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Gemelli 2.0: l’eccellenza clinica e il valore umano alla prova dell’Intelligenza Artificiale

05 giugno 2026

Gemelli 2.0: l’eccellenza clinica e il valore umano alla prova dell’Intelligenza Artificiale

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Si è concluso con un confronto di altissimo livello l’anno accademico 2025/2026 di "Oltre La Medicina", il ciclo di incontri ideato per offrire agli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia l'opportunità di sviluppare competenze trasversali, formandoli come individui "a 360 gradi".

L’evento conclusivo, dal titolo "Gemelli 2.0: come un grande ospedale cattolico no profit si prepara ad affrontare le sfide presenti e future della sanità nell'era dell'AI", ha visto la partecipazione del presidente e del direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Daniele Franco e Daniele Piacentini (anche AD dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola).

Ad aprire l’incontro è stato il professor Alessandro Sgambato, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che ha salutato gli studenti per l'ultimo appuntamento dell'anno, plaudendo a una bellissima iniziativa organizzata in collaborazione con gli studenti, auspicando di proseguirla anche l'anno prossimo: «L'obiettivo di "Oltre la Medicina" è stato quello di allargare le vedute degli studenti, integrandole con quelle competenze umane che non si trovano nei libri di testo».

Al centro del dibattito, la complessa sfida di traghettare un "transatlantico della sanità" da 1.600 posti letto e 12.000 presenze quotidiane, verso il futuro, mantenendo intatta la propria identità fondativa.

Il presidente Daniele Franco ha aperto l'incontro ricordando i tre pilastri storici del Gemelli: cura della persona, ricerca scientifica e formazione. Tre elementi indissolubili che posizionano la struttura ai vertici della sanità internazionale (1° posto in Italia e 33° nel mondo secondo i ranking di Newsweek).

Franco ha posto l’accento sulla matrice cattolica e sulla natura strettamente no profit dell’istituzione: ogni risorsa finanziaria generata non viene distribuita sotto forma di utili, ma interamente reinvestita nella ricerca e nell'assistenza. L'obiettivo cardine rimane quello di offrire prestazioni di massima qualità a tutti, rifiutando logiche puramente commerciali: «A volte impiantiamo valvole che costano molto più del DRG che otteniamo. Lo facciamo perché è giusto farlo».

Stimolato dalle domande degli studenti, il direttore generale Daniele Piacentini ha evidenziato come la sostenibilità economica (in un contesto di tariffe pubbliche bloccate al 2012) e la qualità delle cure si scontrino oggi con modelli organizzativi obsoleti, figli degli anni '80 e '90.

La vera rivoluzione del "Gemelli 2.0" risiede nel passaggio da una medicina "prestazionale" e verticale a una reale presa in carico del percorso del paziente.

Piacentini ha offerto un esempio concreto legato all'area oncologica: «Se facciamo 1.500 interventi al seno l'anno, dobbiamo strutturare l'ospedale per garantire a quelle stesse 1.500 pazienti le ecografie e i follow-up successivi nel tempo. Presa in carico non significa che la paziente debba chiamare il reparto sperando di trovare posto; significa che la struttura pianifica il suo percorso clinico-assistenziale dalla diagnosi fino al momento della dimissione e anche dopo. Il paziente che fa una protesi d'anca non vuole semplicemente l'intervento: il suo vero bisogno è tornare a camminare».

In quest'ottica si inserisce il successo di progetti come "Gemelli a Casa", una rete di assistenza domiciliare che non solo migliora la qualità di vita del malato, ma riduce la degenza media ospedaliera liberando risorse per i casi più complessi e urgenti.

Un momento centrale dell'evento è stato dedicato alla presentazione , a seguito di una domanda da parte degli studenti, del progetto Gemelli C.u.o.r.e. (Cardiovascular Unique Offer ReEngineered), un nuovo padiglione di 18.000 metri quadrati su sei piani, nato grazie al sostegno di Fondazione Roma.Progettato per rispondere alla carenza di centri cardio-vascolari d'eccellenza nel Centro-Sud Italia, l'edificio è stato descritto come "un ospedale venuto dal futuro", ecosostenibile e immerso in un parco botanico-terapeutico (che sarà realizzato in collaborazione con Confagricoltura) pensato per mitigare l'ansia dei pazienti. Gemelli C.u.o.r.e. non sarà solo un edificio moderno e dotato di tecnologie all'avanguardia, ma la sede fisica del nuovo modello multidisciplinare e incentrato sul percorso del paziente, oltre che una straordinaria palestra di formazione per giovani medici e specializzandi.

I relatori hanno dipinto l'Intelligenza Artificiale come un'opportunità epocale per scardinare le inefficienze burocratiche che sottraggono tempo alla clinica. Piacentini ha preannunciato che entro i prossimi 6-9 mesi saranno introdotti sistemi di refertazione automatica tramite AI. Tuttavia, l'AI deve tradursi in un reale aumento dell'accessibilità: «Se nel 1998 lo slot per una TAC era di 30 minuti e oggi, con tutta la tecnologia attuale, è ancora di 30 minuti, non stiamo migliorando l'accesso per i pazienti. Ridurlo a 20 minuti significherebbe curare più persone ogni giorno».

Rispondendo, inoltre, ad un quesito cruciale sul rischio di bias algoritmici in contrasto con la bioetica cattolica, il manager ha chiarito: «L'AI è come un martello: puoi usarlo per scolpire la Pietà di Michelangelo o per rompere un ginocchio. Se siamo attori protagonisti del suo sviluppo e della sua introduzione in sanità, possiamo garantire che rifletta i nostri valori umani e cristiani. Se restiamo ai margini, subiremo gli algoritmi scritti da altri».

In chiusura dell'incontro, Franco e Piacentini hanno voluto regalare agli studenti una preziosa riflessione sulla leadership e sul governo del capitale umano, sintetizzabile in cinque pilastri: Autorevolezza, Ascolto, Rispetto, Spiegazione e Responsabilità.

In dibattito si è infine concluso con l'auspicio di rinnovare l'appuntamento per l'anno successivo, per monitorare lo stato di avanzamento del Piano Strategico di un Policlinico che ha deciso di accettare le sfide della modernità tecnologica senza mai smarrire la propria anima.

Al termine dell’incontro il professor Sgambato ha ringraziato tutti i partecipanti e, soprattutto, ha espresso il suo sentito ringraziamento agli studenti, ai docenti, ai direttori dei collegi e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione degli incontri.

Un grazie particolare ha rivolto all’Ufficio Manifestazioni e Congressi che con disponibilità, spirito di servizio e grande attenzione all’accoglienza, ha contribuito a rendere questa esperienza così ricca, partecipata e piacevole per ospiti e partecipanti, e all’Ufficio Comunicazione, Stampa e Media che con grande disponibilità e professionalità ha saputo dare il giusto risalto all’iniziativa.

Un articolo di

Maria Chiara Di Lorenzo

Studentessa corso di laurea in Medicina e chirurgia

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