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Alla scoperta dei Nobel 2026

15 ottobre 2026

Alla scoperta dei Nobel 2026

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Dall'optogenetica alla sintesi organica asimmetrica, dal ghiaccio antartico che diventa un telescopio alla macroeconomia costruita dal basso. Ma anche i classici greci che si fondono con la contemporaneità e l'importanza, in questi tempi difficili, del diritto internazionale. Questi i temi al centro dei Premi Nobel 2026, assegnati dal 5 al 12 ottobre.

A vincere quest'anno sono stati Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel (Medicina), Francis Halzen (Fisica), Henri Kagan e Kenso Soai (Chimica), Anne Carson (Letteratura), Navanethem "Navi" Pillay (Pace), Robert E. Hall e Michael Woodford (Economia).

Con i professori dell’Università Cattolica analizziamo l’impatto delle loro scoperte e delle loro opere.

Un articolo di

Redazione

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Nobel per la Medicina

a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel "per le scoperte sui canali ionici attivati dalla luce e per lo sviluppo dell’optogenetica"


«Il Nobel per la Medicina 2026 premia una delle tecnologie che hanno cambiato più profondamente il modo di studiare il cervello - spiega il professor Cristian Ripoli, docente del Dipartimento di Neuroscienze - l’optogenetica è una tecnica che consente di controllare l’attività di cellule eccitabili, come i neuroni, e ha permesso di passare dall’osservazione alla causalità. L’intuizione rivoluzionaria dell’optogenetica - prosegue - è stata quella di introdurre nei neuroni proteine sensibili alla luce, normalmente assenti nel sistema nervoso dei mammiferi, capaci di trasformare stimoli luminosi in potenziali d’azione o inibizione degli stessi, permettendo così di attivare o bloccare l’attività neuronale».

Il Nobel per la Medicina all'Optogenetica

«La modulazione delle cellule T-reg - conclude - rappresenta la speranza di nuove prospettive terapeutiche; ad esempio, nell’artrite reumatoide refrattaria e nel diabete di tipo 1 sono in corso trial sperimentali per cercare di rimodulare la loro efficacia o di espanderle, così da aiutare il nostro sistema immunitario a controllare l’autoimmunità».

Nobel per la Fisica

a Francis Halzen per "il ruolo chiave nell’osservatorio IceCube e la scoperta dei neutrini ad alta energia provenienti dallo spazio profondo"


«Questo Nobel premia l'idea straordinaria di trasformare il ghiaccio antartico in un telescopio per neutrini, usando la Terra stessa come schermo», spiega il professor Giuseppe Nardelli, docente della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. «I neutrini - ricorda - sono tra le particelle più abbondanti dell'Universo. Nascono nelle reazioni nucleari delle stelle e negli ambienti più violenti del cosmo, come le esplosioni di supernova. Privi di carica elettrica e quasi privi di massa, attraversano la materia quasi indisturbati. La luce può essere assorbita dalla polvere o deviata, e le traiettorie delle particelle cariche vengono curvate dai campi elettromagnetici. I neutrini invece viaggiano in linea retta e portano informazioni da luoghi lontanissimi. Proprio perché interagiscono pochissimo, però, sono difficilissimi da rivelare: per catturarne qualcuno serve un rivelatore enorme».

Se il ghiaccio antartico diventa un telescopio

«I risultati sono arrivati. Nel 2013 IceCube ha individuato per la prima volta un flusso di neutrini di altissima energia provenienti da oltre la nostra galassia. Nel 2017 un singolo neutrino è stato associato a un blazar, una galassia con un buco nero attivo, osservato contemporaneamente dai telescopi per raggi gamma. Si è così aperta una nuova finestra sull'universo: accanto alla luce, oggi anche i neutrini sono messaggeri cosmici». 

Nobel per la Chimica

a Henri B. Kagan e Kenso Soai «per la scoperta di effetti non lineari e autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica»


«Le scoperte straordinarie di Henri B. Kagan e Kenso Soai permetteranno di risolvere un problema di fondamentale importanza per la sintesi delle sostanze chimiche: evitare la sintesi di una miscela racemica o in generale dei due enantiomeri» sottolinea Nicoleta Alina Suciu, docente di Chimica organica, inorganica e sicurezza chimica negli alimenti presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari per una filiera agro-alimentare Sostenibile (DiSTAS). 

Due scoperte di fondamentale importanza

«Le scoperte dei due scienziati sono di fondamentale importanza nella produzione futura di farmaci, aromi, profumi e nuovi materiali. Possiamo dire che Henri B. Kagan ha rivoluzionato la chimica sviluppando un nuovo metodo per controllare le reazioni chimiche, consentendo di ottenere una quantità molto maggiore di una delle due forme speculari di una molecola rispetto a quanto si riteneva possibile. Kenso Soai, dal canto suo, ha ideato la prima reazione chimica capace di generare esclusivamente una delle due possibili immagini speculari di una molecola, un risultato senza precedenti e considerato uno degli esperimenti più spettacolari e significativi mai realizzati nel campo della chimica».

Nobel per la Letteratura

a Anne Carson per "la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea"


«Carson si inserisce in una tradizione ben circostanziata, di alto profilo letterario - spiega Francesca Caraceni, docente di Letteratura inglese presso il Dipartimento di Scienze linguistiche e letterature straniere - e a nuove forme di sicuro ha dato vita quest’autrice eclettica, solida studiosa dei classici greci e latini, esprimendo la sua creatività in modo autobiograficamente organico e puntuale, conciliando nelle sue opere la rigorosa filologa e l’artista della parola in saggi scientifici “sporcati” da una prosa immediata e poetica (Eros the Bittersweet, 1986), e poemi innervati dal mestiere, ossia costruiti su strutture, motivi, convenzioni linguistiche e letterarie del mondo classico, che l’autrice ha trasportato con acume ed eleganza nella contemporaneità».

Trasportare il mondo dei classici nella contemporaneità

«Uso il verbo “trasportare” non a caso, poiché la traduzione pare essere sostanziale al DNA creativo dell’autrice, che ha portato dal greco antico in inglese i tragici maggiori, consegnando al pubblico anglofono l’intera Orestea (2009), oltre ad altri titoli quali, ad esempio e fra gli altri, Ifigenia in Tauride (2014) e Antigone (2015)». 

Nobel per la Pace

a Navanethem Pillay "per il suo impegno per promuovere la pace e il diritto internazionale"


«"Navi" Pillay, giurista sudafricana di origine indiana (tamil) - ricorda il professor Gabriele Della Morte, docente di Diritto internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza - ha dedicato la propria esistenza alla lotta contro l’apartheid e alla tutela internazionale dei diritti umani. Prima donna non bianca nominata all’Alta Corte sudafricana (indicata nel 1995 dal presidente Mandela, precedentemente suo assistito), è stata giudice e presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda (1995-2003), contribuendo alla storica sentenza del 2 settembre 1998 nel caso Akayesu: la prima condanna internazionale di genocidio dall’adozione della Convenzione omonima nel 1948, nonché la prima volta in cui lo stupro e la violenza sessuale sono riconosciuti come possibili atti costitutivi del genocidio. Successivamente giudice della Corte penale internazionale (2003-2008) e Alta Commissaria ONU per i diritti umani (2008-2014), ha presieduto la Commissione d’inchiesta ONU sui territori palestinesi occupati (2021-2025) ed è stata quindi insignita, il 9 ottobre 2026, del prestigioso premio Nobel per la pace».

Un Nobel tra pace e giustizia

«Basterebbero questi pochi cenni per descrivere una traiettoria destinata a lasciare un solco profondo e ben riconoscibile lungo la strada in cui si incrociano pace, giustizia e diritti fondamentali. Il Comitato norvegese per il Nobel ha sottolineato il ruolo di "Navi" Pillay quale forza propulsiva  nello sviluppo di un sistema internazionale fondato sul diritto, evidenziandone al contempo il rigore nell’esercizio della funzione giudiziaria, l’integrità personale e il notevole coraggio. In un’epoca segnata dall’aumento delle guerre e dei conflitti, ha aggiunto il Comitato con grande capacità e chiarezza di visione, la possibilità di risolvere le controversie senza ricorrere alla violenza dipende dal rispetto dello stato di diritto sul piano internazionale. Un ordinamento giuridico internazionale capace di chiamare i responsabili dei crimini internazionali a rispondere delle proprie condotte e di assicurare giustizia alle vittime degli abusi costituisce una condizione essenziale per un mondo di pace».

Nobel per l'Economia

a Robert E. Hall e Michael Woodford per "per i fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica"


«Fino agli anni Settanta i modelli keynesiani poggiavano su regolarità tra aggregati, come la curva di Phillips: più inflazione, meno disoccupazione - spiega il professor Emiliano Santoro, docente di Politica economica presso il Dipartimento di Economia e finanza - con gli shock petroliferi salirono insieme. Anche il nesso tra consumo e reddito corrente risultava instabile: i tagli d’imposta ritenuti temporanei vengono perlopiù risparmiati, e le stime su dati storici non li distinguono dai permanenti. Per Lucas (1976) le relazioni cambiano con la politica perché vi si adattano le scelte: sono queste da modellare. Hall e Woodford partirono da qui: il primo applicò al consumo le aspettative razionali di Lucas (Nobel 1995), il secondo adottò i modelli dinamici di equilibrio generale di Kydland e Prescott (Nobel 2004), in cui gli aggregati nascono da scelte ottimali».

 La macroeconomia costruita dal basso

«Negli ultimi vent’anni - conclude Santoro - i microdati sono stati la prova più severa per i comportamenti ipotizzati dai modelli. Un tempo scarsi o inaffidabili, oggi vengono da archivi amministrativi, conti bancari e prezzi per prodotto. I dati hanno validato e corretto l’impianto dall’interno: ne derivano modelli con famiglie eterogenee e rigidità variabili di prezzi e salari. Negli anni Settanta le regolarità aggregate crollarono senza spiegazione; oggi le deviazioni si misurano e si incorporano. Per chi decide a chi indirizzare un sostegno o come annunciare una strategia, non è poco».

 

 


Ill. Niklas Elmehed © Nobel Prize Outreach

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