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Piano strategico, l'Ateneo scrive insieme il proprio futuro

17 aprile 2026

Piano strategico, l'Ateneo scrive insieme il proprio futuro

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«Non è usuale per un Piano Strategico impostare un metodo così partecipativo, fondato sulla collaborazione attiva di tutta la comunità universitaria, sulla co-progettazione e sull’ascolto dei principali interlocutori, e scrivere insieme il futuro dell’Ateneo per i prossimi tre anni per dare corpo all’idea di migliore Università per il mondo, ossia per i nostri studenti e per la società».

Venerdì 17 aprile in Aula Magna a Brescia è stato il momento della restituzione a tutti coloro che, nella sede, sono stati protagonisti di questa iniziativa.

A presentarlo la Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli, cui si sono associati gli interventi del vescovo di Brescia monsignor Pierantonio Tremolada e del vicesindaco della città Federico Manzoni.

Non un documento, ma un processo condiviso iniziato nove mesi fa, caratterizzato da 34 workshop tematici, cui hanno aderito 665 membri della comunità, 1.711 rispondenti alla survey online e 54 proposte progettuali presentate attraverso la call for ideas, con una larga partecipazione della sede bresciana.

La professoressa Beccalli, illustrando la vision del Piano, ha individuato i «tre indirizzi che guidano la nostra missione istituzionale: valorizzare il profilo di ateneo cattolico non profit; favorire una piena integrazione tra la dimensione di comunità educante e quella di research university; costruire un luogo di esperienza del sapere e non solo di trasmissione del sapere».

Il Piano Strategico 2026-2028 è articolato in cinque pilastri tra loro collegati, illustrati dalla professoressa Beccalli.

Del Piano si è detto «impressionato, per il contenuto e per il metodo», il vescovo di Brescia monsignor Tremolada, ricordando che «anche la diocesi è nel pieno di un percorso di ascolto del territorio per capire come essere Chiesa». Il vescovo ha apprezzato, tra le altre dimensioni del Piano, l’esperienza del sapere e, in particolare, il progetto del Service learning.

«Un Piano ambizioso» l’ha definito il vicesindaco di Brescia Federico Manzoni, che ne ha colto in particolare alcuni passaggi.

«Il potenziamento in termini residenziali per l’accoglienza anche degli studenti internazionali: speriamo di poter vedere protagonista anche la nostra città, sempre più universitaria». Manzoni ha colto anche la sfida dell’internazionalizzazione dell’Ateneo, «con un trend in aumento nel nostro contesto, soprattutto degli studenti internazionali, per cui ci sono ancora opportunità di crescita.

Una dimensione che valorizza il territorio di un comune che da due anni ha varato una campagna di comunicazione dedicata a “Brescia. La tua città europea”.

A raccontare in che modo l’università diventa luogo di esperienza del sapere è stata la direttrice artistica di Teletutto e Radio Bresciasette Maddalena Damini, che davanti alla platea di docenti, personale amministrativo e studentesse e studenti, si è confrontata con cinque esponenti della comunità universitaria.

Paola Zini, docente di Pedagogia generale alla Facoltà di Scienze della formazione, ha espresso «gratitudine per lo stile e per il metodo del Piano Strategico: abbiamo avuto modo di far entrare i nostri mondi nella comunità universitaria.

Un articolo di

Paolo Ferrari

Paolo Ferrari

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Una pluralità che abbiamo visto nei workshop a cui abbiamo partecipato». Secondo Marta Carparelli, studentessa della laurea magistrale GEOR della Facoltà di Scienze politiche e sociali, «l’ascolto della comunità studentesca è stato centrale e tutt’altro che formale» e in questo modo «per noi studenti si è rivelato un laboratorio di cittadinanza attiva e un modo per co-progettare il futuro».

Lourdes Mututantripatabendige, studentessa dello Sri Lanka, al primo anno della laurea triennale in Business and finance, interfacoltà tra Scienze bancarie, finanziarie e assicurative e Economia e Giurisprudenza, rappresenta con la sua presenza tutti gli altri studenti internazionali che studiano a Brescia e su cui il Piano vuole investire. «Siamo una classe internazionale in cui non impariamo solo dai professori, ma anche confrontandoci tra noi».

Guglielmo Fadabini, primo anno della laurea magistrale in Physics, Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, rappresentante degli studenti, è uno studente creativo, che abbina la fisica all’arte: ha costruito un robot che a partire da un’immagine in formato digitale e attraverso un algoritmo, produce una rappresentazione dell’immagine stessa incrociando chilometri di filo e facendo emergere i chiaroscuri. «La mia Facoltà è un’isola felice» ha detto, perché l’attenzione alla persona e la valorizzazione di ciascuno è la normalità.

Erica Cabrioli, responsabile Master, Formazione Permanente e Research Partnership della sede di Brescia, in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo, ha rivelato di essere stata «fortunata di essere stata abbracciata dalla comunità universitaria tanti anni fa. La modalità di partecipazione del Piano mi ha colpita molto, e sono curiosa che adesso arrivi sulla mia scrivania per poterlo far diventare realtà».

Voci di persone, in rappresentanza di tante altre che, ha concluso la Rettrice Beccalli, hanno lavorato a «un Piano per costruire insieme il futuro del nostro Ateneo e scrivere una pagina nuova della nostra storia».

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