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Cercatori di comunione e di fraternità

14 gennaio 2026

Cercatori di comunione e di fraternità

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«Carissimi giovani, benvenuti! Saluto anche tutti quelli che sono fuori, al freddo, che stanno seguendo il nostro incontro con gli schemi in Piazza e fuori del Sant’Uffizio. Davvero, benvenuti tutti! Sono molto contento di trovarmi con voi, di avere questa opportunità di condividere un po’ questa ricerca, questo desiderio di rispondere non solo a quelle domande che abbiamo appena sentito, ma a tante cose nella vita»: queste le parole iniziali con cui Papa Leone XIV ha salutato le migliaia di giovani che sabato 10 gennaio hanno riempito l’Aula Paolo VI, mentre molto numerosi erano anche le ragazze e i ragazzi che lo ascoltavano nelle aree esterne, in occasione dell’Incontro con i Giovani della Diocesi di Roma.

Fra loro oltre cento studentesse e studenti del campus di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, accompagnati da assistenti pastorali e responsabili dei Collegi, accorsi in Piazza San Pietro per vivere ancora una volta, dopo il grande Giubileo dei Giovani dell’estate scorsa, un intenso momento di gioia e di comunità.

All’inizio dell’incontro alcuni giovani della Diocesi di Roma hanno rivolto al Santo Padre messaggi e interrogativi comuni e sentiti, sul proprio futuro, sull’esperienza del presente, sui timori per l’avvenire e sui pericoli della solitudine e dell’isolamento che in quest’epoca colpisce in molti casi le nuove generazioni: «Quando questo grigiore appanna i colori della vita, vediamo che si può essere isolati anche in mezzo a tante persone - ha detto Papa Leone XIV -. Anzi, proprio così la solitudine mostra il suo volto peggiore: non si viene ascoltati, perché immersi nel frastuono delle opinioni; non si guarda niente, perché abbagliati da immagini frammentarie. Una vita di link senza relazione o di like senza affetto ci delude, perché siamo fatti per la verità: quando manca, ne soffriamo”. “Allora, quando ti senti solo, ricorda che Dio non ti lascia mai. La sua compagnia diventa la forza per fare il primo passo verso chi è solo, eppure ti sta proprio accanto. Ognuno resta solo se guarda unicamente a sé stesso. Invece, avvicinarsi al prossimo ti fa diventare immagine di quel che Dio è per te. Come Egli porta speranza nella tua vita, così tu puoi condividerla con l’altro. Vi troverete allora insieme ad essere cercatori di comunione e di fraternità».

Il testo integrale del Discorso del Santo Padre Leone XIV nell’Incontro con i Giovani della Diocesi di Roma

Al Santo Padre, direttamente, e idealmente da parte di tutti, i giovani hanno chiesto di indicare la direzione della propria vita, di illuminare i propri desideri, talvolta non chiari ma profondamente e in movimento all’interno di ciascuno di loro: «Mi avete chiesto che cosa desidero per voi: nelle mie preghiere, chiedo per ciascuno una vita buona e vera, secondo la volontà di Dio – ha detto Papa Leone XIV -. In breve, spero per tutti una vita santa. Qui vi dico una cosa: sapete che la parola “santa” ha la stessa radice della parola “sana” e che se veramente vogliamo essere santi, bisogna cominciare con una vita sana e bisogna aiutarci, gli uni gli altri, a cercare come evitare quelle cose come, purtroppo, le dipendenze: tante situazioni in cui vivono i giovani. Noi siamo testimonianza, gli amici veri quelli che accompagnano, quelli che possono veramente offrire una vita sana, perché tutti siamo santi. E questo dipende anche da voi. Non abbiate paura di accettare questa responsabilità».

Un articolo di

Federica Mancinelli

Federica Mancinelli

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Tante le risonanze, i pensieri e le emozioni dei giovani, raccolte a margine dell’evento, anche da parte di studentesse e studenti dell’Ateneo: «Il Papa ci ha ricordato quanto siano importanti i rapporti umani e quanto sia fondamentale intessere amicizie e non limitarci a restare soli, in una società basata su freddi like e che sembra promuovere sempre di più una logica individualista. Egli ha accolto con noi i nostri timori, attraverso le testimonianze di giovani nostri coetanei, e li ha fatti suoi – ha raccontato Annarita, studentessa del Collegio San Luca-A. Barelli -. Da qui ha rammentato come sia importante nutrire la nostra amicizia con Gesù che nelle tante difficoltà non ci lascia mai soli. Lo stare insieme e il coltivare lo spirito cristiano di fratellanza e unità diventano la medicina per la sofferenza e la solitudine. Da giovane è stato per me importante e molto rincuorante ascoltare le parole del Santo Padre: ci ha ricordato come non è possibile affrontare tutto da soli e che per uscire dal buio dobbiamo accettare la mano che gli altri ci tendono e tenderla a nostra volta. Dobbiamo mettere da parte l'orgoglio e l'indifferenza e impegnarci col cuore e con l'aiuto di Dio in tutto ciò che facciamo, per noi, per gli amici e per la famiglia, per il mondo in cui viviamo e per una vita sana e santa».

In tutte e tutti l’eco del messaggio più importante: il valore dell’amicizia e della comunità. «Durante l’udienza Papa Leone ha sottolineato che nessuno vive davvero da solo – hanno detto Chiara e Imma, studentesse del Collegio San Luca-A. Barelli - e che il passaggio dall’“io” al “noi” è la via per ritrovare speranza e umanità, ricordando il Giubileo dei Giovani, quando la Chiesa si è fatta casa per ragazzi venuti da ogni luogo, uniti dal desiderio di condividere fede e amicizia, per riscoprirsi comunità, anche nel quotidiano, non isolandosi ma camminando insieme e prendendosi cura gli uni degli altri».

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