Dopo i saluti istituzionali tutta l’attenzione è rivolta alle parole di Amandeep Singh Gill che riassume in un pensiero, denso e lungimirante, la mission dei futuri medici rispetto alla nuova sfida dell’Intelligenza Artificiale: «Ogni timore legato all’intelligenza artificiale in Medicina – la perdita del tocco umano, l’erosione delle competenze, il paziente ridotto a semplice dato – trova già una risposta proprio nel giuramento che ogni medico presta».
Prima delle proclamazioni alcune special mention: Aurora Scalia, Valedictorian per la media di curriculum più alta, e Angelo Latella, Student Service Award per aver testimoniato spirito di servizio alla classe e all’intera università. E un apprezzamento speciale a Sara Marjani Zadeh, funzionaria della FAO che ha completato, già lavorando, il corso di studio, e Piergiacomo Cacciamani, già laureato in Ingegneria negli Stati Uniti e nel Regno Unito che aggiunge ora una laurea in Medicina e chirurgia.
Il momento ufficiale della laurea è arrivato. Nel silenzio dell’aula vengono proclamati i neo dottori in Medicine and surgery e si rende visibile e concreto il coronamento di un lungo percorso, in uno dei momenti più significativi della vita di una studentessa e di uno studente.
Un rito accademico in una dimensione internazionale grazie al quale la formazione diventa impegno e finalmente ognuno entra a far parte di una comunità professionale aperta al mondo, con un sapere profondo e un tocco umano: «Il vostro ruolo non si ridurrà a lavorare accanto a una macchina, si accrescerà – ha concluso Mr. Gill nell’augurio ai nuovi medici -. Ma ad una condizione: solo se lascerete che l’algoritmo si occupi di ciò che è quantificabile, dedicando il vostro tempo e le competenze che avete acquisito a tutto ciò che non lo è».
Ancora una volta il campus di Roma ha vissuto una giornata di traguardi e di festa, attorno ai veri valori dell’arte medica e, particolarmente, dell’arte medica insegnata e vissuta all’Università Cattolica del Sacro Cuore: trasformare la formazione in impegno verso tutti, stare accanto ai sofferenti, diventare promesse e incarnare speranze per chi ogni giorno si rivolgerà, da oggi, ad ogni nuovo giovane medico.
Con compassione, competenza, servizio ed empatia: tutto ciò che un algoritmo non è.