Inaugurato lo scorso marzo con un contest dedicato ai migliori progetti utili alla vita universitaria e realizzati con la stampante 3D, il FabLab della sede di Brescia annuncia i risultati della call rivolta agli studenti della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.
A distinguersi sono stati i progetti di Federico Venturelli, studente al terzo anno di Matematica indirizzo informatica, e Anna Gazzina, iscritta al primo anno di magistrale di matematica.
Il primo è l’autore di “X-pick”, una pinza estensibile che dalla carrozzina permette di raccogliere oggetti da terra; la seconda è l’ideatrice di un rompicapo matematico.
“X-pick” - esempio tangibile di come la stampa 3D possa contribuire ad abbattere barriere, con soluzioni accessibili e personalizzate ad un costo minimo - nasce da un’esigenza concreta: raccogliere oggetti da terra in autonomia, senza l’ausilio altrui, in particolare per chi si muove in carrozzina.
«È uno strumento a pantografo, completamente stampato in 3D, pensato come un’estensione della mano, tascabile ed economica», racconta Federico.
Il design è studiato per garantire ergonomia e facilità d’uso: una presa a forbice consente di impugnare agevolmente lo strumento, che da chiuso occupa pochissimo spazio ma, una volta esteso, può raggiungere oltre 60 centimetri.
La pinza dentata assicura una presa solida su diverse superfici, mentre un dente più lungo permette di afferrare oggetti difficili come anelli o elementi con fori dove una pinza normale scivolerebbe inevitabilmente, dal mazzo di chiavi dell'auto a una piccola pendrive.
La struttura è stata inoltre rinforzata con 4 perimetri di stampa per resistere all’uso quotidiano, grazie a un sistema di perni che garantisce stabilità anche sotto sforzo.
Di altra natura è invece il rompicapo di Anna. Composto da due pezzi a forma di U che, una volta incrociati, devono essere separati.
«L’obiettivo è capire come dividere i pezzi una volta messi a croce», spiega. Il dispositivo è stato progettato utilizzando Onshape, piattaforma CAD 3D basata su cloud che consente a ingegneri e progettisti di modellare parti, assiemi e tavole tecniche direttamente nel browser web, e successivamente stampato con la stampante del laboratorio.
Una volta risolto, il rompicapo rivela anche componenti nascosti al suo interno, aggiungendo un ulteriore livello di interesse.
Il contest si inserisce nelle attività del FabLab del Dipartimento, uno spazio dotato di stampante 3D e banco da lavoro, nato per permettere agli studenti di applicare le competenze acquisite durante il percorso di studi.
Non si tratta solo di “stampare plastica”, ma di ideare, progettare e sviluppare oggetti che abbiano un impatto reale nella vita delle persone. Il laboratorio è gestito dagli studenti, per gli studenti, e offre accesso libero a chiunque voglia sviluppare un’idea, anche al di fuori del contesto accademico.