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Parole in viaggio: la traduzione nella letteratura per l’infanzia

12 maggio 2026

Parole in viaggio: la traduzione nella letteratura per l’infanzia

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“Traslocare dentro un’altra
lingua.
Portare soltanto
piatti e bicchieri per mangiare.
Affacciarsi alla finestra
trovarsi il mare sulla destra” ¹

 

Con questa poesia di Andrea Bajani la scrittrice Silvia Vecchini ha riassunto in poche ma luminose parole il potere e la fatica dell’arte della traduzione letteraria. La metafora del viaggio accompagna lo sviluppo della letteratura per l’infanzia nel tempo e nello spazio come possibilità che i testi letterari in forma tradotta possano migrare da una cultura all’altra, fare conoscere mondi distanti rappresentati secondo modalità realistiche o fantastiche, nella forma della narrazione o della poesia. Ciò che appare come un passaggio rapido, “trasparente” e molto spesso invisibile, cela in realtà la capacità di traduttori e traduttrici di “non perdere di vista la sorpresa del mare” che, grazie alla cura nella scelta delle parole, può essere scorto e ammirato anche dai lettori.

È partendo da qui che il 6 maggio l’Università̀ Cattolica del Sacro Cuore ha ospitato a Milano il convegno internazionale "Letteratura per l’infanzia in viaggio tra passato, presente e futuro", promosso dal Dipartimento di Pedagogia, in particolare dalla professoressa di Storia della Pedagogia e Letteratura per l’infanzia Sabrina Fava, con il patrocinio gratuito del gruppo di Letteratura per l’infanzia della SIPed (Società Italiana di Pedagogia), del CIRSE (Centro Italiano per la Ricerca Storico Educativa) e di IBBY Italia (International Board on Books for Young People).

Un appuntamento che ha messo al centro le due ospiti principali del convegno: Maria Truglio della Pennsylvania State University, esperta di Letteratura italiana del XIX e XX secolo, letteratura per l'infanzia e metodologie critiche, in particolare psicoanalisi, semiotica e post strutturalismo; e la già menzionata Silvia Vecchini, raffinata poetessa, scrittrice e traduttrice per bambini e ragazzi e non solo. Il convegno si è poi articolato in varie relazioni di alto profilo, coinvolgendo studiosi emeriti e giovani ricercatori di diverse università italiane, rappresentando un’occasione di confronto e di scoperta della pluralità di sentieri (storico, letterario, cinematografico, teatrale e grafico-visuale) lungo i quali le opere letterarie per ragazzi hanno percorso viaggi promuovendo anche la diffusione della cultura italiana in altre società.

Di fronte alla difficoltà evidenziata da vari studi per la nostra letteratura italiana a trovare accoglienza e visibilità all’estero e in particolar modo nei paesi anglofoni (il recente rapporto dell’AIE 2024 sull’editoria italiana mostra che solo l’8% della nostra produzione entra nel mercato inglese ed è preceduta da Spagna e Cina come valori massimi), questa possibilità di confronto ha favorito la maturazione di una maggiore consapevolezza circa la necessità di promuovere itinerari di circolazione delle opere tramite lavori traduttivi di qualità e rispettosi non solo del paese di arrivo ma anche del paese di partenza, favorendo, di fatto, il confronto dialettico, il dialogo tra culture e l’affermazione di una cultura democratica nei vari paesi.

 

 


¹ Andrea Bajani, Promemoria, Einaudi 2017

Un articolo di

Cristina Gumirato

Ricercatrice Dip. Pedagogia - Università Cattolica

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