Anche quest’anno il Festival Thauma. Teatro Antico in Scena ha portato sul palco tragedie e commedie greche rivisitate dagli studenti di diciotto licei italiani provenienti da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sardegna.
Dopo le rappresentazioni nei giorni 6, 7 e 8 maggio presso il Teatro PIME di Milano, la premiazione della XII edizione del Festival si è svolta sabato 9 maggio nell’aula Gemelli dell’Università Cattolica a Milano e ha previsto quattro premi principali di pari livello e di tipologie diverse, e quattro menzioni d’onore.
Il premio per il Miglior lavoro corale, dedicato ai gruppi che dimostrano un'eccezionale coordinazione e armonia di insieme, è andato al liceo classico della Fondazione Grossman (Milano) con Fenicie (tratto da Fenicie di Euripide). La riflessione intensa sulla guerra e sulla capacità interiore di "vedere" il male ha posto al centro il Coro delle donne straniere, utilizzato come punto di osservazione esterno, ma emotivamente partecipe per trasformare la tragedia antica in un interrogativo moderno contro l'indifferenza. Sono stati notati la musica dal vivo e movimenti scenici curati che hanno valorizzato le competenze degli studenti.
L’Istituto salesiano Don Bosco (Treviglio - BG) si è aggiudicato il premio per la Migliore rappresentazione complessiva (il riconoscimento principale per lo spettacolo che si distingue in ogni suo aspetto) con Pace di Aristofane (adattamento da Pace di Aristofane), un’opera nata da una rielaborazione originale che intreccia il testo greco con traduzioni moderne. Lo spettacolo, che ha coinvolto studenti di diversi indirizzi, ha trasformato la commedia classica in una riflessione attuale sul dolore universale e privato causato dalla guerra. La produzione è stata lodata per il suo alto valore formativo e per la capacità degli attori di interagire con il pubblico rompendo la quarta parete.
Per la Soluzione artisticamente più originale (che premia l'innovazione e la creatività nelle scelte registiche o di adattamento) è stato premiato il liceo Francesco Durante (Frattamaggiore – NA) con Oh, my go(l)d! (tratto da Pluto di Aristofane), una riscrittura originale, realizzata da due studenti sedicenni e interpretata da un gruppo del triennio nell'ambito di un laboratorio teatrale. Lo spettacolo ha saputo trasformare la satira classica in un potente atto politico, utilizzando l'ironia per denunciare le disuguaglianze economiche e le ipocrisie del potere contemporaneo. Grazie a una travolgente vis comica e un efficace uso del dialetto napoletano, la messinscena ha creato un ponte tra l'antica Atene e la realtà locale odierna. Il tutto corredato da un allestimento immersivo e una narrazione graffiante.
Il Premio speciale della giuria (assegnato a discrezione dei giurati per elementi di particolare merito non coperti dalle altre categorie) se l’è guadagnato il liceo Ugo Foscolo (Albano Laziale – RM) con Le madri (tratto da Supplici di Euripide). Al centro c’è la figura della donna come custode del lutto e generatrice di vita. Lo spettacolo ha saputo unire il rigore del testo classico, inclusi i canti in lingua greca, a una forte attualizzazione civile, creando un parallelo tra il dramma antico e i conflitti contemporanei attraverso l'emozionante inserimento di vere "lettere di guerra". L'allestimento si è distinto per l'eccellente dimensione corale e la precisione tecnica dei 35 interpreti, capaci di alternare gestualità solenni e prove canore di alto livello in un clima di profonda concentrazione. Grazie a una distinzione simbolica tra maschile e femminile e a una cura meticolosa dei costumi, la messinscena ha trasformato il palco in un luogo di autentica catarsi, coinvolgendo il pubblico nel racconto dell'orrore della guerra.