I dati allarmanti non mancano da tutti i punti di vista: dalla bulimia all’anoressia, all’autolesionismo, all’isolamento sociale, ci sono ragazzi che non escono mai dalla loro stanza e spesso nemmeno vanno a tavola con i genitori, chiusi e isolati dal mondo. Poi c’è l’aspetto più pericoloso: l’aumento dell’idea di suicidarsi, che ha portato quest’anno 3.700 giovani al ricovero ospedaliero. E ogni giorno in Italia due giovani si tolgono la vita. «C’è un’esigenza emergenziale- ha ricordato Iori-, per questo tutti coloro che lavorano nell’educazione devono insieme costruire prospettive per questi ragazzi affinché si conoscano, conoscano i propri sentimenti».
E, come ha ben sottolineato il preside professor Domenico Simeone ricordando i 25 anni di formazione e ricerca sviluppati dalla facoltà di Scienze della Formazione a Piacenza, se educare è un’avventura straordinaria, chi educa può davvero fare la differenza impegnandosi per cambiare la realtà anche quando questo può sembrare complicato.