Settantadue studenti e una parola che torna con insistenza: merito.
Non come etichetta, ma come responsabilità verso gli altri. È questo il filo conduttore della cerimonia di consegna degli esoneri erogati dalla Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, svoltasi nei campus di Piacenza e di Cremona dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Tra i destinatari, matricole delle lauree triennali e magistrali della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali: ragazzi che hanno dimostrato di sapere cosa fare dei propri talenti.
La citazione evangelica non è casuale. Giuseppe Bertoni, presidente della Fondazione Invernizzi, ha scelto proprio la parabola dei talenti per rivolgersi ai giovani premiati: «Il Signore premia chi i talenti li ha usati, li ha fatti crescere e fruttare. Non coloro che li hanno messi sottoterra».
«Se ci teniamo tanto a premiare i meritevoli è perché la società progredisce solo grazie alle persone che hanno merito, che lo valorizzano e che lo mettono al servizio della comunità», ha aggiunto Bertoni, con la chiarezza di pensiero che appartiene a chi ha costruito qualcosa di duraturo.
«Grazie alla Fondazione Invernizzi siamo in grado di attrarre l'eccellenza e i migliori studenti nella nostra Università», ha sottolineato Pier Sandro Cocconcelli, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Nel suo intervento Cocconcelli ricorda anche la richiesta concreta che arriva dal mercato del lavoro: «Una domanda continua di laureati nel nostro settore, di studenti in gamba, che sappiano gestire la complessità del futuro e le sfide che comporta». Del resto, ricorda il preside, il comparto agroalimentare italiano, tra transizione ecologica, innovazione tecnologica e nuove filiere produttive, «ha un bisogno concreto di competenze aggiornate e di menti capaci di tenere insieme visione, etica e tecnologia avanzata».
La Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi nasce nei primi anni Novanta dalla volontà del Cavaliere del Lavoro Romeo Invernizzi, figura di primo piano nell'industria lattiero-casearia italiana, imprenditore capace di guardare lontano, e di sua moglie Enrica Pessina. L'obiettivo, allora come oggi, era offrire un punto di riferimento solido alla ricerca scientifica e sostenere la conoscenza come leva di progresso civile. Economia, Scienze agroalimentari, Medicina: questi i tre pilastri attorno ai quali la Fondazione ha costruito nel tempo una rete di collaborazioni con le università, finanziando progetti di ricerca e sostenendo l'attività di studiosi di rilevanza internazionale.
Il legame con la Sede di Piacenza e Cremona dell'Università Cattolica si inserisce in questo solco e si concentra, con coerenza, sul tema dell'agrifood: un settore strategico per il Paese, spesso raccontato male o sottovalutato nel dibattito pubblico, eppure cruciale per la tenuta economica e ambientale del territorio. La collaborazione non si esaurisce nel sostegno economico agli studenti, ma si estende alle attività di ricerca, alla divulgazione e alla formazione delle nuove generazioni di professionisti del settore.
Una cerimonia da cui scaturisce un patto di fiducia e un impegno reciproci: la Fondazione che scommette sui giovani, l'Università che si impegna a formarli, gli studenti che accettano la sfida di non sprecare quello che hanno ricevuto.