Due anni di laboratori, orientamento e attivazione del territorio nelle Scuole Superiori Canossiane di Monza, Como, Brescia, Legnano, Feltre e Treviso.
Oltre 1.165 studentesse e studenti coinvolti, più di 3mila ore di attività, sei città italiane, 21 partner, laboratori immersivi, co-docenze con ricercatori, esperienze sul campo e un nuovo modo di fare orientamento scolastico.
Lo scorso 15 maggio la sede di via Garzetta ha ospitato l’evento conclusivo di “Carisma e STEM per cittadini del futuro”, che è stato selezionato sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale.
La giornata si è aperta con i saluti del Direttore di sede Giuseppe Bonelli, della Presidente di ENAC ETS Elena Pilastro ed Elisabetta Barzelloni, Responsabile Attività Istituzionali del Fondo per la Repubblica Digitale (in collegamento da Roma).
Domenico Simeone, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione ha posto l’accento sulla non neutralità del linguaggio e quanto un uso appropriato aiuti anche le idee ad essere espresse in maniera corretta. «Le parole costruiscono significati ma anche pregiudizi. Parliamo convenzionalmente di scienze umanistiche. Le cosiddette scienze dure sono forse sono disumane? Tutt’altro».
Concetti ripresi dal Preside di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Claudio Giannetti. «Le Stem non sono infatti fini a sé stesse, bensì educano a farsi domande e cercare soluzioni nel quotidiano. È educare ad affrontare la mi complessità. Scienza e umanesimo hanno sempre convissuto: i più grandi scienziati sono coloro che hanno immaginato cose ancora non esistevano».
A Marco Bonis, Responsabile del progetto per ENAC ETS, è stato affidato il compito di presentare risultati complessivi del progetto, prima di lasciare spazio a scuole, partner, studentesse e studenti si sono alternati per raccontare le esperienze più significative vissute in questi mesi.
La sessione sulla formazione, moderata dalla professoressa Stefania Pagliara, ha messo in luce come il progetto abbia puntato su un approccio alla competenza scientifica funzionale basato su attività autentiche, esperienziali e immersive. «L’obiettivo della Facoltà è stato promuovere la competenza scientifica funzionale, ossia applicare conoscenze scientifiche in contesti diversi, fare ipotesi, verificarle e, in generale stimolare la curiosità nei confronti temi come l’inquinamento, l’agricoltura, i dati».
Qualche esempio: gli studenti del Canossa Campus di Brescia hanno illustrato il "Progetto Centralina", con la raccolta di dati ambientali in tempo reale tramite il dispositivo ORION, sottolineando come il monitoraggio del territorio abbia dato concretezza alle ore di scienze in aula.
Dall’Istituto Canossiano "Barbara Melzi" di Legnano è arrivata la testimonianza dei laboratori di scienze immersive co-condotti con la prof.ssa Pagliara, del progetto con Casa dell’Agricoltura e la partecipazione alla Giornata di Primavera del FAI. Studenti e Studentesse hanno descritto come lavorare sul campo abbia cambiato il loro rapporto con le discipline scientifiche.
Le studentesse e gli studenti dell’ Istituto Canossiano Matilde di Canossa Como, hanno raccontato i laboratori Arduino e le esperienze immersive all’Innovation Hub Como Next,: esperienze pratiche che hanno reso la tecnologia qualcosa da “fare con le mani”, non solo da studiare.
Gli studenti dell’ Istituto Canossiano di Monza hanno presentato il percorso “Tech Transfer: Cibo e sostenibilità” con WonderGene: analisi OGM in laboratorio, sfide di biologia molecolare e la simulazione di un pitch davanti a una giuria.
Dall’Istituto Canossiano di Feltre è arrivata la voce di chi ha vissuto la Settimana STEM e l’esperienza al Consorzio RFX di Padova: studentesse e studenti hanno descritto l’impatto di incontrare ricercatori reali.
Dall’Istituto Canossiano Madonna del Grappa di Treviso, è arrivata la testimonianza dell’esperienza a Napoli, così come quella della riqualificazione dei laboratori di scienze: momenti in cui la scienza ha incontrato il patrimonio culturale e la città.
La professoressa Paola Zini ha moderato la sessione sull’orientamento, illustrando le metodologie adottate nel progetto per avvicinare i giovani alle carriere STEM.
Come ha sottolineato Zini «L’idea di base è quella per cui l’orientamento non deve essere un momento spot legato esclusivamente alla scelta della scuola o dell’università bensì qualcosa che accompagni i ragazzi a riconoscere motivazioni e desideri, per poi realizzare un progetto di vita. La scuola dev’essere quindi una “scuola delle opportunità” che consenta agli studenti di fare esperienze. Infine serve un momento riflessivo post esperienza, per aiutarli a individuare e riconoscere i loro punti forza e dove focalizzarsi».
Il pomeriggio è stato dedicato alla valutazione e alla progettazione del futuro. La professoressa Katia Montalbetti ha presentato i risultati del monitoraggio e della valutazione del progetto, con un focus sui fattori di successo e sui meccanismi generativi di cambiamento.
«Il nostro tentativo sin dall’inizio è stato quello di fare una valutazione i cui risultati fossero trasformativi anche per il contesto. Quindi, dare sì evidenza agli esiti ma anche intercettare meccanismi di successo e potenziare eventuali elementi di trasferibilità. Rintracciare i casi di successo è enormemente più vantaggioso che focalizzarsi sugli aspetti negativi. Tra le esperienze maggiormente positive Le scienze attecchiscono quando trovano una dimensione pratica quotidiana». ha concluso Montalbetti.