«Per ogni albero che bruciamo, danneggiamo anche il suolo che viene devastato dal calore dell’incendio. La perdita dello stoccaggio di anidride carbonica è qualcosa che non ci possiamo permettere, perché in questo momento non sapremmo come ricrearlo». Parola di Mauro Casinghini, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile della Regione Abruzzo, protagonista con il professor Vittorio Emanuele Parsi, direttore dell’Alta Scuola in Economia e relazioni internazionali della tavola rotonda di lunedì 14 marzo del ciclo AserIncontra.
L’evento, dal titolo “La lotta agli incendi boschivi fra cambiamenti climatici e norme di pancia”, è stato dedicato a una delle emergenze considerate sempre più impattanti a causa della sostanziale incapacità di trovare una soluzione: i cambiamenti climatici.
«La norma di pancia è una legge prodotta sullo slancio emotivo», con questa definizione Casinghini fa riferimento al decreto-legge n.120 dal titolo “Disposizione per il contrasto di incendi boschivi”. Una norma che prevede sanzioni e un periodo di detenzione dai 7 ai 12 anni per gli addetti ai lavori ritenuti colpevoli di aver appiccato un incendio con l’accusa di abuso di potere. Una norma che secondo il Direttore ha rischiato di provocare il blocco delle attività antincendio, perché «il governo ha puntato su una legge di aggressione operativa, piuttosto che su una disposizione per la costruzione delle prospettive strutturali di attenuazione del fenomeno». Nei 60 giorni necessari per la conversione del decreto-legge, si è svolto un dibattito tra gli addetti ai lavori. Una discussione che ha portato poi alla non approvazione della norma.
«Facendo riferimento ai dati del Sistema europeo di Informazione - commenta Casinghini - il 2020 risulta come il quinto anno più caldo da quando esistono le registrazioni dati a causa dell’anomalia delle temperature, che si trova più in alto di 1,54 gradi rispetto al periodo dal 1961 al 1990». Le informazioni sul territorio nazionale per l’anno 2022 non sono ancora state diffuse, perché per legge potranno essere pubblicate dal primo aprile in poi. Ma i numeri attualmente a disposizione fanno emergere quanto sia importante porre fine a questo fenomeno.
«Sardegna, Sicilia e Calabria – ha spiegato - sono i territori più colpiti a livello di incendi nella scorsa estate. Inoltre, le temperature sono al di sopra della media di quasi 3 gradi a febbraio e di due gradi e mezzo ad agosto. Un altro elemento da citare riguarda il calo delle precipitazioni, che sono state il 5% in meno».
Nel seminario è stata discussa la problematica della litoralizzazione: un processo di spostamento delle attività economiche e di insediamenti dall’entroterra alle aree costiere. La conseguenza principale a questo fenomeno è stata l’abbandono in massa delle aree interne «per mancanza di risorse. Una soluzione potrebbe essere quella di guardare chi non ha la possibilità della litoralizzazione: la Svizzera. Un luogo dove l’amministrazione si concentra esclusivamente sulla prevenzione del territorio» suggerisce il professor Parsi. Secondo Casinghini il caso della Svizzera potrebbe trovare una motivazione nella inattuabilità della litoralizzazione, un fatto che permette agli abitanti di prestare maggiore attenzione sulla valorizzazione dell’area che hanno a disposizione.
Il direttore ha poi approfondito la situazione dell’Abruzzo, che «è completamente diversa rispetto a quella della Svizzera per i danni causati dal terremoto del 2009, che ha provocato uno spostamento della popolazione sul litorale. Una scelta forzata data la disponibilità degli alberghi, che hanno ospitato gli abitanti rimasti purtroppo senza una casa». La litoralizzazione, con l’abbandono delle aree interne, può essere considerata come un fenomeno che incentiva l’aumento degli incendi per mancanza di cura e prevenzione del territorio.
Per risolvere il problema dei cambiamenti climatici bisognerebbe quindi impegnarsi a proteggere i boschi e modernizzare la legge per adattarla a quelle che sono le nuove esigenze dell’ambiente. «Ipotizzare una vera riforma – ha concluso Casinghini – e emanare una norma per coinvolgere un nuovo corpo scientifico e innescare dei processi sono dei passaggi fondamentali da compiere per attenuare i cambiamenti climatici».