Milano Cortina 2026 è stata l’Olimpiade e la Paralimpiade dei record. A partire dalle medaglie, mai così tante nella storia dello sport azzurro: 30 medaglie olimpiche e 16 paralimpiche, 17 ori complessivi, e in entrambi i casi il precedente primato di Lillehammer 1994 è andato in frantumi. Ma i Giochi invernali hanno portato con sé altre tre medaglie. Sono quelle del policentrismo, del radicamento nei territori e della progettualità. A dirlo è la ricerca curata dal Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi (CeRTA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presentata durante il workshop Turismo, sport e comunicazione. La legacy di Milano Cortina 2026, il racconto del territorio e le policy europee promosso da Cattolicaper lo Sport e Cattolicaper il Turismo.
Il report, presentato da Anna Sfardini, coordinatrice dell'attività di ricerca del CeRTA, si è posto tre obiettivi: mappare i discorsi sviluppati attorno ai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, individuare le specificità del rapporto tra i Giochi e i territori italiani nelle narrazioni mediali dell’evento e fissare le opportunità turistiche generate dai Giochi. Ciò è stato possibile attraverso un’analisi delle occorrenze tra Giochi, turismo e territori su un campione di alcune fonti mediali nazionali e internazionali, tra gennaio 2025 e marzo 2026.
Secondo la ricerca del CeRTA, i primi Giochi diffusi sono stati anche «policentrici». Quasi due testi su tre citano mete terze oltre Milano e Cortina, e circa il 93% dei testi cita più destinazioni. Non solo sport, ma «radicamento nei territori». Il legame è evidente, circa il 43% dei testi illumina altre pratiche di visita oltre a quelle sportive, ed è frequente il collegamento con varie forme di «turismo culturale-artistico». E poi la «progettualità». Il futuro turistico delle località coinvolte dai Giochi è segnato da un’eredità sia culturale sia infrastrutturale e, in particolare, è stato realizzato un «rilevante lavoro sull’accessibilità a impianti e destinazioni».