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Alessandro Borghese in Cattolica: «Il vero lusso è la semplicità»

06 novembre 2026

Alessandro Borghese in Cattolica: «Il vero lusso è la semplicità»

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La cacio e pepe è il suo cavallo di battaglia, ma tra cucina molecolare e botanica Alessandro Borghese preferisce quella della nonna. Il piatto che gli ricorda casa è la pasta patate e provola insegnatagli dallo zio Tonino, che a New York ha mandato in visibilio 150 americani in una cena organizzata per celebrare la cucina italiana come patrimonio immateriale.

Da questa semplicità, fatta di memoria e identità, ha preso avvio in Cattolica il Luxury Food Talk, alla presenza della pro-rettrice vicaria dell’Università Cattolica, professoressa Anna Maria Fellegara e promosso da ALMED e SMEA, con lo chef in dialogo con la giornalista Annalisa Cavaleri e il professor Sebastiano Grandi.

«La cucina è un gesto d’altruismo, è l’atto di darsi a qualcuno. La memoria gustativa è importantissima, il cibo ha lo stesso potere evocativo della musica. Conoscere i prodotti e le materie prime nostre è il vero lusso», ha detto Borghese. Per Cavaleri, autrice di Luxury Food, «oggi il lusso non è più spendere tanto: è il tempo, il territorio, l’ingrediente selezionato».

Tre i concetti su cui la professoressa Mariagrazia Fanchi, direttrice di ALMED, ha chiesto di concentrare l’attenzione. Il primo è il legame tra cibo e cultura, «driver fondamentale di valorizzazione di memoria e identità». Il secondo è la nuova concezione del lusso, che «non è possesso, ma esperienza e che non è definito dal costo, bensì dal significato e dalle emozioni che genera». Il terzo riguarda il ruolo delle persone: il lusso, ha detto, «è fortemente legato alle persone e ai soggetti». Per valorizzare tutto ciò, ha concluso, «occorrono competenze specifiche».

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

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Sfide che toccano anche il valore economico del settore. «La cucina italiana è stata sottovalutata per tanto tempo: ci stiamo rendendo conto del valore che possiamo generare con una comunicazione ben fatta», ha osservato Grandi, coordinatore della magistrale in Food Marketing e Strategie commerciali. «Dietro la cucina c’è un solido mondo di business e serve un team di management, marketing e comunicazione altamente formato». Sul versante della filiera è intervenuto il professor Edoardo Fornari, direttore di SMEA, che ha descritto un food system «estremamente articolato, from farm to fork and back», dove quel "back"  indica lo stimolo all'innovazione che dall'ultimo anello della filiera, proprio quello della ristorazione che può contare sul rapporto diretto con il cliente finale, può risalire a monte fino ai produttori di materie prime. In questo quadro, ha spiegato, «come Unicatt vogliamo contribuire ad accrescere la professionalità manageriale in questo settore, a supporto dell’intuizione», con un progetto di alta formazione che nel 2027 avrà come protagonisti imprenditori del mondo della ristorazione.

Da qui nasce il corso executive Luxury Food & Hospitality Management, presentato al termine dell’incontro: il primo in Italia progettato congiuntamente da ALMED e SMEA. Forma professionisti capaci di creare, gestire e comunicare l’esperienza del luxury food e dell’hôtellerie di lusso, con strumenti diversi dal marketing tradizionale.

Si svolgerà in presenza a Milano dal 1° marzo al 6 luglio 2027: 300 ore, di cui 168 di didattica e 132 di project work su un caso reale. Il percorso comprende 8 moduli d’aula, il Luxury Food Safari di tre giorni tra cantine, acetaie e ristoranti stellati, 2 luxury food talk con importanti chef presso il campus di Cremona e la Certificate Ceremony finale con attestato di competenze e Open Badge.

Tra testimonial e docenti, oltre a Alessandro Borghese, Chef del ristorante AB- Il lusso della semplicità (Michelin Guide), anche Norbert Niederkofler, Chef di Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, 3 Stelle Michelin, Carlo Cracco, Chef di Cracco in Galleria, 1 stella Michelin, Mauro Uliassi, Chef del Ristorante Uliassi, 3 stelle Michelin, Francesco Cerea, General Manager, ristorazione esterna, eventi e consulenze Da Vittorio Group,3 stelle Michelin, Riccardo Monco, Chef Enoteca Pinchiorri, 3 stelle Michelin, Firenze, Simone Giorgi, CEO ed Executive Asset Manager di Shedir Collection, Diego Crosara, Pastry Art Director di Marchesi 1824, Gruppo Prada, Franco Pepe, Maestro Pizzaiolo di Pepe in Grani, considerata tra le migliori pizzerie del mondo, Nicola Bertinelli Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP e molti altri. 

Il coordinamento è di Grandi e Cavaleri. Il corso è rivolto a neolaureati e professionisti del settore enogastronomico e dell’hospitality.

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