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Industria musicale, l'importanza di tenere il tempo

02 marzo 2026

Industria musicale, l'importanza di tenere il tempo

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Cosa significa essere professionisti della comunicazione dei media e della musica oggi? In un’industria, che corre alla velocità degli algoritmi ed è soggetta a frequenti e repentini cambiamenti bisogna, sempre saper tenere il tempo: sapere leggere i cambiamenti, anticipare i linguaggi, tradurre la creatività in valore culturale ed economico. In occasione di Sanremo 2026 l’Alta Scuola in Comunicazione Media e spettacolo (ALMED), in collaborazione con l’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (ASGP) e grazie al parere di diversi esperti del settore, ha esplorato, venerdì 27 febbraio nella cittdina ligure, proprio nei giorni del Festival, cosa significa “Tenere il tempo” in questo ambito in costante evoluzione. Obiettivo dell’incontro quello di educare, e di conseguenza garantire una crescita a chi vorrà introdursi o si sta apprestando ad accedere in un mondo soggetto a mutamenti.

«Il nostro scopo è capire come stanno evolvendo i ruoli e le competenze e come formare chi, in futuro, entrerà a far parte di questo sistema». Per Francesca Maria Cortese, Responsabile Comunicazione ALMED e Coordinatrice didattica Master in Comunicazione musicale – che ha moderato l’incontro insieme a Luca Monti, Program Manager del Master in Eventi e Comunicazione per la Cultura - infatti, per poter trovare un proprio ruolo all'interno dell’industria musicale, bisogna conoscere profondamente il sistema e sapersi adattare ai cambiamenti.

Ma quali sono le competenze che si devono acquisire per poter avere futuro in questo ambito? Alessandro Volanti, Direttore commerciale e marketing di Radio Italia, ha sottolineato l’importanza di saper comunicare a 360 gradi a diversi target. Non è possibile pensare che un progetto possa avere futuro se si rivolge esclusivamente a una nicchia di persone. Secondo quest’ultimo, inoltre, ci vuole anche molta passione perché «se non hai passione in ciò che fai non potrai farlo bene».

Anche Claudio Buja, Presidente Universal Music Publishing, ha evidenziato l’importanza di avere passione per la musica. «Questa, però, va coniugata con una conoscenza sempre più al passo con i tempi del mondo digitale». Comprendere la realtà del virtuale, sempre più presente all’interno delle nostre vite, è, infatti, essenziale, anche quando si parla di industria musicale. Per Dario Giovannini, Managing Director Carosello Records questa conoscenza va coniugata al sapere ascoltare e all’avere un pubblico di riferimento a cui ci si vuole rivolgere «per evitare che le canzoni siano trascinate dagli algoritmi».

Questo, secondo il discografico, significa anche non pensare esclusivamente al mercato. Non bisogna, infatti, andarci incontro, ma cercare quegli spazi che permettono poi ai progetti di crescere. «Anche se il mercato non è pronto ad un genere, se uno è convinto che il suo progetto ha un senso e un potenziale deve andare avanti, perché, probabilmente, prima o poi funzionerà». Esempi concreti, infatti, sono Tommaso Paradiso e Coez che non si sono adeguati fin da subito alle logiche di mercato ma sono stati costanti nel perseguire il loro progetto, esplodendo “solamente” dopo i trent’anni. «Questo permette agli artisti di non appiattirsi e omologarsi, evidenziandone le differenze e peculiarità». Adesso, inoltre, non ci sono più solo le radio a dettare le regole di mercato, ma sono gli ascoltatori, in primis attraverso i social, ad esprimere un determinato gradimento. Anche Claudio Buja sottolinea l’importanza di non seguire delle logiche economiche quando si scrive un pezzo. È, invece, essenziale riconoscere un proprio target e un proprio progetto senza diventare succubi delle norme scandite dal mondo digitale. «Oggi siamo condizionati dal fatto che deve arrivare subito il ritornello, ma questo non è un fatto nuovo. Già i Beatles lo sapevano e alcune canzoni erano senza ritornello».

Tenere il tempo, quindi, non significa essere succubi di dinamiche di mercato o cercare di arrivare prima degli altri, ma saper tenere il proprio ritmo, informandosi e formandosi con passione perché solo così si può avere un futuro e creare un progetto duraturo nel tempo.

Inviata a Sanremo

Cecilia Carabelli

Scuola di giornalismo

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