La mostra fotografica “Essere donna rom. Io mi racconto. Io mi riconosco” nasce nell’ambito del progetto “Romanì - Promuovere l’empowerment delle donne rom, migliorare l’accesso alla salute e combattere la violenza di genere”. Finanziato dall’Unione europea e coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, coinvolge tre Paesi - Romania, Bulgaria e Italia - e, nel contesto italiano, è realizzato insieme a Fondazione ISMU e Caritas Ambrosiana, con la collaborazione del Comune di Milano.
Obiettivi del progetto
Uno degli obiettivi del progetto è quello di contribuire a cambiare le narrazioni dominanti sulle comunità rom, spesso semplificate o distorte, restituendo invece una realtà più complessa, dinamica e in continua evoluzione, a partire dalla voce e dall’esperienza diretta delle donne rom coinvolte. Per farlo, il progetto adotta un approccio di ricerca partecipativa attraverso la tecnica del photovoice. Le donne partecipanti hanno raccontato sé stesse e la propria quotidianità attraverso fotografie scattate con i loro cellulari dopo una serie di incontri e riflessioni di gruppo che si sono svolti presso l’Università Cattolica. Accanto a questi scatti, ci sono le foto realizzate da una fotografa, Sara Lemlem, alle stesse donne che hanno partecipato alla ricerca e che sono state ritratte così come hanno scelto di narrarsi. Da questo percorso di ricerca e riflessione ne è nato un racconto visivo che ha preso corpo nella mostra fotografica.
Accanto alla ricerca, il progetto sviluppa anche un’importante componente di empowerment, con attività rivolte a donne e uomini rom sui temi della salute e dell’accesso ai servizi. Un altro asse fondamentale riguarda la formazione di professionisti e professioniste dei settori sociale e sanitario. Il percorso formativo, che si è avviato proprio da alcuni giorni, è pensato per sviluppare strumenti e competenze utili a costruire relazioni di fiducia con le comunità rom e a migliorare l’accesso ai servizi pubblici, in particolare quelli sociosanitari e antiviolenza.