Al Meeting di Rimini 2026 la Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, professoressa Elena Beccalli, è intervenuta al dibattito “Per una giovane Italia. Idee ed esperienze contro lo scontento dei giovani”.
«Un dato allarmante è quello dell’inverno demografico non solo per l'Italia, ma in termini più generali per tutto il continente europeo. Se guardiamo al numero di giovani di età compresa tra zero e diciannove anni per l'Unione Europea, la proiezione è di una perdita di circa trentatré milioni di giovani di qui alla fine del secolo. Questo dato ci fa toccare con mano la trasformazione epocale che stiamo vivendo, che ridisegnerà le fondamenta sociali, culturali e anche economico-finanziarie del nostro continente.
Inevitabilmente questo inverno demografico tocca il sistema universitario perché la platea dei potenziali studenti delle università europee si va naturalmente restringendo e le conseguenze possono essere davvero pericolose.
In alcune istituzioni, non solo nel nostro Paese, ma a livello europeo, vediamo sempre più il manifestarsi di questo fenomeno, della trappola delle iscrizioni. Pur di riempire le aule, gli atenei o abbassano le rette universitarie o, in maniera ancora più pericolosa, abbassano gli standard accademici. Questo naturalmente va a detrimento della reputazione del sistema universitario, un rischio che dobbiamo assolutamente contrastare.
C'è però una nota positiva per il sistema delle università cattoliche europee: il dato è di una tenuta nel numero di immatricolazioni laddove gli atenei riescono a valorizzare la loro identità.
E questo vuol dire che le università cattoliche non possono e non devono competere secondo le logiche del mercato dell'istruzione, ma invece devono competere sul valore, sulla qualità, sui tratti distintivi dei loro percorsi formativi, fondandosi sui valori universali di cui sono portatrici.
Dunque, si è a lungo parlato di questo fenomeno della fuga dei cervelli. Credo però sia importante accendere un riflettore su un dato molto recente dell’Istat sui flussi migratori del capitale umano qualificato perché vediamo una tendenza nuova, una sorta di inversione di tendenza.