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Ambrosoli e Novembre, il dono di una scelta: legalità, responsabilità e coraggio

08 ottobre 2026

Ambrosoli e Novembre, il dono di una scelta: legalità, responsabilità e coraggio

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«La vicenda umana e professionale di Ambrosoli e Novembre ha un’importanza fondamentale per chi, come i nostri studenti, si sta formando come persona e come professionista». Il professor Francesco Centonze, ordinario di Diritto penale dell’Università Cattolica, ha indicato così il valore dell’incontro dedicato a Giorgio Ambrosoli e Silvio Novembre, promosso lunedì 5 ottobre al campus di Piacenza, in collaborazione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Piacenza.

Non una celebrazione, ma l’occasione per conoscere la storia di due uomini chiamati a svolgere un lavoro arduo e comprendere le scelte che ne hanno segnato il percorso. «È evidente che entrambe queste figure non siano eroiche» ha osservato Centonze. «O meglio, sono eroi perché hanno svolto in maniera ineccepibile e impeccabile, con uno sguardo rivolto alla verità, un compito difficilissimo».

A restituire il volto umano di questa vicenda sono stati Isabella Novembre e Umberto Ambrosoli, figli rispettivamente di Silvio Novembre e Giorgio Ambrosoli. Le loro testimonianze hanno riportato al centro le persone, oltre i ruoli istituzionali e professionali, di due uomini accomunati dalla determinazione con cui portarono avanti il proprio incarico.

Giorgio Ambrosoli, avvocato, fu nominato nel settembre 1974 commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Al suo fianco operò Silvio Novembre, allora maresciallo della Guardia di Finanza, originario di Alseno, nel Piacentino. Insieme ricostruirono una complessa rete di operazioni finanziarie e movimenti di denaro, facendo emergere le responsabilità legate al dissesto dell’istituto.

Un lavoro condotto in un clima di forti pressioni, minacce e tentativi di delegittimazione. Ambrosoli proseguì il proprio incarico fino alla morte: la notte dell’11 luglio 1979 fu ucciso da un sicario mandato da Sindona. Novembre continuò invece l’attività investigativa e contabile accanto ai successivi commissari liquidatori, contribuendo al completamento della procedura e all’accertamento della verità giudiziaria.

È soprattutto la dimensione della scelta a rendere quella vicenda ancora attuale per gli studenti. «Anche voi vi troverete, o potrete trovarvi, un domani, a svolgere le stesse professioni» ha detto Centonze. «Anche voi avrete la possibilità di scegliere una strada oppure l’altra. L’insegnamento di Ambrosoli e Novembre» ha concluso il professore «credo sia chiaro e possa gettare un seme prezioso».

Un messaggio rivolto ai circa 140 studenti dei corsi di Diritto penale e Principi del diritto romano della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, presenti insieme a una rappresentanza di ufficiali, ispettori e finanzieri del Comando Provinciale di Piacenza. La testimonianza di Ambrosoli e Novembre si lega profondamente al significato della Settimana del Dono: mettere competenze, lavoro e responsabilità al servizio di un bene che riguarda tutti.

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

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