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Dalla Fondazione Invernizzi cinque premi per la ricerca che fa bene al futuro dell'agroalimentare

26 marzo 2026

Dalla Fondazione Invernizzi cinque premi per la ricerca che fa bene al futuro dell'agroalimentare

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Si è tenuta martedì 24 marzo presso la Fondazione Invernizzi, la cerimonia di assegnazione delle Borse Portus 2025, l'iniziativa con cui la Fondazione Enrica e Romeo Invernizzi sostiene ogni anno la ricerca scientifica dei dottorandi Agrisystem dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza-Cremona. Cinque borse di studio da 5.000 euro ciascuna, assegnate sulla base di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali indicizzate con alto Impact Factor: è il bilancio della cerimonia che ha visto premiati Pier Paolo Becchi, Yuri Bellone, Filippo Del Zozzo, Hajar Salehi e Leilei Zhang. Le borse, finanziate dalla Fondazione Enrica e Romeo Invernizzi nell’ambito del Progetto Portus, sono riservate agli autori di articoli pubblicati nel 2024 su riviste Scopus o Web of Science con alto Impact Factor, come primo o corresponding author

«Questa giornata ha avuto più scopi» ha spiegato Paolo Ajmone Marsan, docente di Genomica Animale all'Università Cattolica e coordinatore del dottorato Agrisystem. «Premiare ufficialmente i cinque dottorandi che hanno svolto ricerche importanti, pubblicate su riviste di rilievo; presentare una nuova task force di dottorandi che si occupa di contrastare le fake news; ascoltare gli esperti in comunicazione scientifica». E con riferimento ai cinque premiati, Ajmone parla di nuovi protagonisti della ricerca, «il livello delle pubblicazioni sottolinea la qualità delle ricerche svolte nell’ambito del dottorato Agrisystem»: chi ha avuto questo riconoscimento, ha proseguito Ajmone «i vincitori sono stati scelti tra molti candidati ed hanno pubblicato sulle migliori riviste scientifiche del settore agro-alimentare. E per questo un grazie particolare va alla Fondazione Invernizzi, che supporta i dottorandi e stimola a migliorare sempre di più la qualità delle loro pubblicazioni».

«Questa giornata rappresenta per la Fondazione Invernizzi un momento importante, perché unisce il sostegno alla ricerca di qualità e la responsabilità di comunicarla in modo chiaro ed efficace»  ha dichiarato il professor Giuseppe Bertoni, presidente di Fondazione Invernizzi  «Premiare questi giovani ricercatori significa riconoscere il valore del loro lavoro e il loro contributo alle sfide future dell’agroalimentare. Il confronto di oggi ci ricorda che non basta fare buona scienza: è necessario saperla trasmettere. In un momento segnato dalla disinformazione, costruire fiducia tra ricerca, filiera e società è fondamentale. Per questo crediamo che investire nei giovani ricercatori e nella comunicazione scientifica sia un aspetto decisivo per il futuro del settore».

Oltre alla premiazione, nel pomeriggio si è tenuto un evento scientifico con tre sessioni tematiche, tutte costruite attorno a una domanda scomoda: la scienza sa ancora parlare alle persone?

Alessandro Fantini ed Erminio Trevisi hanno aperto i lavori con casi concreti di comunicazione efficace (e fallita) su latte, carne, benessere animale e sostenibilità, portando in sala l'esperienza dei progetti IRCAF. Il messaggio è arrivato chiaro: quando la scienza abdica alla narrazione, il vuoto lo riempiono altri.

A seguire, Marco Cattaneo con l'intervento “La divulgazione scientifica nell’era delle fake news”: come si racconta una storia scientifica mantenendo rigore e accessibilità? Cattaneo ha mostrato che la semplificazione non è una concessione alla superficialità, ma una competenza che si costruisce e che va difesa. La terza sessione, “Comunicazione e percezione del consumatore”, ha visto Michele Paleologo affrontare le tecniche di comunicazione e l'organizzazione dei team, mentre Carlotta Lomeo ha presentato i risultati del brainstorming sulla disinformazione scientifica condotto dai dottorandi stessi: errori ricorrenti, trappole narrative, ma anche le contromisure che funzionano.

La ricerca di qualità non ha bisogno di essere difesa a parole. Ha bisogno di essere finanziata, riconosciuta, sostenuta. E ha bisogno di essere raccontata bene.

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

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