Si è concluso con un confronto di altissimo livello l’anno accademico 2025/2026 di "Oltre La Medicina", il ciclo di incontri ideato per offrire agli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia l'opportunità di sviluppare competenze trasversali, formandoli come individui "a 360 gradi".
L’evento conclusivo, dal titolo "Gemelli 2.0: come un grande ospedale cattolico no profit si prepara ad affrontare le sfide presenti e future della sanità nell'era dell'AI", ha visto la partecipazione del presidente e del direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Daniele Franco e Daniele Piacentini (anche AD dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola).
Ad aprire l’incontro è stato il professor Alessandro Sgambato, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che ha salutato gli studenti per l'ultimo appuntamento dell'anno, plaudendo a una bellissima iniziativa organizzata in collaborazione con gli studenti, auspicando di proseguirla anche l'anno prossimo: «L'obiettivo di "Oltre la Medicina" è stato quello di allargare le vedute degli studenti, integrandole con quelle competenze umane che non si trovano nei libri di testo».
Al centro del dibattito, la complessa sfida di traghettare un "transatlantico della sanità" da 1.600 posti letto e 12.000 presenze quotidiane, verso il futuro, mantenendo intatta la propria identità fondativa.
Il presidente Daniele Franco ha aperto l'incontro ricordando i tre pilastri storici del Gemelli: cura della persona, ricerca scientifica e formazione. Tre elementi indissolubili che posizionano la struttura ai vertici della sanità internazionale (1° posto in Italia e 33° nel mondo secondo i ranking di Newsweek).
Franco ha posto l’accento sulla matrice cattolica e sulla natura strettamente no profit dell’istituzione: ogni risorsa finanziaria generata non viene distribuita sotto forma di utili, ma interamente reinvestita nella ricerca e nell'assistenza. L'obiettivo cardine rimane quello di offrire prestazioni di massima qualità a tutti, rifiutando logiche puramente commerciali: «A volte impiantiamo valvole che costano molto più del DRG che otteniamo. Lo facciamo perché è giusto farlo».
Stimolato dalle domande degli studenti, il direttore generale Daniele Piacentini ha evidenziato come la sostenibilità economica (in un contesto di tariffe pubbliche bloccate al 2012) e la qualità delle cure si scontrino oggi con modelli organizzativi obsoleti, figli degli anni '80 e '90.