A pochi giorni dalla Festa Internazionale della Donna, nel pieno dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e alla vigilia dalla notte degli Oscar, si è tenuto all’Università Cattolica del Sacro Cuore, martedì 10 marzo, il primo appuntamento di “Donne, cinema e sport. Inclusione, Diversity e superamento del Gender Gap”, il ciclo promosso da Almed-Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo che attraverso una selezione di titoli, propone di raccontare lo sport non solo come competizione, ma come potente spazio di inclusione, emancipazione e trasformazione sociale. Un luogo di affermazione identitaria, superamento dei limiti e costruzione di nuove narrazioni collettive.
L’incontro anticipa l’apertura della 33° edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, al via mercoledì 11 marzo, una rassegna che ha come obiettivo quello di esplorare il mondo attraverso lo sguardo femminile.
E, dopo i saluti iniziali del professor Luigi D’Alonzo, Delegato del Rettore per l’inclusione, sono state proprio le donne le protagoniste dell’evento. Al tavolo come relatrici Linda Casalini, vicepresidente del Comitato Italiano Paralimpico e membro della Giunta Nazionale, l’attrice Francesca Cavallin, l’atleta paralimpica di tiro a segno Livia Cecagallina e la direttrice artistica del Festival Patrizia Rappazzo. A moderare l’incontro la professoressa Paola Abbiezzi, direttrice didattica Master Comunicare lo sport.
Patrizia Rappazzo ha sottolineato come il Festival esplori l’attualità e i conflitti globali attraverso una pluralità di linguaggi – dal cinema al documentario fino all'intelligenza artificiale – ponendo l’accento sulla difesa dei diritti delle donne, nei contesti internazionali e all’interno della stessa industria cinematografica.
Maurizio Molinari, responsabile dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano – intervenuto in collegamento – si è concentrato sui fatti di stretta attualità ricordando i recenti episodi dell’inno russo alle Paralimpiadi e delle calciatrici iraniane in Australia a sottolineare la deriva del mondo attuale di rivestire lo sport di responsabilità che non dovrebbe avere, fra cui l’essere cassa di risonanza di messaggi politici. L’augurio è che questo presto non sia più necessario e che lo sport possa tornare a essere mezzo di inclusione e integrazione.
L’impegno del Parlamento Europeo passa anche dalla collaborazione al Festival con il primo episodio della serie I Fantastici 5. Una delle protagoniste della serie, Francesca Cavallin, interpreta la cinica direttrice della squadra paralimpica al centro della storia. Nel suo intervento ha spiegato che il suo personaggio è volutamente respingente per dare uno sguardo nuovo sul mondo paralimpico, raccontato finora in maniera pietista ed edulcorata. I suoi atleti sono infatti dei divi, egocentrici e competitivi fino all’aggressività. Non eroi o eroine, dunque, ma esempi concreti da cui ragazzi e ragazze possano farsi ispirare.
Sulle narrazioni ha insistito Livia Cecagallina. L’atleta ha evidenziato l’importanza di superare il pietismo e l’idealizzazione. Bisogna cercare un punto di incontro, raggiungibile attraverso l’integrazione: gli atleti paralimpici devono essere guardati oltre la disabilità, riconoscendoli prima di tutto come persone, con pregi, difetti e storie individuali.
Linda Casalini, infine, ha ricordato come il dialogo tra sport e integrazione richieda ancora molto lavoro. Lo sport paralimpico pone importanti domande non sui limiti degli atleti ma sulle potenzialità degli stessi. Un lavoro che deve svolgersi collettivamente, amplificando il senso di appartenenza a una comunità che ha bisogno di creare soprattutto rappresentanza reale nell’immaginario collettivo.
Nei prossimi appuntamenti del ciclo, sempre nella nuova sede San Francesco della Cattolica si continuerà ad affrontare il tema dell’inclusione attraverso lo sport con le storie di un’atleta transgender e di una bambina scappata dalla guerra in Ucraina.
Venerdì 20 marzo (Aula SF209, ore 11.30) proiezione e dibattito sul film “5 Nanomoli” con i registi Elisa Mereghetti e Marco Mensa, il giornalista Claudio Arrigoni, e l’atleta paralimpica Valentina Petrillo.
Martedì 24 marzo (Aula SF209, ore 9.30) “L’azzurro in alto e l’oro dentro” con il professor Paolo Carelli, la giornalista del Corriere della Sera Federica Seneghini, il regista Pepi Romagnoli e la piccola protagonista, Valeria (accompagnata dal fratello e dalla nonna).
Introduce gli incontri la professoressa Mariagrazia Fanchi, direttrice Almed con la moderazione della professoressa Paola Abbiezzi.