del Rettore per le Pari opportunità Raffaella Iafrate. 

Gli attori istituzionali coinvolti (Comitato Pari Opportunità e Gender Equality Plan Team, Servizio Inclusione, Tavolo Benessere, Area Persone e Organizzazione e diversi altri gruppi di lavoro e persone) si sono impegnati in diversi ambiti di intervento: conciliazione famiglia e lavoro; socialità, accoglienza e partecipazione della comunità; inclusione; superamento degli stereotipi; violenza di genere; reti, collaborazioni e organizzazione di eventi.

Tra le attività a favore della conciliazione famiglia e lavoro ci sono i Percorsi di Enrichment Familiare (PEF) per aiutare i genitori a riappropriarsi del loro ruolo ed essere più incisivi e consapevoli. E per i caregiver è stata promossa a Piacenza una giornata di riflessione, teorica e di formazione, rivolta al personale docente e tecnico amministrativo impegnato in carichi di cura. «Per le componenti più giovani della comunità accademica con figli tra 0 e 3 anni è stato stanziato un contributo di 1000 euro annui e la proposta vuole ampliarsi ulteriormente» – ha dichiarato Rossana Ranucci, direttrice persone Area Persone e organizzazione.
Nell’ambito della socialità e dell’accoglienza è stata realizzata nel 2026 la terza edizione dei Focus Team su pari opportunità e benessere organizzativo, iniziativa dedicata a tutta la comunità universitaria  per far emergere proposte di azioni e strumenti concreti volti a favorire inclusione e benessere organizzativo. 

Spostandosi sul tema dell’inclusione, il delegato del Rettore per l’inclusione degli studenti con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento e con bisogni educativi speciali Luigi D’Alonzo ha messo in luce «la necessità, di fronte all’incremento degli studenti con disabilità e DSA nel nostro Ateneo di risposte organizzative, culturali e didattiche sempre più strutturate. Parliamo di oltre 4500 persone che hanno bisogno di ambienti di apprendimento in cui le difficoltà non siano percepite come ostacoli ma come occasioni di crescita». Inoltre, il Servizio per l’inclusione promuove ogni anno l’iniziativa “Mettiti nei miei panni”, dove allievi con disabilità fanno sperimentare ai compagni la propria condizione speciale attraverso percorsi dedicati. 

Un altro passo nella direzione dell’inclusione riguarda il Vademecum al linguaggio inclusivo adottato dall’Ateneo, ed è in fase conclusiva il progetto “Valorizzazione della parità dei genere” che realizzerà una mappatura delle politiche e delle misure concrete adottate per ridurre il divario di genere in relazione ad opportunità crescita, parità salariale, politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità. 

Tra le altre azioni avviate ci sono le “Disposizioni operative per l’attivazione e la gestione della carriera alias” relative a tutto il percorso universitario e la Child Protection Policy, ovvero linee guida dedicate alla protezione delle persone minorenni coinvolte nelle attività promosse dall’Ateneo. 

Rispetto al superamento degli stereotipi, oltre alla partecipazione a progetti di ricerca ed eventi con altre istituzioni, in Ateneo si promuovono diverse iniziative come la sensibilizzazione all’educazione finanziaria delle donne e l’attivazione di un modulo su come affrontare le sfide della professione accademica rivolto a studenti/sse delle Scuole di dottorato.

La violenza di genere è oggetto di grande attenzione per l’Università che, anche insieme ad altri partner e reti, promuove progetti e percorsi formativi su prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, assegnazione di tesi di laurea, partecipazione a evento come il Tempo delle donne, celebrazioni di appuntamenti specifici come la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, Giornata della donna, la Giornata sull’abuso dei minori nella Chiesa (18 novembre), la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). È stato anche sottoscritto il “Codice di autodisciplina per le imprese responsabili in favore della maternità” promosso dalla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, e rinnovata l’adesione alla Conferenza Nazionale degli Organismi di Parità delle Università Italiane.


Durante l’evento sono state presentate le rilevazioni di due survey sul tema del benessere e della promozione del welfare.

Survey su welfare e benessere condotta dall’Area Persone e Organizzazione

Si tratta di un questionario sulle dimensioni del welfare e del benessere organizzativo proposto a tutti i dipendenti dell’Ateneo. La dottoressa Ranucci ha evidenziato l’importanza di essersi dotati di questo strumento che ha ricevuto oltre 1300 risposte, pari al 51% della popolazione raggiunta. Gli esiti dicono di un significativo apprezzamento dei rispondenti rispetto alle iniziative di welfare dall’Ateneo ma anche una non approfondita conoscenza delle proposte. Una considerazione che invita a promuovere una comunicazione più incisiva ed efficace perché tutti possano conoscere e fruire delle diverse iniziative. 

L’evento è stato occasione preziosa per rilanciare anche il catalogo del welfare presente sulla Intranet del sito dell’Ateneo, costituito da circa 80 misure, convenzioni e iniziative già presenti in Ateneo, suddivise in quattro cataloghi tra sedi padane e sede di Roma negli ambiti tematici salute e sport, famiglia, ristorazione, mobilità, comunità e spiritualità, previdenza e servizi amministrativi, lavoro e didattica, tempo libero, cultura e shopping. 

Survey Prisma 1 e Prisma 2 sul benessere della comunità studentesca

«Il Prisma 1 - ha spiegato la professoressa Antonella Marchetti, direttrice del Dipartimento di Psicologia - ha fornito il quadro generale, analizzando le risposte di un campione di 2.100 studenti e studentesse di diverse facoltà e sedi dell’Ateneo. Il Prisma 2, con un campione di 463 persone, investiga il disagio presente negli studenti in due momenti specifici del loro percorso universitario, vale a dire l’ingresso e l’uscita, riconoscendo una particolare vulnerabilità nei soggetti fuori corso». 

In base agli esiti del Prisma 1 il 59,5% del campione presenta un livello moderato di benessere e rappresenta una fascia prioritaria per interventi preventivi, volti a favorire il passaggio verso una condizione di maggior benessere. Il 23,5% poi si trova in una condizione di flourishing, caratterizzata da elevati livelli di benessere emotivo, psicologico e sociale, e il 17% si colloca invece in una condizione di languishing, cioè di ridotto benessere. Tra le componenti analizzate, il benessere sociale costituisce l’area più fragile. Raggiunge il 35,9% del massimo teorico della scala, rispetto al 60,3% del benessere emotivo e al 58,4% di quello psicologico. Gli studenti sembrano quindi stare relativamente meglio sul piano personale ed emotivo, mentre incontrano maggiori difficoltà nel sentirsi integrati, riconosciuti e capaci di contribuire alla vita della comunità.

Inoltre, il benessere complessivo non mostra variazioni significative in funzione del genere, della nazionalità, della presenza di disturbi specifici dell’apprendimento, della condizione abitativa, della modalità di frequenza, dell’area di studio, del tipo di corso e dell’età. Tuttavia, considerando separatamente ansia, stress, depressione, appartenenza e supporto sociale, emergono vulnerabilità specifiche, le studentesse manifestano livelli più elevati di ansia, mentre gli studenti internazionali, quelli part-time e i più grandi riportano un minore senso di appartenenza. Complessivamente le differenze nel benessere sono associate soprattutto alla disponibilità di risorse personali, sociali e universitarie, e alla speranza intesa come capacità di individuare obiettivi, immaginare possibili strade per raggiungerli e percepirsi in grado di percorrerle.

Il Prisma 2 esamina il benessere e il disagio studentesco in ingresso e in uscita. Nel complesso, il confronto restituisce un quadro sostanzialmente stabile. Tra gli studenti in ingresso, il 73,5% (186 su 253) presenta un livello almeno moderato in almeno una delle tre dimensioni tra depressione, ansia o stress. La quota è simile tra gli studenti in uscita (74,3%). Tra gli studenti fuori corso la quota di languishing raggiunge il 24,4% In particolare, presentano un minore benessere emotivo e maggiori livelli di depressione e stress. Questi risultati suggeriscono che, per promuovere pari opportunità di benessere, occorra rendere disponibili risorse accessibili fin dall’ingresso, e prestare attenzione alle condizioni in cui le difficoltà si intensificano, affinché ogni studentessa/studente possano sentirsi sostenute/i e parte della comunità universitaria.

Un articolo di

Emanuela Gazzotti

Emanuela Gazzotti

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti