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In Cattolica per formarsi e crescere

16 giugno 2022

In Cattolica per formarsi e crescere

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Oltre al luogo del sapere - dove si sono acquisite nozioni e competenze che hanno portato a una preparazione completa – l’Università Cattolica è stato un ambiente e un tempo di crescita personale, dove si sono appresi valori fondamentali come il rispetto, il senso di responsabilità e l’importanza dello studio. È questo il valore aggiunto di aver studiato nell’Ateneo del Sacro Cuore per Leonardo e Francesca Maiorano, padre e figlia, entrambi alumni della Facoltà di Giurisprudenza.

Le lezioni, i docenti, l’esperienza in collegio tutto è stato contraddistinto da una forte attenzione alla componente umana ed è per questo che oggi Leonardo e Francesca sono grati alla loro università e sono orgogliosi di appartenere alla Community Alumni.


Parla di “visione futuristica” l’avvocato Leonardo Maiorano se deve descrivere quello che ha imparato, appreso e ricevuto dall’essersi laureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica a Milano.

Una “visione futuristica” consequenziale al fatto che obiettivo dell’Ateneo è da sempre quello di formare professionisti preparati, seri, in grado di affrontare ogni sfida e problematica del mondo del lavoro e - al tempo stesso - quello di plasmare uomini e donne consapevoli del proprio valore, dotati di visione strategica e di alto senso di responsabilità verso gli altri e la società.

Una “visione futuristica” che come racconta l’alumnus Leonardo «ha sempre caratterizzato il corpo docente della Cattolica tanto è che chi come me ha studiato il vecchio codice di procedura penale con il professor Angelo Giarda certamente, dopo l’entrata in vigore nel 1989 del nuovo codice, non ha avuto grandi difficoltà nell’apprenderlo; in quanto il professor Giarda ci aveva già spiegato, per esempio, quelli che sarebbero stati i nuovi riti alternativi che molti operatori del diritto si sarebbero trovati ad applicare nei procedimenti penali».

E una “visione futuristica” che – come sottolinea sempre l’avvocato Maiorano – si lega al bagaglio culturale ricevuto dalle lezioni e dai confronti avuti con i tanti docenti incontrati nel corso dei suoi anni di studio nell’Ateneo di Largo Gemelli: «Mi è difficile poter ricordare e citare un solo professore, in quanto sono stati tutti molto bravi, seppur alcuni molto severi durante gli esami, ma tutti mi hanno lasciato insegnamenti utili che ritrovo e declino nella mia libera professione, così come i valori umani e cristiani che mi sono stati trasmessi dall’intera comunità dell’Università Cattolica rappresentano un prezioso patrimonio che mi accompagnerà per tutta la mia vita».

«Ho avuto la fortuna di frequentare il corso e dare l’esame di Diritto del lavoro con il professor Luigi Mengoni, che tuttavia non poté seguirmi per la tesi essendo stato nominato giudice alla Corte costituzionale” racconta l’alumnus Leonardo confessando il successivo privilegio di avere avuto come relatore di tesi un futuro Ministro del lavoro: «Mi sono laureato con il professor Tiziano Treu nel 1988, discutendo una tesi dal titolo Il licenziamento disciplinare».

Se ripensa ai suoi anni di studio nell’Ateneo del Sacro Cuore l’avvocato Maiorano non ha dubbi nel definirli «belli e indimenticabili». Oltre a rammentare le tante giornate «che trascorrevano tranquillamente tra lezioni, studio in biblioteca o in istituto giuridico e passeggiate nei chiostri per chiacchierare con gli amici, consumare un caffè e fumare qualche sigaretta» Leonardo ricorda in modo speciale il tempo trascorso al collegio Augustinianum: «Una vera e propria famiglia, il cui legame con i compagni è ancora oggi vivo più che mai, grazie alle chat che ci consentono di essere in contatto quotidianamente».

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

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Arrivato a Milano da un piccolo paese della provincia di Lecce, la matricola Leonardo, superato il concorso, entrò subito a far parte di quella che lui chiama «la splendida realtà dell’Augustinianum” che al tempo – negli anni ’80 – si trovava nella periferia milanese, in via Osimo. «Debbo dire che il primo impatto non è stato proprio felicissimo, perché come matricole dovevamo sottostare agli scherzi dei più anziani che, nonostante tutto, si rivelavano simpatici – confessa l’alumnus Leonardo - anche il rapporto con gli altri collegiali all’inizio poteva sembrare distaccato, ma dopo le prime settimane gli stessi “anziani” ci aiutavano molto nello studio, sia dandoci utili suggerimenti per affrontare gli esami, sia dandoci copie delle dispense da studiare».

Ma in particolare l’alumnus ex agostino Leonardo rammenta come momenti importanti: «Gli incontri spirituali tenuti dal direttore del collegio don Renato Faliselli, il quale è stato sempre accanto a tutti noi sia nei momenti di crisi che in quelli di serenità”.

Essersi iscritto e aver studiato in Cattolica per Leonardo è stato come entrare a far parte di una famiglia, grazie alla quale ha raggiunto importanti obiettivi ed è cresciuto come persona e professionalmente.  Ed è proprio alla luce di tutte le esperienze formative vissute, delle vere amicizie nate in Largo Gemelli che l’alumnus Leonardo è stato molto contento quando sua figlia Francesca ha deciso anche lei di immatricolarsi alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica. «Sebbene all’inizio la mia scelta di iscrivermi in Cattolica si sia basata esclusivamente sul prestigio dell’Ateneo e sulla sicurezza di ricevere un’ottima preparazione, nel corso degli anni di studio – afferma infatti la neo dottoressa Francesca – ho potuto constatare che tutto quanto mi aveva detto e raccontato mio padre era vero e ne avevo riscontro anche a distanza di tanti anni».

Francesca si è laureata lo scorso 18 febbraio, discutendo una tesi dal titolo La riserva di giurisdizione ecclesiastica in materia matrimoniale. Una questione ancora aperta? che ha elaborato sotto la guida di Andrea Bettetini, docente di Diritto canonico: «Un professore che ha saputo farmi appassionare alla sua disciplina attraverso ogni singola lezione e che con dedizione e disponibilità, come il dottor Leonardo Caprara, mi ha aiutato nell’elaborazione della tesi».

L’alumna Francesca ricorda inoltre il piacere di avere avuto il preside della Facoltà di Giurisprudenza Stefano Solimano, presidente della commissione di laurea: «Un professore che ha insegnato a noi studenti il valore dello studio, dell’applicarsi allo studio e ci ha trasmesso grandi valori di umanità come quello del rispetto reciproco». Oltre ad essere soddisfatta del proprio percorso universitario, Francesca è anche lei molto contenta dell’esperienza vissuta presso il Collegio Orsoline del Sacro Cuore, del quale ricorda con molta stima la direttrice Suor Stefania. In virtù di tutto questo Francesca non ha esitazioni nell’affermare che scegliere la Cattolica è sicuramente la migliore decisione che uno studente possa prendere.

Il giorno della laurea di Francesca per suo papà Leonardo non è stato solo un giorno di grande emozione e soddisfazione, ma è stata anche l’occasione di incontrare nuovamente alcuni compagni di collegio, come il preside Solimano, anche lui ex agostino e il professor Mario Anolli con cui, dopo aver rievocato ovviamente la comune esperienza in “Augustinianum”, ha ripercorso i chiostri bramanteschi dell’Ateneo: «Abbiamo rivisto e ci siamo fermati in luoghi un tempo a noi familiari, ed è stato come se il tempo si fosse fermato e non fossero passati tutti questi anni».

Le testimonianze degli alumni Leonardo e Francesca, benché appartengano a due generazioni differenti, riconducono entrambe a un concetto di università inteso come non solo un luogo di lezioni, studio ed esami, ma un luogo accogliente in cui l’apprendere è occasione di crescita, conoscenza e socialità. 

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