NEWS | Giornata del Dono

Enrico Ruggeri: «La nazionale cantanti antidoto per uscire dall’egocentrismo»

05 ottobre 2021

Enrico Ruggeri: «La nazionale cantanti antidoto per uscire dall’egocentrismo»

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«La grande lezione che ho imparato grazie alla Nazionale cantanti è che il modo con cui ci si approccia alla vita e agli eventi che ci riserva, è più importante delle carte che la vita ci dà».
È questo il messaggio con cui Enrico Ruggeri, Presidente della Nazionale Cantanti, saluta i numerosi studenti che hanno partecipato all’evento plenario di apertura della settimana di incontri dedicati al tema del dono, che si svilupperà tra Piacenza e Cremona fino all’8 ottobre, con l’intervento conclusivo del Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali Stefano Zamagni su L’economia del dono.

Accolto dai Presidi Anna Maria Fellegara e Marco Trevisan, dal professor Pierpaolo Triani e da Don Luca Ferrari, assistente pastorale e docente di teologia, che hanno sottolineato come «tra le competenze che vorremmo formare qui in Cattolica c’è sicuramente l’attenzione alla gratuità e al dono in sé come principio fondamentale della nostra società», il presidente della Nazionale Cantanti ha tenuto il suo intervento sollecitato dalle domande degli studenti: «Faccio parte di una categoria di egocentrici autoreferenziali - racconta Ruggeri, ironizzando sulla figura  del cantante - siamo imprenditori di noi stessi, sempre circondati da persone pagate per dare benessere al capo. Tutto ciò però, con il tempo, fa nascere un senso di inadeguatezza: scrivi canzoni, pubblichi album, fai concerti. E poi ricominci. Questo flusso non può rappresentare una vita completa. Almeno non per me».

Alla ricerca di qualcosa in più Ruggeri ha risposto alla convocazione della nazionale cantanti, una proposta «allettante perché torni a essere bambino e contemporaneamente puoi contribuire concretamente alla dimensione solidale. Al di là del donare in sé, degli oltre 100 milioni che abbiamo dato per il sostegno di varie iniziative, c’è un arricchimento personale notevole, che nasce dal rapporto con la sofferenza, che normalmente quelli che fanno il mio mestiere ignorano».

I gol più belli fuori e dentro il campo? «Tra i tanti più belli fuori, ricordo la partita di Sarajevo durante la guerra dei Balcani. Calcisticamente una doppietta a San Siro contro Sebastiano Rossi sotto la curva dell’Inter».

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

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