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Il Nobel Sauvage al Nanochemistry camp di I.S.E.O.

22 settembre 2026

Il Nobel Sauvage al Nanochemistry camp di I.S.E.O.

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Sono una quarantina i giovani ricercatori provenienti da ben 21 Paesi - Belgio, Botswana, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Croazia, Egitto, Ungheria, Iran, Italia, Messico, Mongolia, Pakistan, Polonia, Portogallo, Romania, Sudafrica, Spagna, Sri Lanka e Svezia - presenti al Nanochemistry Camp 2026, la prestigiosa scuola estiva internazionale in Chimica e Fisica in programma dal 19 al 26 settembre a Iseo, in provincia di Brescia.

L'iniziativa è promossa congiuntamente da Fondazione I.S.E.O., Università degli Studi di Brescia e Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ospite d'onore dell’edizione 2026 è Jean-Pierre Sauvage, Premio Nobel per la Chimica 2016 e professore emerito dell'Università di Strasburgo.

Primo insieme ai colleghi Feringa e Stoddart a realizzare macchine molecolari sintetiche, con i suoi studi Sauvage ha aperto la strada alla manipolazione delle singole molecole.

Intuizioni e scoperte fondamentali per le nanotecnologie del presente e del futuro: dai nanosistemi per la medicina, capaci di veicolare farmaci nel corpo umano con precisione subcellulare, ai materiali intelligenti per l’energia e l’ambiente, fino all’hardware molecolare e quantistico che potrebbe aprire nuove prospettive per l’informatica e l’intelligenza artificiale. Accanto a Sauvage, in cattedra un panel di scienziati di fama internazionale.


«Il Nanochemistry Camp è un appuntamento di assoluto rilievo sul territorio, pensato per mettere in dialogo e trasmettere saperi diversi in una cornice autenticamente interdisciplinare – assicurano Claudio Giannetti e Luigi Sangaletti, docenti della sede bresciana dell'Università Cattolica. La possibilità di controllare atomi, molecole e materiali su scale atomiche, apre la strada allo sviluppo di nuove funzionalità, come nel caso dei motori molecolari, e a dispositivi innovativi in settori chiave, guidati da transizione energetica, sostenibilità, tecnologie quantistiche e gestione dei materiali critici. In questo campo la chimica si fonde alla fisica aprendo nuove possibilità di studio alla nanoscala».

Durante la terza edizione del Nanochemistry Camp i partecipanti hanno presentato le proprie ricerche in un'attesa poster session fronte lago. Fra questi c’è anche Mattia Andrini, dottorando al quarto anno di Science dell’Università Cattolica che ha avuto la possibilità di spiegare gli aspetti della sua ricerca al Nobel Sauvage.

Un articolo di

Antonella Olivari

Antonella Olivari

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