Ripartirà dalle Dolomiti bellunesi il cammino di “Rifugiati in rifugio”. Sarà il Rifugio Settimo Alpini a ospitare sabato 25 luglio il primo appuntamento della seconda edizione della rassegna dedicata al diritto dell'immigrazione promossa dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e dall'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI).
Nata dall'idea che la montagna possa essere il luogo ideale per riflettere sui confini e sui significati molteplici che essi evocano, come la protezione e la solidarietà, l'iniziativa ripropone la formula che già lo scorso anno aveva riscosso un successo andato ben oltre le aspettative dei promotori.
Come nella passata edizione, tutti gli appuntamenti si terranno in una località montana, per lo più in un rifugio. Sarà riproposta anche la modalità: il dibattito civile. Persone rifugiate, studiosi del diritto e uomini e donne di montagna offriranno agli escursionisti che li avranno raggiunti prospettive diverse sul tema, lasciandosi ispirare dal luogo in cui si svolge l'incontro. E ogni appuntamento si concluderà con un evento artistico.
Inserita tra le attività di Terza Missione dell'Ateneo, quest'anno però l'iniziativa oltre a rinnovarsi nelle testimonienze e nei contenuti, si amplia con un appuntamento invernale e rafforza il proprio carattere interdisciplinare.
«All’organizzazione di questa seconda edizione, – sottolinea Francesca De Vittor, docente di Diritto internazionale e Diritti dell'uomo dell'Università Cattolica, ideatrice del progetto e moderatrice degli incontri – ha partecipato anche il collega Giorgio Baratti, docente di Archeologia, che ha aggiunto la prospettiva dello studio del patrimonio per capire quanto la migrazione e l’incontro tra culture costituiscano le radici dell’umanità».
Si comincia dunque sabato 25 luglio al Rifugio Settimo Alpini, nelle Dolomiti bellunesi. L'incontro, dal titolo "Mappe di guerra, sentieri di pace: capire le responsabilità per costruire una pace giusta", richiama uno dei temi più urgenti dell'attualità internazionale: il rapporto tra conflitti armati, migrazioni e responsabilità politiche ed economiche. Al centro del pomeriggio ci sarà la testimonianza di Rozan Al-Farra, studentessa palestinese arrivata da Gaza nel 2024, cui seguirà un confronto sul finanziamento dell'industria bellica, sull'export di armi italiane e sul ruolo delle politiche europee di controllo delle frontiere, con gli interventi di studiosi ed esperti del settore. La giornata si concluderà con un momento musicale affidato al liutista e attivista Luca Chiavinato. (qui il programma)
Il calendario proseguirà il 5 settembre al Rifugio Grauzaria, in Friuli, con un incontro dedicato al tema dell'emancipazione femminile. "La montagna delle donne: migrazione, emancipazione e libertà" metterà in dialogo il protagonismo delle donne nella cultura alpina con le esperienze delle donne migranti, attraverso testimonianze, riflessioni sul diritto internazionale, fotografia e una camminata promossa dal Feminist Hiking Collective.
Il 3 e 4 ottobre ci si sposterà tra Oulx e Bardonecchia, lungo una delle principali rotte attraversate da chi tenta di raggiungere la Francia. L'incontro partirà dal Rifugio Fraternità Massi, centro di accoglienza per persone migranti, per riflettere sulle frontiere interne dell'Unione europea e sulle violazioni dei diritti umani che continuano a verificarsi lungo questi percorsi. La seconda giornata sarà dedicata a un sonic walkscape, un cammino accompagnato dalle testimonianze audio di migranti e volontari che hanno vissuto direttamente quelle esperienze.
L'ultimo appuntamento, previsto in inverno, probabilmente al Rifugio Jervis e in una data ancora da definire (che dipende dalle condizioni di innevamento), affronterà invece il tema dell'obbligo di soccorso, mettendo a confronto il salvataggio in mare e quello in montagna. Accanto alla riflessione giuridica e umanitaria, sarà proposto anche un laboratorio pratico dedicato alla sicurezza in ambiente innevato e alla ricerca di persone travolte da valanghe.
Il successo della prima edizione, con tutti i rifugi coinvolti che avevano esaurito i posti disponibili e dibattiti spesso proseguiti ben oltre il programma previsto, ha convinto gli organizzatori non solo a riproporre l'iniziativa, ma anche a trasformarla in un appuntamento stabile, avvalendosi anche del sostegno della Società Italiana di Diritto Internazionale e dell'Unione europea, attraverso il Gruppo di interesse sul Diritto internazionale ed europeo della migrazione e dell'asilo. Tutte le informazioni sugli incontri a venire saranno pubblicate sulla pagina del progetto.