La ricerca si fa anche viaggiando. Lo dimostrano le Short-Term Scientific Missions, soggiorni trascorsi in università e centri internazionali che permettono di lavorare fianco a fianco con colleghi di diverse nazionalità, sviluppare nuove competenze, consolidare le collaborazioni accademiche e favorire la circolazione delle conoscenze nella comunità scientifica europea.
La mobilità scientifica, del resto, è proprio uno degli assi centrali di COST Action VISTA – Values in Turbulent Times: Navigating Social Change and Challenges, la rete coordinata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore che riunisce oltre 200 studiose e studiosi di 40 Paesi. Il suo obiettivo è promuovere il confronto interdisciplinare sui valori nelle società contemporanee, attraversate da profonde trasformazioni sociali, culturali e politiche.
Due le esperienze più recenti che descrivono, per chi fa ricerca, il valore aggiunto di muoversi oltreconfine e conoscere altre realtà universitarie. È il caso di Gabriele D'Amico, dottorando dell’Ateneo in Sociologia. Teoria, ricerca, applicazioni, è stato a Losanna, al FORS – Swiss Centre of Expertise in the Social Sciences, con la supervisione del professor Michael Ochsner. In direzione opposta ha viaggiato Kamil Strzępek, ricercatore della Faculty of Law and Administration della Cardinal Stefan Wyszyński University di Varsavia, ospitato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore sotto la guida del preside della Facoltà di Scienze politiche e sociali Andrea Santini.
«È stata per me un’esperienza di ricerca davvero gratificante», racconta Strzępek. «Ho avuto il piacere di lavorare sotto la supervisione del professor Santini, la cui cordiale ospitalità ha creato le condizioni ideali per la ricerca. Sono stato accolto non come un ospite di passaggio, ma come un collega, in una comunità aperta agli studiosi provenienti dall’estero. Un periodo proficuo, che mi ha permesso di affinare la metodologia della mia ricerca sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea relativa ai valori fondamentali dell’Unione europea». Il soggiorno milanese sta già dando i suoi risultati concreti: la stesura di un articolo su Open Research Europe, una raccolta di dati ad accesso aperto sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e un breve saggio sullo Stato di diritto, scritto insieme al professor Luca Lionello e di prossima pubblicazione. «Sarei felice di tornare un giorno a Milano per una collaborazione più duratura con l’Ateneo».
Per il Preside Santini «aver accolto il dottor Strzępek ha avuto una duplice rilevanza», osserva. «Da un lato, esperienze come questa contribuiscono alla creazione di un ambiente di ricerca autenticamente internazionale. Dall’altro, aprono prospettive di ricerca nuove, anche dal punto di vista metodologico. E in questo caso specifico è stato poi molto interessante confrontarci sul tema dei valori europei con un collega proveniente dalla Polonia, che negli scorsi anni è stato uno dei Paesi al centro del dibattito europeo sulla “crisi dello Stato di diritto”».
Anche per Gabriele D’Amico, quella al FORS, è stata «un’esperienza umanamente e intellettualmente emozionante», a partire dalla postazione di lavoro fuori dall’ordinario, affacciata su scenari mozzafiato. «Gli uffici hanno pareti di vetro dalle quali si segue il cammino del sole che passa da una montagna all’altra, con il lago all’orizzonte», racconta. Senza dimenticare la calorosa accoglienza ricevuta dai colleghi. «I membri di Faculty sono stati molto disponibili, organizzandomi anche un momento di presentazione, mostrando un interesse sincero e offrendomi suggerimenti molto utili», afferma D’Amico. Inoltre, «lavorare con il professor Ochsner è stato sbalorditivo. Ricordo ancora la prima riunione iniziata alle 14:00 e finita a mezzanotte e mezza, in uno scambio di prospettive di teoria di base che sembrava illuminare istantaneamente tutti i neuroni del mio cervello, senza far sentire né fame né sete. Della Svizzera non ho visto altro se non quello che potevo scorgere dal parabrezza dell’auto, andando al lavoro e tornando. È stata un’immersione totale». E aggiunge: «Emozioni profonde raccolte in un quaderno di note che resta una caverna delle meraviglie per il mio futuro professionale. Un calore e una ricchezza umani che mi accompagneranno sempre, come ricordi che a distanza di anni fanno trasalire e dischiudere il cuore».
Esperienze che vanno oltre la ricerca, diventando tappe fondamentali di un percorso di vita.