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Usa-Germania, la fragile intesa

29 marzo 2023

Usa-Germania, la fragile intesa

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In un periodo storico come quello attuale, caratterizzato dalla guerra in Ucraina e da un equilibrio mondiale sempre più precario, è fondamentale studiare il passato e analizzare le sfumature delle relazioni internazionali tra le grandi potenze. È da questo presupposto che si sviluppa il libro “La fragile intesa. Berlino e le relazioni euro-atlantiche nei primi anni della Guerra fredda” di Lorenzo Trapassi, docente di corsi di geopolitica e diplomazia alla Luiss di Roma e diplomatico che per anni ha prestato servizio nell’ambasciata italiana a Berlino. Il volume è stato presentato in Cattolica, lunedì 20 marzo, in occasione del quarto appuntamento del ciclo ASERIncontra,

Il dibattito, moderato dal professor Vittorio Emanuele Parsi, direttore dell’Alta Scuola in Economia e Relazioni internazionali dell’Università Cattolica, si è aperto con una riflessione sul rapporto fragile, ma al tempo stesso necessario che intercorre tra due potenze mondiali come Stati Uniti e Germania. Una relazione diplomatica che pone le sue radici nel Secondo dopoguerra, per poi rafforzarsi nei decenni della Guerra Fredda e proseguire fino ai giorni nostri, non senza difficoltà e problematiche.

«Quello fra Stati Uniti e Germania non sarà mai un grande amore – sottolinea Lorenzo Trapassi – non sarà mai un'intesa perfetta, ma nella sua fragilità serve per garantire il funzionamento dell'ordine liberale, giuridico, economico, socio-culturale e socio-politico su scala mondiale». Le parole di Trapassi derivano dai diversi anni che il diplomatico ha trascorso in Germania e che gli hanno permesso di sviscerare e comprendere le dinamiche politiche instaurate tra i due paesi.

È da qui che emerge la duplice essenza dell’intesa tedesco-americana. Da un lato, il fronte diplomatico, fatto di strette di mano, accordi firmati e visite tra capi di Stato, mentre dall’altro il fattore umano. Nel libro viene ribadito a più riprese il concetto secondo cui le relazioni internazionali sono fatte da donne e uomini e quindi da un insieme complesso di contraddizioni, culture e pregiudizi rispetto a un Paese, siano essi positivi o negativi.

A tal proposito è intervenuto anche Gabriele Natalizia, docente alla Sapienza di Roma e direttore di Geopolitica.info, che nel ripercorrere la storia contemporanea dei due Paesi, evidenzia come «Stati Uniti e Germania ragionassero su due binari diversi, soprattutto nel periodo della Guerra Fredda». Natalizia fa notare che a Washington si mirava in tutti i modi a frenare l’avanzata sovietica e a includere nella propria sfera di influenza quanta più Europa possibile per ottenere di fatto il dominio mondiale. A Bonn, l’allora capitale tedesca, si giocava invece un’altra partita, quella del ritrovamento dell’indipendenza e del riconoscimento al pari delle altre potenze europee da parte degli Stati Uniti, con l’obiettivo sempre vivo della riunificazione del Paese.

«È grazie gli americani – conclude Trapassi – che i tedeschi si sono potuti rialzare dal campo di battaglia dove erano stati sconfitti per tornare a essere una nazione libera e indipendente, divisa». Da Adenauer a Scholz, da Eisenhower a Biden: l’intesa, seppur fragile, tra Germania e Stati Uniti è un filo diretto tra America ed Europa che determina in larga misura l’equilibrio mondiale.

Un articolo di

Niccolò Longo

Scuola di giornalismo

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