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Oltre la Medicina, generazioni in dialogo

09 febbraio 2026

Oltre la Medicina, generazioni in dialogo

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Una nuova occasione di incontro per tutte le studentesse e gli studenti della comunità universitaria del campus di Roma e di dialogo e confronto sui temi più sfidanti della società attuale dove i futuri Medici saranno chiamati non solo ad applicare conoscenze tecniche, scientifiche e cliniche, ma anche a leggere la realtà e a capire il mondo: oltre le aule, oltre i libri, oltre gli esami, oltre i reparti, oltre il camice bianco.

Tutto questo è “Oltre la Medicina”, il nuovo ciclo di incontri mensili - promosso dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, progettato e organizzato insieme agli studenti - al via mercoledì 21 gennaio nel campus di Roma con l’evento dal titolo “Quando eravamo voi.” che ha visto la partecipazione di illustri alumni della Facoltà: Paola Binetti, Neuropsichiatra Infantile, fra i fondatori e Professore Emerito dell’Università Campus Bio-Medico, già membro del Parlamento della Repubblica; Gennaro Nuzzo, Professore Emerito di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, già membro del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo; Paolo Zeppilli, già Ordinario in Metodi e Didattica delle attività motorie all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Medico della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), e Francesco Torchia, Generale dell’Aeronautica Militare e specialista in Medicina Aereospaziale.

«Essere e fare i Medici non significa solo mettere in pratica alte competenze tecniche e scientifiche, fondamentali per l’assistenza e la cura, ma significa essere persone che sanno comprendere la persona malata, che sanno stare accanto alla sua famiglia, che sanno lavorare in squadra e comunicare con empatia – ha detto il professor Alessandro Sgambato, Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia, aprendo l’incontro - . Ma questo ancora non basta: essere bravi Medici significa anche saper interpretare le sfide della realtà, leggere i cambiamenti, comprendere i contesti sociali e, attraverso strumenti culturali e momenti di condivisione come quello che inauguriamo oggi, essere anche in grado di prevedere le sfide future. Questa iniziativa nasce per favorire la formazione integrale degli studenti, non solo sul piano professionale ma anche umano ed educativo, creando opportunità di confronto con professionisti nei vari ambiti della società, quali cultura, sport, giornalismo, politica, che aiutino i nostri studenti a pensare, a riflettere sul presente e sul futuro, ad allargare lo sguardo e a crescere insieme, consapevolmente».

Studentesse e studenti della Facoltà di Medicina e chirurgia sono fra i protagonisti di questo nuovo Ciclo di incontri, fin dalle fasi di ideazione e progettazione, insieme al Preside e ai docenti: «L’iniziativa "Oltre la Medicina" rappresenta per noi studenti un segnale concreto di cambiamento e integrazione nel percorso formativo – ha commentato Lucrezia Sannino, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà -. L’Università Cattolica del Sacro Cuore si è da sempre distinta per una visione pionieristica della formazione, capace di coniugare l’eccellenza scientifica con la dimensione etico-umanistica. Con questo nuovo progetto si vuole promuovere la crescita di medici e futuri professionisti in grado di superare una prospettiva esclusivamente settoriale, sviluppando uno sguardo più ampio e consapevole del contesto sociale in cui operiamo. Come rappresentanti degli studenti, siamo fieri di essere stati coinvolti sin dall’inizio, a conferma che Oltre la Medicina è un percorso pensato per e con la comunità studentesca».

«Con "Oltre la Medicina", e in particolare con l’incontro “Quando eravamo voi…”, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere professionisti che si sono laureati all’Università Cattolica del Sacro Cuore molti anni fa e che hanno scelto di raccontarsi, condividendo non solo i loro percorsi professionali, ma anche il loro modo di vivere l’università quando erano studenti come noi – ha aggiunto il rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà Antonio Pio Di Nuzzo -. Abbiamo scoperto come le preoccupazioni universitarie e le ansie legate agli esami siano rimaste, negli anni, sorprendentemente le stesse: un segno evidente della responsabilità e della complessità del nostro percorso formativo. È stato un onore e un piacere poter porre domande e ascoltare il confronto tra generazioni, scoprendo un punto di vista diverso sugli anni universitari e sulla formazione medica. Siamo stati inoltre particolarmente onorati dell’attenzione che l’Università ha voluto dedicare agli studenti, scegliendo di porre al centro di questo nuovo Anno Accademico il tema dell’“alleanza tra le generazioni”, nel quale si inserisce l’evento "Oltre la Medicina": un gesto significativo che valorizza lo studente non solo come discente, ma come protagonista del proprio percorso di crescita».

Un articolo di

Federica Mancinelli

Federica Mancinelli

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Tanti i ricordi e gli aneddoti personali che i relatori hanno condiviso con i giovani studenti, dai viaggi di ritorno ai luoghi degli affetti e di famiglia, alle ore creative in mezzo a lunghe giornate di studio e lavoro fino all’impegno sociopolitico e scientifico dell’età adulta i cui semi sono stati piantati negli anni della giovinezza: «Passione: questa la parola chiave dell’incontro ed è questa la stessa emozione che porta quattro illustri medici del panorama nazionale a confrontarsi con noi studenti – ha commentato lo studente del corso di laurea in Medicina e chirurgia Pietro Schirano -. Dalle “fughe” a Bologna del professor Nuzzo, alle poesie del professor Zeppilli passando per le conquiste politiche della professoressa Binetti fino ad arrivare “in orbita” con il dottor Torchia. Due ore confrontando le varie esperienze universitarie evidenziando l’importanza degli incontri con colleghi diventati, col tempo, amici fedeli e maestri che, con i loro consigli, hanno illuminato il proprio percorso. Due ore di puro amore, nel raccontare quello che è il lavoro più bello del mondo, dove le soddisfazioni hanno più forme, passando dal sorriso sul volto di un paziente alla curiosità di uno studente durante le lezioni. Per chi espone le proprie preoccupazioni e parla di “tunnel senza luce” il professor Zeppilli ha tenuto a precisare, con l’ironia che lo contraddistingue, che “nel tunnel c’è sempre l’uscita, anche nel traforo del Monte Bianco (la galleria più lunga d’Italia)”. In conclusione, quello che mi porto dentro da questo incontro è che qualsiasi cosa si faccia nella vita gli ingredienti per ottenere risultati sono passione, curiosità e ascolto. Ringrazio i rappresentanti degli studenti e l’Università per questa preziosa opportunità».

Tutte le studentesse e gli studenti universitari, e certamente quelli che studiano Medicina e chirurgia che trascorrono lunghe giornate tra aule, laboratori e reparti clinici, sono quotidianamente impegnati, senza sosta, in attività intense e spesso molto impegnative, trovando in incontri come quelli del ciclo appena inaugurato ore di sosta, riflessione e scambio di idee ed esperienze: «Definisco tale iniziativa “una boccata d’aria” – ha aggiunto Aristide Di Fuccia, studente del corso di laurea in Medicina e chirurgia -. Nominando una facoltà come Medicina e chirurgia si tende a pensare possa essere totalizzante, è fondamentale ritagliarsi uno spazio dove, nei momenti di smarrimento, sia possibile ritrovare sé stessi. Gli studenti si sono potuti interfacciare con professionisti di spessore che, anni fa, sedevano esattamente negli stessi banchi. Spunti, riflessioni e consigli preziosi; non è mancato nulla. Ad avermi colpito è stato il modo in cui si sia svolto il dialogo: toni conviviali e consigli “fraterni”, le preoccupazioni degli studenti accolte ed affrontate insieme, abbattendo quelle distanze che si possa pensare ci siano. Sono proprio questi eventi ad alleggerire il carico dell’università, lasciando spazio ad una consapevolezza, quella per cui siamo tutti essere umani e, come tali, nessuno è esente da preoccupazioni ed ansie. Bisogna saperle affrontare, ascoltando i consigli e le storie di chi prima di noi già l’ha fatto».

Cambiano le società, cambiano e si evolvono le conoscenze e gli strumenti della Medicina, ma rimangono immutati i sentimenti, bisogni, le attese delle persone malate e delle loro famiglie: l’accoglienza, l’ascolto, l’incertezza, il timore dell’abbandono, la migliore cura e la più attenta assistenza e, accanto ad esse, si rinnovano le domande, gli stimoli, le sfide esterne. E ad esse bisogna essere pronti a rispondere: in scienza, coscienza e carità.

«Perché tutto questo sia possibile – ha concluso il preside Sgambato, rivolgendosi agli studenti e dando appuntamento a tutta la comunità universitaria al prossimo 18 febbraio – bisogna ritrovarsi, periodicamente, e condividere esperienze e aspirazioni in un fruttuoso dialogo fra generazioni, con chi ha già affrontato molte sfide e può aiutare, voi studenti e anche noi docenti, ad essere uniti, sulla base di solide competenze e mature analisi del contesto, per l’obiettivo finale comune a tutti noi: aiutarvi a crescere come professionisti e come persone, pronti a guarire, quando possibile, ma sempre a prendersi cura al meglio di chi ha bisogno di assistenza».

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