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Dal collegio alla frontiera

28 maggio 2026

Dal collegio alla frontiera

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Venerdì 22 maggio l'aula Necchi degli Istituti Biologici del campus di Roma ha ospitato l'assemblea generale dell'Associazione degli ex collegiali "In corde Joanneum". Una serata che ha saputo essere, al tempo stesso, momento di bilancio e occasione di riflessione profonda: non solo uno sguardo al lavoro svolto nell'anno, ma un'esplorazione delle frontiere — geografiche, etiche e umane — che ogni collegiale è chiamato ad attraversare.

Ad aprire la serata, con un videomessaggio, la Pro-Rettrice Vicaria dell'Università Cattolica, la professoressa Anna Maria Fellegara, che ha posto l'accento sull'importanza del legame che unisce le generazioni di collegiali: quella degli ex studenti, già immersi nelle sfide del mondo del lavoro e della vita professionale, e quella degli attuali collegiali, ancora alle soglie di quel cammino. Un ponte generazionale, nelle sue parole, che non è semplice nostalgia, ma risorsa viva e concreta per la formazione dei giovani.

Un articolo di

Andrea De Simone

Segretario Associazione "In Corde Joanneum"

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Ha proseguito Monsignor Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell'Università, che ha ribadito con forza il valore formativo dell'esperienza collegiale. La figura dell'ex collegiale, ha ricordato, non esaurisce il proprio ruolo con la laurea: diventa essa stessa esempio, testimonianza incarnata di ciò che il collegio può generare in chi lo ha vissuto pienamente.

A chiudere il momento dei saluti è stato il direttore del collegio, don Fabio Iodice, per il quale l'assemblea non rappresenta soltanto un momento di rendiconto, ma un osservatorio privilegiato sull'identità e sull'appartenenza al Collegio Nuovo Joanneum. Nel suo intervento ha attraversato temi di stringente attualità: il ruolo degli educatori nell'era dell'intelligenza artificiale e le sfide etiche che questa pone, interrogativi che il collegio non può permettersi di eludere e che anzi è chiamato ad affrontare con rigore e lucidità.

Ha preso poi la parola il presidente dell'associazione, il dottor Salvatore Raia, endocrinologo presso la UOC di Endocrinologia del Policlinico Gemelli, che ha tracciato un bilancio degli eventi e dei progetti realizzati nel corso dell'anno. Le sue parole hanno avuto il peso di chi sa che un'associazione non vive di statuti ma di presenze: essere lì, ogni volta, è già un atto di fedeltà al collegio e a ciò che rappresenta. Tra i progetti di punta dell'anno, Raia ha presentato il programma di Mentorship: un'iniziativa in cui ex collegiali membri dell'Associazione sono stati chiamati ad affiancare gruppi di studenti, offrendo loro non solo una bussola professionale ma un modello di crescita integrale — umana, formativa e personale. Un gesto concreto di restituzione, che trasforma l'esperienza vissuta in strumento vivo per chi è ancora in cammino. Una rassegna che ha messo in luce non solo la vivacità dell'Associazione ma la convinzione che la muove: la presenza e la partecipazione degli ex collegiali alle iniziative di "In corde Joanneum" non sono un gesto opzionale, ma una responsabilità condivisa, il modo più autentico di restituire al collegio ciò che il collegio ha dato. Perché un'associazione che non si incontra, ha ricordato Raia, rischia di diventare solo un elenco di nomi. Ed è proprio contro questa deriva silenziosa che "In Corde Joanneum" continua, anno dopo anno, a costruire comunità.


Il cuore pulsante della serata è stata la seconda parte, affidata a un dialogo tra il dottor Marco Ciaparrone, dirigente medico della UOC di Oncologia dell'Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, e il segretario dell'associazione, il dottor Andrea De Simone, specializzando in Endocrinologia alla Facoltà di Medicina e chirurgia.

Il dottor Ciaparrone ha condiviso la propria esperienza da Ufficiale Medico del Battaglione Atleti dell'Esercito, un percorso che lo ha condotto, tra corsia e campo, in Ucraina, Belgio e Siria, curando atleti e accompagnando la Nazionale di calcio in luoghi dove la medicina incontra la complessità del mondo. Una testimonianza di frontiera, nel senso più pieno del termine: quei luoghi geografici ed esistenziali dove la formazione ricevuta al Collegio si misura con la realtà nella sua forma più cruda e più vera.

A suggellare la serata, un momento di particolare intensità simbolica: il passaggio di consegne tra il professor Gennaro Nuzzo, Presidente Onorario dell'Associazione e “Joanneum dell'Anno 2025”, e il dottor Ciaparrone, insignito del medesimo riconoscimento per il 2026. Un gesto che è molto più di una cerimonia: è la continuità resa visibile, la catena di esempio e di valore che lega chi è venuto prima a chi verrà dopo.

L'assemblea generale di "In corde Joanneum" si è chiusa con la consapevolezza rinnovata di ciò che significa appartenere a una comunità che non si esaurisce con la fine degli anni di collegio. Dalla frontiera della Siria alla frontiera dell'intelligenza artificiale, i collegiali di ieri e di oggi sono chiamati alla stessa responsabilità: portare la propria formazione là dove conta davvero.

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