Un auditorium Mazzocchi gremito, studenti attentissimi, curiosi e affascinati, tante domande. Così l’Università Cattolica ha accolto nel campus di Piacenza Nico Acampora, fondatore di PizzAut, ospite insieme a Luca D’Alba, direttore generale di Avolta, il gruppo di cui fa parte Autogrill, alla nona Giornata del Dono.
L’incontro si è aperto con l’introduzione di Antonio Chizzoniti, ordinario della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, che ha ricordato la valenza didattica legata alla cultura etica del cibo. Poi la parola è passata ad Acampora che, stimolato dalle domande dei docenti Alessandro Iuffmann Ghezzi ed Edoardo Fornari e dei molti interventi degli studenti, ha spiegato che il suo progetto è nato «dalla disperazione di avere un figlio, Leo, penalizzato da un autismo severo; ma la disperazione è sovente motore di cambiamento». Un dato, ha aggiunto, rende l’urgenza evidente: l’autismo è la disabilità più diffusa: in Italia si stimano oltre 600.000 persone con autismo e quasi nessuna di loro è inserita nel mondo del lavoro. Eppure, per il futuro di questi ragazzi non c’è quasi nulla, soprattutto se non sono più bambini.
Era il 2017. Alla moglie, a cui annunciava di voler aprire una pizzeria, Acampora si sentì rispondere: «Rimettiti a dormire, non sai neanche cucinare un uovo». Lungo il percorso ha incontrato scettici, per i quali l’idea era «bellissima, ma impossibile», e persone ostili. E gli esperti: una neuropsichiatra gli disse che era «il solito padre frustrato che si inventa progetti irrealizzabili che danno speranza dove non c’è».
Oggi quei progetti irrealizzabili hanno due indirizzi, Cassina de’ Pecchi e Monza, dove 41 ragazzi autistici lavorano accanto a cinque colleghi normotipici. A questi si affiancano i food truck, oggi otto, un progetto inclusivo che mira ad assumere 120 ragazzi e ragazze autistici entro il 2034. E ora PizzAut approda anche al cinema con La Crepa di Elio: i ragazzi autistici saranno direttamente nel cast e, per interpretare personaggi autistici, finalmente ci saranno persone autistiche.