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L'italiano per ideare, progettare e creare: quanto conta la lingua nel dare forma alle nostre idee?

29 ottobre 2026

L'italiano per ideare, progettare e creare: quanto conta la lingua nel dare forma alle nostre idee?

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In occasione della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, dal titolo “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”, l’Università Cattolica ha co-organizzato, per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa promossa dal Consolato Generale d’Italia a Parigi insieme all’Accademia della Crusca.

«Siamo riuniti per celebrare una importante ricorrenza per il nostro Paese, per la nostra lingua e la nostra cultura, supportata dalla rete culturale e diplomatica della Farnesina - ha affermato il Console generale d’Italia a Parigi, Jacopo Albergoni nel suo discorso di apertura. Erede di una lunga e ricca tradizione, l’italiano continua a mostrarsi “lingua geniale” in ambiti diversi, dall’arte all’artigianato fino al design, contribuendo a esprimerne la qualità, la precisione e la cura del dettaglio.

«Bisogna considerare la lingua come uno strumento di scambio e di relazione fra diversi campi, un mezzo per far svettare le eccellenze italiane nel mondo, di cui voi ne siete un esempio» ha concluso il Console rivolgendosi alla platea di Alumnae e Alumni dell’Università Cattolica presenti.

A partire dal volume “Lingua gentile, lingua geniale: ideare, progettare, creare con l'italiano” a cura di Annalisa Nesi e Raffaella Setti (Firenze, Goware, 2026), realizzato dall’Accademia della Crusca insieme al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, la professoressa Maria Teresa Zanola, ordinaria di Linguistica Francese e Accademica corrispondente italiana dell’Accademia della Crusca, ha condotto il dialogo sul tema con Grazia Quaroni, Direttrice della Collezione presso la Fondation Cartier pour l’art contemporain, e Thierry Guérin, vicepresidente Business Development di Dedar (Milano). Due figure autorevoli con esperienze internazionali che rappresentano in modo particolarmente significativo il dialogo tra cultura italiana, creatività e istituzioni artistiche di rilievo.

Un articolo di

Anna Simonati

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Lingua gentile o lingua geniale? Lingua per “creare relazioni” o per “dare forma”? La professoressa Zanola ha così avviato il dibattito per definire come l’italiano possa ideare, progettare, creare.

«Considero l’italiano una “lingua di relazione”: nel mio percorso professionale l’essere bilingue mi è servito per connettere istituzioni di diversi Paesi – sostiene la direttrice Quaroni. «La nostra lingua – aggiunge – è gentile per tutte le sue infinite sfumature e diversi vocaboli anche vaghi, ad esempio la parola ‘pressappoco’». Nel mondo dell’arte, l’interartisticità, parola d’autore coniata negli anni Sessanta del Novecento dall’artista italiano Lamberto Pignotti (uno dei padri dell’Arte tecnologica), predilige la commistione tra parola, immagine e altre forme artistiche come mezzo espressivo. Oggi artisti che utilizzano tecniche diverse giungono a fare sistema: architetti, filosofi, ingegneri lavorano sempre più insieme per arrivare alla realizzazione di un progetto creativo e di alto valore sociale. «L’interdisciplinarietà – conclude – è la leva della cultura moderna».

Per il dottor Guérin prima di innovare bisogna saper ascoltare e accogliere: «Il continuo scambio di saperi tra Italia e Francia ha portato a un reale dialogo interculturale, che ha creato valore in diversi campi». La sua permanenza in Italia è dovuta proprio alla sensibilità di un’arte “a conduzione familiare” che facilita una visione completa su tutta la filiera produttiva: dalla progettazione alla realizzazione, con uno sguardo alla funzionalità dell’oggetto. Una visione che oggi si può tradurre in ecosostenibilità di tutta la filiera produttiva.

«Ringrazio il signor Console Jacopo Albergoni per l’ospitalità, l’Ambasciatore Liborio Stellino per la presenza, tutte le Alumnae e Alumni e soprattutto i nostri ospiti che hanno permesso di sviluppare un dialogo intenso tra arte, design e cultura, invitando a guardare l’italiano come una risorsa creativa - ha concluso la professoressa Zanola -, attraverso le parole con cui immaginiamo un progetto, raccontiamo una visione e condividiamo ciò che realizziamo».

Parigi è tra le dieci città in cui sono presenti i Comitati Internazionali Alumni UCSC. Nella capitale francese sono più di trecento le laureate e i laureati impegnati in diversi settori professionali. Un gruppo ricco di interessi ed eterogeneo, esempio della multidisciplinarietà dell’Ateneo, che negli anni ha saputo costruire legami solidi nei territori, valorizzando l’Università Cattolica in Italia e all’estero.

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