«Pensandoci adesso, mi rendo conto che questo giorno all'inizio sembrava davvero irraggiungibile». È questa la prima riflessione di Simona Granato, neodottoressa in Scienze linguistiche, curriculum Lingue per l’impresa. «Più ci penso e più realizzo che l'università non è stata solo una questione di esami o di libri, ma soprattutto di crescita personale. L'impatto con una città grande e frenetica come Milano mi ha travolta con un carico enorme di insicurezze; spesso temevo di non farcela e ho persino creduto che trasferirmi fosse stato un grande errore» racconta Simona, che per immatricolarsi all’Università Cattolica del Sacro Cuore ha lasciato la sua città San Giovanni in Fiore, trasferendosi dalla Calabria. «Ma poi ho compreso che o raddoppi il coraggio o dimezzi i sogni, e io non volevo rinunciare ai miei» afferma con orgoglio l’alumna Simona, raccontando come «le persone speciali che ho incontrato in Cattolica, tra un’aula e l‘altra, hanno riempito quel vuoto dei miei primi tempi da matricola, ed è anche grazie a loro se alla fine ce l'ho fatta davvero».
Ma facciamo un passo indietro Simona, e raccontaci invece come ti sentivi e com’è stata la notte prima del tuo ultimo esame universitario?
«Ero agitata, ma non tanto per l'esame in sé: ero completamente sopraffatta dall'emozione di essere arrivata davvero alla fine del mio triennio. Poi ho seguito la solita routine che mi fa sentire a casa, fatta delle preghiere di mia nonna e delle videochiamate con la mia famiglia. E alla fine, per la stanchezza accumulata durante gli ultimi mesi, sono riuscita a dormire, sicura di avere tutti i miei amici e parenti, lontani e vicini, che facevano il tifo per me».
E che cosa hai provato, quali sono state le tue emozioni, non appena hai concluso il tuo ultimo esame?
«Un mix di incredulità e liberazione totale, quasi incapace di realizzare che fosse davvero finita. Subito dopo però ho chiamato mia mamma, e in quel momento è arrivata un'ondata di gioia immensa. Il mio ultimo esame è stato Inglese Orale 3. Non è stato l'ostacolo più difficile del mio percorso universitario, ma ha avuto un valore emotivo speciale: ho terminato gli esami con lingua inglese, la disciplina che da sempre mi ha appassionato, e che mi aveva spinta a scegliere questo corso di studi fin dall'inizio».
L’esame che invece ti ha dato maggiori soddisfazioni o che è stato davvero interessante da preparare?
«Quello che mi ha dato più soddisfazione in assoluto è stato Lingua e comunicazione professionale cinese. Era in cima alla lista dei miei esami più temuti, e lo guardavo con la costante paura di non farcela. Invece superarlo con il massimo dei voti - nonostante i mille dubbi e insicurezze - ha rappresentato una grandissima rivincita personale e una bella soddisfazione. Attraverso l’impegno e la fatica spesi per preparare e superare questo esame, l'università mi ha insegnato ad avere fiducia e a credere maggiormente in me stessa».
E proprio Lingua e comunicazione professionale cinese è la materia in cui hai deciso di fare la tua tesi di laurea…
«La mia tesi si intitola Strategie linguistiche e di marketing per la promozione delle Big Five del cioccolato nel mercato cinese, ed è proprio incentrata sulla comunicazione professionale cinese, disciplina ed esame che più ho temuto nel mio corso di laurea. Sostanzialmente ho scelto di chiudere il cerchio affrontando lo scoglio più duro! La mia scelta si lega inoltre alla curiosità di indagare un paese così culturalmente diverso dal nostro, esplorando i loro gusti e le loro abitudini d'acquisto, unita al fascino che ho sempre provato per la lingua cinese».
La tua formazione in Cattolica è stata arricchita e completata da qualche esperienza, attività fuori dal campus e dalle aule?
«Sicuramente il tirocinio che ho svolto da Care Orchestra Srl, nell’area di marketing e comunicazione, è stata un'esperienza fondamentale. Mi è servito enormemente perché mi ha permesso di toccare con mano le dinamiche reali di un'azienda, andando ben oltre la teoria dei libri. Il tirocinio mi ha inoltre permesso di acquisire utili competenze per il mio futuro professionale, migliorando comunicazione e lavoro di squadra, e sviluppando la capacità di conciliare i ritmi intensi tra università e lavoro».
Ora che ti sei laureata, puoi svelare qualche scaramanzia o portafortuna che ti ha accompagnato ad ogni tuo esame?
«Sì, confesso, ho avuto il mio portafortuna: la preghiera di mia nonna è stata il mio rito irrinunciabile, il suo modo speciale per starmi accanto e farmi sentire che, in fondo, non ero mai davvero sola nell’aula dell’esame o davanti al foglio della prova da sostenere. La sera prima di ogni esame c'era sempre la nostra chiamata per ricordarle di pregare per me, un piccolo appuntamento fisso, che mi tranquillizzava e dava sicurezza».
In una bella giornata di sole, lo scorso 18 settembre, circondata da tanti amici e famigliari, Simona si è laureata, concludendo il suo percorso accademico in Cattolica, dopo anni di studio, sacrifici e sfide quotidiane. Conscia che il valore più grande di tutto questo, oltre alla laurea, siano gli insegnamenti ricevuti, le persone incontrate, le difficoltà superate, le esperienze vissute in università e in una nuova grande città piena di opportunità come Milano.