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Con il camice bianco in scienza, coscienza e carità

26 marzo 2024

Con il camice bianco in scienza, coscienza e carità

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Una staffetta ideale, un significativo rito di passaggio quello che si è svolto nel pomeriggio di lunedì 25 marzo nell’Auditorium del campus di Roma dell’Università Cattolica dove gli studenti del sesto anno, i laureandi del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, hanno idealmente consegnato il camice ai loro 279 colleghi del terzo anno che stanno per concludere il triennio biologico del piano di studi e fare ingresso nel triennio clinico, cioè realmente nelle corsie dell’ospedale.

La cerimonia “White Coat” è stata introdotta dal professor Domenico D’Ugo, Ordinario di Chirurgia generale all’Università Cattolica e presidente del Corso di laurea in Medicina e chirurgia: «È con grande entusiasmo che abbiamo raccolto la domanda delle nostre studentesse e dei nostri studenti a inaugurare quella che speriamo diventerà una tradizione per il campus di Roma e per la Facoltà di Medicina e chirurgia: i laureandi stanno per consegnare ai loro colleghi più giovani il camice bianco, simbolo della tappa finale del percorso di studi, quella clinica nelle corsie dell’ospedale, che li vedrà realmente al letto del paziente, applicando con competenza e dedizione tutto ciò che hanno imparato fin qui e che continueranno ad apprendere».

«Stiamo per vivere davvero un momento emozionante e toccante – così S. E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, nel saluto di apertura -  Vi ricordo nel primo giorno di accoglienza nel campus di Roma, vi ritrovo oggi in questa nuova fase del vostro cammino. State per assumere l’”abito appropriato”, ma l’habitus non è solo ciò che indossiamo, è soprattutto l’abito interiore: quello delle virtù, che verranno fra poco proclamate con il Giuramento di Ippocrate, prima fra tutte la virtù del servizio».

«Il camice bianco – ha continuato il Vescovo – rappresenta, dopo un importante tratto di strada, di esperienza e di studio, l’inizio del percorso ufficiale all’interno del Policlinico Gemelli, significativamente all’inizio della Settimana Santa e alla vigilia delle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’avvio delle attività del Gemelli. Che questo abito sia prima di tutto il vostro habitus interiore, quello della massima virtù alla quale siete tutti chiamati: la carità verso tutti e, soprattutto, verso i più bisognosi».

Un articolo di

Federica Mancinelli

Federica Mancinelli

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Un sentito messaggio, a nome di tutta la Facoltà di Medicina e chirurgia, è stato rivolto agli studenti dal professor Alessandro Sgambato, Ordinario di Patologia generale all’Università Cattolica e vicepreside della Facoltà: «Questo è un evento non solo emozionante, ma anche storico: è la prima cerimonia “White Coat” del Corso di laurea in lingua italiana in Medicina e chirurgia della nostra Facoltà della quale vi porto la partecipazione e il saluto. Oggi celebriamo il passaggio dallo studiare al praticare la Medicina. Ma la differenza non la farà il capo che indosserete, la farà il valore che ciascuno di voi darà a esso. Lo proclamerete fra poco tutti insieme, con il Giuramento di Ippocrate che recita tutti i principi fondamentali che siete chiamati a incarnare, racchiusi nei valori della scienza, dell’umanità e dello spirito di servizio».

«Oggi voi assumete una grande responsabilità verso i pazienti – ha concluso il vicepreside -, ma anche noi docenti rinnoviamo l’impegno verso di voi. Restate sempre umili e gentili e, soprattutto, mettete sempre al primo posto i sofferenti e i malati».

Il rito della vestizione ufficiale è iniziato con la consegna simbolica del camice da parte del professor Antonio Lanzone, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia e già presidente del Corso di laurea, e del professor Carlo Torti, Ordinario di Malattie Infettive, a quattro rappresentanti degli studenti del III anno. Poi, tutto l’Auditorium si è tinto di bianco, indossando il camice tutte le ragazze e i ragazzi che, emozionati, hanno ascoltato tre dei loro colleghi pronunciare al podio un messaggio di ringraziamento.

«La Cerimonia White Coat vuole illuminare un momento focale nella vita di uno studente di medicina: il passaggio dal triennio biologico al triennio clinico in cui si entra effettivamente nel mondo dei reparti e del rapporto medico-paziente – hanno commentato emozionati le studentesse e gli studenti del terzo anno al termine dell’evento - L’ardore di questa giornata è reso ancora più significativo dalla consegna del testimone che il professor D’Ugo ha voluto introdurre: la “consacrazione” di noi studenti del terzo anno per mezzo dei laureandi, gli studenti del sesto anno di corso. L’importanza che si sottolinea, in questo modo, è quella di poter essere d’esempio e di ispirazione, seppur con il breve percorso che ci differenzia, ma che sarà stato ricco della formazione tecnica e umanistica del triennio che si appresta a concludersi. Questa cerimonia non va, dunque, considerata come un rito solo simbolico: come diceva Plutarco, “la conoscenza non è un vaso che si riempie ma un fuoco che si accende” ed è quello che si vuole sottolineare oggi: far accendere la fiammella dentro ognuno di noi per bramare la conoscenza completa del prossimo, per avere i mezzi con cui rapportarsi e l’umanità come strumento per servirlo al meglio».

Con la corale proclamazione del Giuramento di Ippocrate da parte di tutti gli studenti si è chiusa solennemente la cerimonia.

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