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Medicina, letteratura e umanità al Graduation Day di Medicine and Surgery

10 luglio 2023

Medicina, letteratura e umanità al Graduation Day di Medicine and Surgery

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«È un grande onore per me parlare oggi all’Università Cattolica ai nuovi medici all’inizio del loro nuovo viaggio. Essere a Roma con il suo profondo senso della storia mi porta a trasmettere un messaggio che abbraccia i nuovi progressi della medicina, senza mai dimenticare ciò che è immutato dall'antichità» – ha esordito così Abraham Verghese, professore del Dipartimento di Medicina presso la Stanford University School of Medicine e autore di numerosi libri, tradotti in tutto il mondo, che venerdì 7 luglio, nella sede di Roma dell’Ateneo, ha tenuto il Commencement Speech del Graduation Day, la cerimonia per i laureati del Corso in Medicine and Surgery della Facoltà di Medicina e chirurgia.

Sono stati 41 i nuovi medici proclamati dottori in Medicine and Surgery, il corso di laurea magistrale a ciclo unico attivo presso il campus di Roma dell’Università Cattolica dall’anno accademico 2013-2014 ed interamente in lingua inglese. Sono più di 200 i laureati dal primo anno di istituzione del corso che vede la partecipazione di studenti da oltre 60 Paesi del mondo in 5 continenti.

La cerimonia è stata aperta dai saluti istituzionali del Prorettore Vicario dell’Università Cattolica Pier Sandro Cocconcelli e dal Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Antonio Gasbarrini.

Un articolo di

Federica Mancinelli

Federica Mancinelli

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«L’attivazione del corso di laurea in Medicine and Surgery presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica – ha detto il professor Cocconcelli - si è dimostrata una scelta strategica di successo. Questo corso di studio in pochi anni ha acquisito una ottima reputazione internazionale, come dimostrato dalle candidature alla prova di ammissione, provenienti da oltre 60 nazioni e da cinque continenti. Questo successo, merito della qualità dell’istruzione universitaria e della ricerca presso la nostra Facoltà di Medicina sottolinea la rilevanza del processo di internazionalizziamone delle università per preparare la nuova generazione di medici».

«Questo è un grande giorno per la Facoltà di Medicina e chirurgia e per la nostra comunità universitaria – così nel suo saluto il professor Gasbarrini – Un giorno importante soprattutto per i nostri nuovi laureati, da oggi giovani medici, provenienti da ogni parte del mondo, ora “ambasciatori” dei valori, delle conoscenze e della formazione che il nostro Ateneo condivide ogni giorno e che cerca di trasmettere a tutti i nostri studenti».


«È davvero un privilegio avere oggi il professor Verghese come autore del Discorso inaugurale di questa cerimonia – ha dichiarato il presidente del corso di laurea in Medicine and Surgery Giovanni Gambassi nel messaggio di saluto ai laureandi - La traiettoria della sua vita, il percorso di formazione professionale, la sua reputazione di clinico ed educatore contribuiscono a creare di lui un role model cui mi auguro i laureati di questa Class of 2023 possano ispirarsi, per riaffermare l'importanza della medicina al letto del malato, in una relazione medico-paziente unica e dal valore irripetibile. Il fatto che egli unisca alla sua attività di medico e docente la abilità del divulgatore e dello scrittore capace di incontrare milioni di lettori in tutto il mondo serve a ricordare ai neolaureati e a tutti noi, di esplorare e alimentare tutti i talenti e le abilità che ci sono date per contribuire allo sviluppo di una umanità più ricca e solidale».

Da quest'anno la Class of 2023 inaugura una nuova tradizione: un riconoscimento speciale ai due laureati che si sono distinti per carisma, personalità e per meriti accademici.  Il primo alla laureanda che ha donato generosamente tempo e talenti a servizio dei compagni di classe ed è stato modello per una leadership efficace e un comportamento professionale durante i sei anni di studio: la neodottoressa Isabella Azzaro.

La seconda menzione d'onore, e Valedictorian della cerimonia di laurea, al laureando che, con il miglior rendimento, ha dimostrato al meglio le qualità dell'eccellenza accademica e clinica e la cui eccezionale motivazione e interesse esemplificano gli ideali della professionalità: il neodottore Marco Auletta.

«La nostra sacra tradizione medica – ha concluso Verghese - risale alla scuola di Padova e a giganti come Vesalio e ancora prima, alla prima persona curata e, se possibile, guarita da un’altra persona che ha dedicato la propria vita al prendersi cura degli altri. Questo è l'aspetto senza tempo della medicina che desidero che i laureati portino nei loro cuori e nelle loro menti mentre si avviano verso il mondo».

Grande festa finale con un gioioso “lancio del tocco” per tutti i laureati, le loro famiglie e l’intera comunità dell’Università Cattolica che oggi saluta i nuovi giovani medici all’inizio di un nuovo cammino.

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