Un’assemblea generale e tecnica, in cui gli organi direttivi si ritrovano annualmente assieme agli associati, presenti in aula e numerosi collegati da remoto, ma anche e soprattutto un’occasione per fare un bilancio delle attività dell’anno appena trascorso e per tracciare progetti e percorsi per quello che inizierà.
Con questo spirito è iniziata, il 5 giugno nella Sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’assemblea annuale dell’Associazione “Alumni Cattolica – Ludovico Necchi”, introdotta dalle parole del presidente Andrea Patanè e aperta dalla Pro-Rettrice Vicaria dell’Ateneo Anna Maria Fellegara.
«L’anno appena trascorso non è per l’Associazione semplicemente misurabile con il trascorrere dei giorni – ha esordito la professoressa Fellegara -, ma nelle numerose iniziative e attività che sono state svolte. Non è facile misurarne l’impatto e il risultato, ma certamente è importante sottolineare quanto sia stata preziosa la “semina”: la programmazione, la decisione e poi il lavoro di tutti, immaginando quali saranno i frutti. E questo che fa l’Associazione: prova a seminare segni concreti di relazione, di rapporti, di possibilità che aggiungano valore alle nostre esperienze. L’assemblea annuale è, dunque, una “raccolta” dei frutti di questo lavoro. Ciò è stato evidente – ha continuato - nel processo, partecipato e comune, del nuovo Piano Strategico del nostro Ateneo dove è cruciale anche il ruolo delle Associazioni di Alumni, un sistema fondamentale per tenere viva la nostra Università, grazie a quell’esperienza del sapere che, prima come studenti poi come “ambasciatori”, ognuno porta nel mondo del lavoro e nella società».
Al saluto della Pro-rettrice si sono unite le parole di fra’ Renato Del Bono, assistente spirituale nazionale dell’Associazione Alumni: «Riflettendo in questi giorni sul nostro cammino di Associazione pensavo a quanto sia particolare e forse storica questa fase per la nostra comunità: dobbiamo avere il coraggio di fare dei passi in più, anzitutto accogliendo questi nuovi inviti, offerti dal Piano Strategico d’Ateneo, nuovi stimoli a partecipare e a dare il nostro contributo, andando contemporaneamente alle radici della nostra identità: se c’è ricchezza nella partecipazione è perché ciascuno porta la propria peculiarità. E noi abbiamo una grande responsabilità: tutte le persone che negli anni hanno attinto alla formazione nelle Sedi dell’Università Cattolica sono “disseminate”, in Italia e nel mondo. Ora dobbiamo pensare ancor di più a come essere a servizio dei territori dove ognuno opera, offrendo una particolarità che è frutto di ogni singola esperienza, trasmettendo con entusiasmo i doni che abbiamo ricevuto».