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Peses, Fabiola Gianotti: «La scienza è universale, non ha passaporto e connette i popoli»

03 luglio 2026

Peses, Fabiola Gianotti: «La scienza è universale, non ha passaporto e connette i popoli»

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La scienza è per tutti. È universale e unificante. Ispira, connette i popoli e le persone. È questo il messaggio di Fabiola Gianotti, la prima donna in assoluto e la terza italiana (dopo Carlo Rubbia e Luciano Maiani) a guidare il Cern di Ginevra. Lo ha fatto per dieci anni, dal 2016 al 2025, primo direttore generale ad essere nominato per due mandati completi. Ed ora è tra i protagonisti del Programma di educazione per le Scienze economiche e sociali (Peses) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di tutta l’Italia, che ha aperto le iscrizioni per l'anno scolastico 2026/2027 (a questo link il form).

«Peses fornisce alle ragazze e ai ragazzi un percorso complementare a quello che seguono a scuola, permette loro di affrontare temi nuovi, di aprire la testa, di pensare out of the box» racconta la professoressa Gianotti, che nel programma ideato e diretto da Carlo Cottarelli aggiunge un nuovo profilo, quello degli scienziati, ad economisti, giuristi e imprenditori che da sempre contribuiscono a Peses. «Non possiamo affrontare le grandi sfide odierne senza l’aiuto della scienza: dal cambiamento climatico all’ambiente fino alla salute» spiega Gianotti. «Quindi è importante che i giovani si confrontino da subito con gli aspetti scientifici. Negli incontri a cui ho partecipato, a Palermo così come a Corsico, ho visto un grandissimo entusiasmo da parte degli studenti».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

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«La scienza è per tutti, per ragazze e ragazzi, per uomini e donne» prosegue l’ex direttrice generale del Cern. «Per me non c’è niente di più gratificante che contribuire ad aumentare le nostre conoscenze, in qualunque campo: scientifico, economico, sociale. Il lavoro assorbe una grandissima parte della nostra vita, passiamo più tempo al lavoro che con la nostra famiglia. Anche per questo è importante scegliere un percorso che ci appassioni, e intraprenderlo con coraggio, con umiltà e con grande determinazione». Poi, si rivolge direttamente agli studenti: «Seguite i vostri sogni, le vostre ambizioni, le vostre passioni». 

Il Cern, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, è la Formula 1 della ricerca scientifica. «È il leader mondiale della ricerca nella fisica delle particelle, ma è anche un motore di innovazione perché per perseguire obiettivi scientifici molto ambiziosi e capire la struttura e l’evoluzione dell’universo abbiamo bisogno di strumenti molto avanzati, di sviluppare tecnologie di punta che poi vengono trasferite alla società. E alcune di queste hanno cambiato la nostra vita in modo radicale, dal world wide web agli acceleratori per curare i tumori».

«Con gli studenti abbiamo parlato della fisica delle particelle, un settore estremamente affascinante che permette di unire l’infinitamente piccolo all’infinitamente grande» racconta Gianotti. «Le domande dei ragazzi sono state molto interessati, hanno spaziato dal gravitone ai buchi neri fino all’universo oscuro, e hanno dimostrato molto interesse verso il percorso professionale di uno scienziato». 

In questo momento storico geopoliticamente complicato, la ricerca scientifica assume un ruolo particolarmente importante anche come collante. «La scienza è universale e unificante. Una mela cade nello stesso modo in Cina così come negli Stati Uniti o in Italia. Il desiderio di capire come funziona la natura è intrinseco all’essere umano. Quindi la scienza non ha passaporto, non ha partito politico, non ha una connotazione culturale specifica. Ed è in grado di connettere i popoli e le persone nel nostro mondo fratturato».

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